Trento - Attivati nuovi posti letto sull'emergenza

28 / 11 / 2013

A soli due giorni dall’appello che richiedeva l’immediata apertura a Trento di un nuovo dormitorio, firmato da Volontarinstrada, Centro sociale Bruno,  Trentino Responsabile, Associazione Richiedenti Terra, Si Minore onlus, Refresh_lab, Associazione Yaku, Associazione Ya Basta e da diversi cittadini, ieri pomeriggio abbiamo ottenuto la prima risposta concreta.

Ricordiamo che l'appello è nato dopo che una ventina di migranti, rimasti fuori dalle strutture di accoglienza e dai dormitori cittadini saturi, aveva trovato riparo nelle rimesse del nuovo centro sociale Bruno, in via Lung'Adige.

Già a partire da iera sera la maggior parte di loro è stata accolta in via Saluga al Sentiero. L'accoglienza “emergenziale” durerà fino alla prima settimana di dicembre, perché, successivamente, le persone verranno inserite negli appartamenti del “Progetto di accoglienza dei richiedenti asilo”. Da inizio dicembre, inoltre, saranno attivi altri posti letto a Ravina.

Si tratta ovviamente di una risposta parziale, ma che sottolinea l’importanza di aver messo in moto prontamente una rete di solidarietà attiva, in grado non solo di produrre pressione, ma anche di continuare a tenere aperto un dibattito pubblico sulle alternative concrete in materia di accoglienza. Le tante realtà di base ed i cittadini che si sono mobilitati per trovare subito una sistemazione adeguata ai migranti in questione dimostrano come in città il tema dell’accoglienza susciti, da sempre, una grande sensibilità. D'altro canto però gli operatori sociali e i volontari sono da anni che chiedono un piano duraturo di risposte ai bisogni delle persone senza dimora, perché il freddo non può più essere considerato un’emergenza ma un dato di fatto prevedibile.

In questo caso la celerità con cui le richieste sono state accolte dalle istituzioni lasciano intravedere un interessante spiraglio per l’apertura di una nuova stagione politica, in cui l’elemento del Welfare e della redistribuzione della ricchezza possono realmente avere un ruolo centrale.

Siamo consapevoli che la questione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei migranti in generale non può essere affrontata solamente su scala locale. E’ necessario porre in maniera forte il dibattito in una dimensione europea, per segnalare l’inadeguatezza dei vari trattati e delle varie leggi nazionali (vedi la Bossi-Fini in Italia) che negano una vera libertà di circolazione delle persone e definiscono l’Europa come una fortezza in cui i migranti vengono respinti violentemente, rinchiusi in centri di detenzione, relegati in condizioni di estrema marginalità.

Per questa ragione riteniamo importante proseguire il nostro percorso in comune, per dare anche da Trento un contributo importante alla “carta di Lampedusa”, una coalizione che, a poco meno di due mesi dal naufragio, mira a creare una grande campagna per cambiare radicalmente le politiche migratorie nel nostro continente.

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