Trento - 2000 persone marciano #apiediscalzi contro il razzismo e i muri d'Europa

12 / 9 / 2015

La marcia delle donne e degli uomini scalzi è diventato un appuntamento nazionale tanto che da Venezia, in occasione della 72° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in pochi giorni la stessa iniziativa è stata ripresa in oltre 60 città italiane; non solo, analoghe marce sono state organizzate in altrettante città europee, come Parigi, Lipsia e Friburgo.

Circa duemila persone hanno partecipato a Trento alla Marcia delle donne e degli uomini scalzi promossa in solidarietà ai migranti, volta a denunciare l'ipocrisia della Fortezza Europa. Se da una parte vi è la totale assenza di corridoi umanitari sicuri per mettere fine alle tragedie in mare, dall'altra vi sono ancora delle risposte insufficienti per quanto riguarda la politica di accoglienza.

Dietro allo striscione con la scritta ”Refugees Welcome”, i manifestanti sono partiti da piazza Duomo al grido di "La nostra Europa non ha confini, siamo tutti clandestini" e hanno quindi percorso silenziosamente, senza scarpe, le vie del centro storico fino a piazza Dante, passando davanti alla stazione, uno dei simboli del transito, e delle barriere, che molto spesso i migranti attraversano nel viaggio verso la loro meta.

La marcia di venerdì 11 settembre segna l’inizio di un percorso, che si interseca tra diverse iniziative: come la Carovana Internazionale che vede alcuni attivisti dei Centri Sociali del Nord Est e di Ya Basta! Edi Bese! Presenti a Suruc dove il 15 settembre si terrà una manifestazione internazionale che vuole esercitare pressioni affinché venga aperto un corridoio umanitario sicuro sia per la mobilità degli abitanti curdi della zona sia per far arrivare gli aiuti destinati alla ricostruzione di Kobane.

Continueremo ad essere presenti in Ungheria, con una staffetta che è iniziata due settimane fa, spingendosi fino al confine tra Macedonia e Grecia, per continuare a monitorare la situazione alle porte d'Europa e accompagnare la marcia quotidiana di chi cerca di raggiungere i nostri Paesi nella speranza di una vita migliore.

Le marce di venerdì sono un’occasione per solidificare la rete di soggetti che, quotidianamente, sono attivi nei territori e provare a renderla ancora più fitta e organizzata, capace di coalizzarsi a livello europeo per far inserire come priorità nell’agenda politica europea il superamento di leggi e regolamenti inadeguati e incapaci di dare risposte umanitarie ed efficaci.

Il 17 ottobre, proprio su questi temi, ci sarà il primo appuntamento di mobilitazione a Bruxelles.

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Trento - Immagini dalla Marcia delle donne e uomini scalzi