Trento 01.06.14 - WS 1: "Modelli di democrazia partecipativa e di riappropriazione sociale per la gestione dell’acqua"

3 / 6 / 2014

Il gruppo di lavoro acqua  è stato molto partecipato circa 35 iscritti che hanno animato il dibattito in forma attiva con numerosi interventi. In particolare hanno contribuito anche Dorothea Harling  e Giorgios Melissourgos che malgrado le difficoltà della lingua sono riusciti ad arricchire la discussione.

Sostanzialmente ci siamo interrogati su “cosa vuol dire riappropriarsi della democrazia tramite la gestione partecipativa dei Beni Comuni”?

Abbiamo iniziato analizzando un caso di conflitto in Trentino, relativo alla realizzazione del bacino idrico di Montagnoli, che in parte sarà realizzato all’interno del Parco Adamello Brenta, per l’innevamento artificiale nelle Valli Giudicarie,  per approfondire le criticità della governance così detta partecipativa in un luogo in cui il sistema delle Regole, le proprietà collettive della Valli, avrebbe dovuto garantire la partecipazione e le decisioni condivise da parte della popolazione.

Di fatto questo percorso come altri simili, ha finito soltanto per riassorbire gli elementi conflittuali dei comitati locali che si sono costituiti in opposizione al progetto. E le decisioni per la sua effettiva realizzazione  sono state calate dall’alto, prese sostanzialmente dalle istituzioni provinciale e comunali.

Altri interventi hanno quindi evidenziato gli elementi fondanti della partecipazione a partire dell’analisi stessa delle proprietà collettive alpine che sin dal medioevo identificavano negli acquedotti e nel territorio boschivo montano i beni comuni da gestire in forma partecipata. Uno degli aspetti qualificanti e fondanti di tali processi era di fatto l’ugualianza dei membri della comunità.

E quindi è stata immediata l’elaborazione e il passaggio critico al Festival Ufficiale dell’Economia di Trento che ha posto al centro del dibattito la celebrazione delle Classi dirigenti. 

Il tavolo ha identificato il DNA stesso delle classi dirigenti come produzione del sistema economico attuale. Il  capitalismo verticistico e gerarchico si auto-conserva attraverso la produzione delle classi dirigenti. La soluzione quindi non è nel formare classi dirigenti migliori di quelle che abbiamo che è in buona sostanza la tesi del Festival Ufficiale e dell’economia mainstream.

L’elemento critico è nell’idea stessa di Classe dirigente, e la soluzione è nel mettere in discussione la stessa necessità di una Classe Dirigente che è luogo di conservazione dei poteri, che al tempo stesso impedisce e riassorbe e annulla la partecipazione popolare attraverso le istituzioni della rappresentanza e della delega incondizionata. 

Noi non vogliamo Classi Dirigenti. Noi non vogliamo padroni.  

L’elemento della partecipazione si inserisce quindi in un percorso conflittuale e di rottura con il sistema capitalista, attraverso la costruzioni alternativa di leadership diffuse, la condivisione dei saperi e delle responsabilità. 

Il percorso del Forum italiano dei movimenti per l’acqua è andato in questa direzione, identificando di fatto l’elemento di rottura nella ripubblicizzazione dell’acqua e in particolare nella trasformazione delle imprese e delle aziende di gestione del servizio idrico integrato, Spa a totale capitale pubblico o privato che siano, in aziende speciali in cui la partecipazione nella gestione da parte di cittadini e lavoratori sia posta al centro del progetto. Quind un’azienda né pubblica né privata, ma verso una forma organizzativa comunitaria.

Inoltre è stata condivisa l’idea di rafforzare i processi sociali per favorire la partecipazione. A partire dalle esperienze in atto a Roma (Delibera Roma -  i processi deliberativi dal basso) e le esperienze del Comune di Feltre ( la costituzione della Casa dei Beni Comuni veri e propri laboratori partecipati permanenti),  sono stati identificati nella “continuità dei processi”, nella necessità di “spazi di condivisione”, e nella “diffusione dei saperi” e delle “competenze”, gli elementi  per rendere efficace la partecipazione e la riappropriazione della democrazia.

Per evitare che "Beni Comuni" e "partecipazione" diventino slogan abusati, si è proposto di cominciare a costruire iniziative per arrivare  dall'enunciazione dei NO (al consociativismo e alla cooptazione ) a proposte che comincino a far capire ai cittadini cosa vuol dire riappropriarsi della democrazia tramite la gestione partecipativa dei Beni Comuni.

A titolo esemplificativo, sono state identificate alcune piste di lavoro che sono emerse nella discussione del tavolo di lavoro  e che sono state elaborate dall’Assemblea dei movimenti per l’acqua di Marzo:

-Richiedere i diritti di tribuna nelle assemblee dei soci della aziende di servizi pubblici locali 

-richiedere che venga tolta la nomina degli amministratori di aziende pubbliche dalle mani dei partiti

-aprire canali di partecipazione verso i soggetti gestori (ad es. delibere da proporre alle assemblee dei soci)

-pretendere trasparenza, chiedendo che le aziende mettano a disposizione di lavoratori e cittadini le informazioni sulla gestione 

-stesura e programmazione di un piano d’ambito territoriale e il bilancio idrico dal basso 

In particolare la battaglia dei movimenti per l’acqua, nata per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato come paradigma di riappropriazione degli spazi democratici e di decisione, si muove attualmente verso un panorama più ampio e articolato,  verso la gestione collettiva e partecipata dell’intero ciclo idrico ponendo al centro del dibattito oltre all’acqua anche l’equilibrio degli ecosistemi. 

La costruzione di una campagna per l’inserimento nella costituzione del diritto all’acqua e il riconoscimento dei diritti della natura – che sappiamo inseriti nella Costituzione Ecuadoriana e in buona sostanza anche nella Costituzione Svizzera -  va nella direzione di una visione olistica complessiva dell’ambiente in cui viviamo e a cui apparteniamo. 

Questo percorso è stato quindi  condiviso dal tavolo come un’opportunità per articolare il movimento e le battaglie per l’acqua pubblica con altri percorsi di riappropriazione dei beni comuni, in particolare la Campagna Terra Bene Comune, stop Biocidio e il movimento Genuino clandestino.

Inoltre sono state condivise alcune iniziative e percorsi già in atto. 

Il sostegno della Campagna per la ripubblicizzazione della Cassa Depositi e Prestiti

La Campagna contro i trattati internazionali di libero commercio tra Stati Uniti ed Europa, Tra Europa e Colombia.  

Il sostegno al percorso per abrogare la legge costituzionale sul pareggio di Bilancio.

 E’ stata esposta l’iniziativa dell’Organizzazione  “più democrazia”, il percorso di una legge di iniziativa popolare già presentata alla Provincia di Trento per rafforzare le istituzioni della democrazia diretta. Il 15 luglio sarà discussa dal consiglio provinciale.

Inoltre è stato proposta la costruzione dal basso di una legge di iniziativa popolare da proporre alla Provincia di Trento per la costituzione  di un’azienda speciale gestita attraverso metodi partecipativi e comunitari per 15 comuni tra cui il comune di Trento, il cui servizio idrico integrato è  ancora nelle mani  della S.P.A Dolomiti Reti.

In conclusione è stato riconosciuto il percorso dell’OltrEcopnomia Festival come luogo in cui attuare le pratiche di partecipazione, di solidarietà, di autonomia e di autorganizzazione, discusse ai tavoli anche per i prossimi anni.

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