Sciopero generale FIOM a Bari

Taranto - Tutti/e Uniti contro la crisi

Praticare il Comune, reclamare lo Sciopero Generale e Generalizzato

Utente: alegz
28 / 1 / 2011

Non possiamo pensare che ciò che è accaduto a Mirafiori e a Pomigliano siano questioni che riguardano solo gli operai metalmeccanici, se è vero che questi ultimi sono stati attaccati e ricattati frontalmente è altrettanto vero che oggi, nella crisi, ci troviamo di fronte a tanti “Marchionne” che sferrano, o perlomeno tentano di sferrare, attacchi decisivi a diversi settori della società rendendo la precarietà il modello di riferimento. Parliamo quindi anche della Gelimini e dalla sua becera riforma, cosi come parliamo del Ministro Sacconi e del suo concordato al lavoro.
Questa crisi dunque non la subiscono solo gli operai Fiat o i tanti cassaintegrati sparsi lungo la penisola e specialmente nel meridione, ma questa è anche la crisi degli studenti, dei lavoratori atipici, dei flessibili, dei disoccupati e degli inoccupati, del mondo della formazione e dei migranti, insomma di tutta quella fetta di popolazione che non è garantita oggi e probabilmente non lo sarà mai.
Essere qui oggi, partecipi e complici a questo sciopero regionale dei metalmeccanici, non significa essere “tifosi della Fiom” o testimoniare una solidarietà fine a se stessa semplicemente perchè viviamo in una città che ospita migliaia di operai nello stabilimento Ilva, ma vuole andare oltre e più in profondità: la nostra partecipazione a questa giornata significa che il NO degli operai Fiat a Pomigliano e a Mirafiori è anche il nostro No, ed è lo stesso NO che noi diciamo alla riforma Gelmini, è il No che gridiamo a Sacconi e Tremonti ed il No alle discariche nelle nostre già abbondantemente avvelenate e sfruttate terre.
Bisogna saper dire tanti NO e avere il coraggio di farlo, perchè vogliamo costruire e praticare insieme a chi vive sulla propria pelle questa crisi un alternativa e lo vogliamo fare oggi con la Fiom, con i movimenti contro le discariche e quelli per la tutela ambientale e poi ancora con i comitati per l'acqua bene comune e con gli studenti che bloccano le città e con i quali abbiamo vissuto il tumulto del 14 dicembre. Questa è la scelta di essere Uniti Contro la Crisi, quella che abbiamo fatto il 16 ottobre a Roma e quella che ci ha portato a vivere con straordinaria passione la due giorni di Meeting a Marghera della scorsa settimana.
Significa costruzione di spazio politico dove partendo ognuno dalle proprie specificità costruire un comune che sappia reclamare reddito e nuovo welfare, diritti per gli operai e migranti, per tutti i precari e i non garantiti ma anche immaginare riconversioni industriali e nuovi modelli di sviluppo che ribaltino le logiche dello sfruttamento e del profitto partendo dalla centralità dei Beni Comuni.
Essere qui oggi significa anche reclamare lo sciopero generale e generalizzato dove bloccare la produzione e le merci, al di là di quello che dice, o meglio, non dice la Camusso.
Unire dove la crisi divide, è questa la sfida che abbiamo davanti, e lo sciopero di oggi, non è che un passaggio verso la costruzione di un comune capace di essere alternativa reale al modello Marchionne, una nuova narrazione che parla di democrazia e libertà , perchè sono questi due elementi che questo capitalismo spietato ci sta portando via.
C.S.CLOROROSSO-TARANTO

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