Stai Sereno Poliziotto (ma fino a quando?)

15 / 4 / 2014

Le foto di Via del tritone sono molto nitide. Ancora più eloquente è il filmato: il funzionario della questura di Roma - giubbotto avio in pelle, casco, manganello - attende che si diradi il grumo di colleghi che sta infierendo su due corpi stesi a terra, entrambi giovanissimi, uno a proteggere l'altro. Fa tre lunghi passi, si alza la visiera quel tanto che serve per avere maggiore certezza nella mira e sale con tutto il peso del corpo sull'addome della ragazza. Compiuto il gesto eroico si sfila rapidamente sulla sinistra, scomparendo in mezzo al casino. Ora al “cretino”, come lo ha con ammirevole prontezza di riflessi definito il capo della polizia Pansa, si palesa davanti una luminosa carriera. Il primo riconoscimento a breve  essendo verosimilmente quello della medaglia dell'Utile Idiota (fronde d'alloro su campo di manganelli incrociati) per riconosciuti meriti di servizio.

 Però: proviamo ad allargare un po' l'immagine. Attorno all'uomo col giubbotto c'è una varietà di personale della Polizia di Stato, più qualche carabiniere, in assetto da guerriglia urbana e in misto-borghese (giubbetto, jeans, casco, manganello, scarpe possibilmente griffate) che sta pestando tutto quello che si muove e anche quello che non si muove. Il ragazzo che ripara la ragazza è già ferito vistosamente alla fronte mentre incassa una cifra di manganellate. Nessuno dei due è travisato, né esibisce nulla che possa richiamare la commissione di qualsiasi reato. Vicino a loro altri corpi rannicchiati sull'asfalto a proteggersi dai colpi. Sullo sfondo gruppi di manifestanti inermi e apparentemente terrorizzati che cercano solo di sfilarsi dalle cariche. Ricevendo manganellate a caso - come anche altri filmati in altre zone mostrano dettagliatamente - malgrado mani alzate, età avanzata o borse della spesa sotto il braccio. Della serie: finché ce n'è, ce n'è per tutti.

 Ora il “cretino” prossimo alla decorazione servirà al tentativo di far concentrare l'attenzione su un unico fotogramma. Servirà a provare a propinare a chi ha ancora voglia di farsi prendere per il culo la vecchia, usurata frottola della mela marcia. Quella tanto in voga per i massacri di Genova G8 2001, per capirsi. Ma noi sappiamo che voi sapete che le cose sono andate diversamente.

 E' il conflitto, bellezza! A Roma come in tutta Europa, ovunque il conflitto si eserciti in forma non simbolica, non caricaturale, le Polizie assumono la veste di esercito da guerra interna avvalendosi di una consegna proveniente direttamente dal potere politico. Il quale consente (pretende) e privilegia l'aggressione violenta contro donne e uomini inermi perché è in questa dinamica che trova il suo massimo spessore di deterrenza. Le cariche immotivate, i candelotti ad altezza d'uomo, le manganellate indiscriminate, i fermi e ancora prima le perquisizioni, i sequestri e le provocazioni non sono solo repliche di copioni consumati. Costituiscono soprattutto la messa in evidenza che il sistema del controllo sociale annaspa di fronte al rinnovarsi, al mutare di forma e di composizione delle pratiche del conflitto. L'esercizio della violenza poliziesca e il contrasto alle azioni di resistenza, esaurita la funzione di comando, si danno come strumento di cernita per il trascinamento del “nemico” nelle aule dei tribunali. Dove la magistratura potrà completare l'opera di deterrenza in un quadro di assoluta sproporzione tra consistenza dei fatti contestati e pene irrogate, assumendo le ragioni stesse del conflitto come sostanza giuridica per l'applicazione di aggravanti specifiche.

 Quindi stai sereno poliziotto finto-cretino e goditi le pacche sulle spalle. Oppure. Cominciate a preoccuparvi, colleghi, perché l'anonimato inizia a scricchiolare. Perché la pacchia della irriconoscibilità sta finendo. Lo stanno chiedendo sempre più ampi settori della parte non assuefatta e non riducibile di questo paese. Noi ci ripetiamo, d'accordo. Numeri o sigle sui caschi e sulle divise (come nei paesi “civili”), regole sugli ingaggi e l'uso delle armi. Reato di tortura. Diritto di resistenza. E voi “sinceri democratici”, voi alfieri del se ne devono andare tutti, date uno sguardo alle immagini di Via del tritone e Piazza Barberini. Dietro ai manganelli vedrete migliaia di giovani, precari, migranti, occupanti di case, studenti. Fatevi delle domande. E datevi delle risposte.

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