Spagna. Gli studenti sono il nemico

22 / 2 / 2012

Gli studenti medi e universitari di Valencia stanno protestando contro i tagli all’istruzione previsti dal governo regionale, e da quattro giorni invadono le strade della città con manifestazioni e sit-in duramente repressi dalla polizia. La polizia in assetto antisommossa è fermamente intenzionata a ristabilire l’ordine, o con le buone o con le cattive, come lasciato intendere dal capo della Polizia della Comunità Valenciana Antonio Moreno, il quale ha definito gli studenti “il nemico”.
Il ministro dell’Interno Fernandez Diaz ha detto che il governo è “dalla parte della polizia” ma ha precisato: “Prenderemo provvedimenti nel caso ci siano stati degli interventi eccessivi da parte di qualche agente”. Per Diaz è evidente che “nelle file degli studenti c’erano anche estremisti e violenti, responsabili dei problemi di ordine pubblico”.
In totale sono stati arrestati in 4 giorni 43 studenti, tra cui otto minorenni. Per tutti l’accusa è di resistenza a pubblico ufficiale. Ma se i minorenni sono stati liberati alla spicciolata, qualcuno dei “grandi” è ancora ospite della polizia valenciana. A colpire, al di là delle parole di Moreno, la brutalità della Polizia, la quale ha cominciato a caricare i ragazzi a partire dalle prime ore del pomeriggio, ovvero da quando è iniziata la manifestazione spontanea.
I provvedimenti per l’istruzione e il decreto del governo del Partito Popolare Alberto Fabra, prevede tagli ai salari dei 55mila docenti della scuola pubblica e dei 140mila funzionari della Generalitat. Misure che arrivano dopo le tre legislature della Comunità Valenciana nelle mani del PP, esecutivo che ha portato la regione alla bancarotta, con un buco nero che blocca i fondi destinati ai servizi educativi fondamentali. La protesta indetta dagli studenti è stata segnata fin dal primo giorno dalla repressione, seguita da una quarantina di arresti tra giovani e giovanissimi.
Provvedimenti che hanno scatenato nuove proteste ed esteso le iniziative anche all’Università dove cuore della protesta è la facoltà di Storia e Geografia, nella quale si sono riuniti gli studenti, compresi i medi, per fare il punto della situazione e organizzare le prossime attività di protesta. Qualsiasi movimento viene “scortato” dalla Polizia la quale, pur di non permettere le manifestazioni, è disposta a caricare i ragazzi i quali rispondo con lanci di bottiglie, sassi e oggetti di varia natura. Solo negli ultimi giorni si sono contati 11 feriti tra studenti e forze dell’ordine. La situazione di Valencia ha spinto gli studenti di Madrid e Siviglia, in contatto grazie ai social network con i loro colleghi della città sul Mediterraneo, ad organizzarsi con altre manifestazioni spontanee. Su twitter l' hastag #primaveravalenciana è il riferimento per le proteste.

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