Siamo tutt* socialmente pericolos*!

Solidarietà a Simone

19 / 5 / 2011

Ieri mattina la Questura di Roma ha notificato a Simone, studente de La Sapienza e attivista dell’Assemblea di Medicina, un “avviso orale” (ex art.1) di pericolosità sociale. Lo straordinario autunno di mobilitazioni studentesche si è già da tempo tramutato in denunce e provvedimenti per moltissimi studenti e studentesse che in molte città italiane hanno protestato contro la legge Gelmini e hanno tentato di prendere parola su temi che li riguardano in prima persona, l’università, la ricerca, la formazione, la precarietà giovanile. 

Ora il Governo, il Ministero degli interni e la Questura di Roma alzano il tiro e decidono di definire socialmente pericoloso proprio uno di quegli studenti. 

Ancora una volta tentano di isolare e zittire chi durante questi anni ha commesso il “reato” di riunirsi in un’assemblea, manifestare, protestare ed esprimere un dissenso. Del resto non c'è da stupirsi se viene definito “socialmente pericoloso” uno studente come Simone, in un Paese in cui non esiste democrazia e non c’è alcuna possibilità di poter decidere sul proprio futuro né di poter partecipare alle scelte che ogni giorno incidono radicalmente sulle nostre vite. La parola democrazia ha perso il suo vero significato, reprimendo le nuove generazioni in rivolta con minacce, denunce, leggi e provvedimenti, riducendo interi anni di mobilitazione ad una mera questione di ordine pubblico.

Risulta dunque pericoloso, per chi detiene il potere in questo Paese e non ha mai voluto ascoltare le ragioni di centinaia di migliaia di studenti e precari, chiunque si confronti con altri studenti nelle assemblee, chiunque elabori e rielabori concetti e pratiche politiche, chiunque contesti 1 miliardo e mezzo di euro di tagli all'università e alla ricerca, studi la legge Gelmini e decida di contestarla, cerchi di immaginarsi e di costruire giorno dopo giorno un’alternativa reale all’interno delle università e degli spazi vuoti e abbandonati di questa città, un’alternativa che parli di nuovi diritti e di nuovo welfare per tutti e tutte, un’alternativa che parli di una nuova democrazia appunto. 

Risulta pericoloso Simone, uno degli undici studenti ricevuti dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 22 dicembre 2010 al termine di una delle più imponenti e partecipate manifestazioni che abbia mai investito la città di Roma. Vorremmo domandare al Presidente se sono da considerarsi soggetti socialmente pericolosi quegli studenti e quelle studentesse accolti nel palazzo del Quirinale ad un giorno dall'approvazione definitiva della tanto contestata legge Gelmini.

Non ci stupisce che a definire socialmente pericoloso uno studente sono gli stessi personaggi che hanno sempre sostenuto che i veri studenti erano a casa a studiare, mentre in tutta Europa milioni di studenti e precari si mobilitavano contro le riforme universitarie, le politiche di austerity, contro chi ha creato una crisi che stiamo pagando a colpi di privatizzazioni e aumento del divario tra chi possiede tutto e chi non ha più nulla.

Se Simone è una persona socialmente pericolosa, se Simone costituisce un pericolo per questa democrazia corrotta e priva di qualsiasi legittimità e possibilità di partecipazione, allora tutti e tutte noi siamo soggetti socialmente pericolosi. 

Abbiamo un’altra concezione di individuo socialmente pericoloso. Per noi è pericoloso per la società chi ha scritto, firmato e approvato la legge Gelmini, pericoloso per la società è chi ha in questi ultimi vent’anni ridotto i finanziamenti all’università e alla ricerca, pericoloso è chi ha sostenuto il modello Marchionne nelle fabbriche,  pericoloso è chi fa le guerre e lascia morire in mare o nei Cie i migranti che sognano una vita migliore, pericoloso è chi proclama leggi omofobe, pericoloso è chi tenta di privatizzare i beni comuni come l’acqua, pericoloso per la società è chi il 14 dicembre del 2010 ha comprato il voto di tre parlamentari mentre fuori dal Parlamento studenti, studentesse, lavoratori, lavoratrici, migranti e realtà sociali di questo Paese insorgevano assediando i luoghi del potere, sfiduciando dal basso il governo e l’intera classe dirigente nel tentativo di riprendersi la libertà di poter decidere il proprio presente e costruire il proprio futuro.

Per questo governo e per chi calpesta ogni giorno i diritti e la dignità di milioni di cittadini e cittadine, siamo tutt* persone socialmente pericolos* e continueremo ad esserlo.

SOLIDARIETà A SIMONE! SIAMO TUTT* SOCIALMENTE PERICOLOS*!

Sapienza in mobilitazione

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