Senigallia - Caro Sindaco, quel timore di andare a scuola che non dovremmo provare

18 / 11 / 2014

Abbiamo appreso questa mattina la notizia del crollo del soffitto della palestra della scuola media Marchetti. In quanto studenti, le carenze dei nostri edifici scolastici non sono per noi una novità, ma questa è la prima volta in cui ci troviamo davanti ad un avvenimento così grave, che mette in luce quanto profonde siano le crepe – in senso stretto e in senso lato – che attraversano la scuola pubblica. 

Quello che è accaduto dimostra come oggi siamo arrivati al punto di rischiare la nostra stessa incolumità per il semplice fatto di andare a scuola, come ci è di diritto, perciò è necessario prendere una decisione immediata e non più prorogabile: ristrutturare le scuole, adeguando subito gli edifici a rischio e i molti non a norma.

Gli interventi che il Governo ha attuato sono assolutamente insufficienti, non solo perché prediligono il finanziamento pubblico delle scuole private – pardon, paritarie – ma soprattutto perché  è il Governo stesso a bloccare le possibilità di intervento dei Comuni attraverso i limiti imposti dal Patto di stabilità interno.

Ci rivolgiamo dunque al Sindaco Mangialardi e alla Giunta comunale: ritenete più importante salvaguardare la nostra sicurezza o rispettare una legge? Ancora, ritenete che debba essere il caso a decidere sulla nostra incolumità o pensate di fare qualcosa? Perché è un caso e solo un caso, che il tetto sia crollato quando la palestra era vuota, di conseguenza, è “merito” del caso e non dell’Amministrazione comunale se oggi non ci troviamo difronte ad una tragedia. 

Ci rivolgiamo al Sindaco e alla sua Giunta perché è dei Comuni il compito di provvedere alla manutenzione delle scuole elementari e medie, quindi, fino a prova contraria, è vostra la responsabilità di ciò che è accaduto alla Marchetti.

In questi giorni vediamo, ancora una volta città e paesi finire sotto il fango e, ancora una volta, la nostra stessa città venire minacciata dalla piena del fiume. Un contesto così drammatico richiederebbe interventi decisi e mirati, provenienti dalle istituzioni locali; invece, dovunque si guardi, troviamo sindaci che se ne stanno volutamente con le mani legate, credendo, in virtù di una legge, di essere impossibilitati a garantire quello che prima di ogni altra cosa essi dovrebbero garantire: la sicurezza dei propri cittadini. 

Tra quei cittadini ci siamo anche noi studenti, gravati, come tutti gli altri, da questa lunga crisi economica, che si è abbattuta sulle nostre scuole attraverso la scure dei tagli all’istruzione, tagli che non hanno fatto altro che aggravare le condizioni già precarie delle nostre strutture scolastiche.

Si badi bene, però, che se oggi ci troviamo in questa condizione, la colpa non è solo degli amministratori locali, ma anche delle decisioni sbagliate dei vari governi che si sono succeduti alla guida del nostro paese e che non hanno saputo recepire le richieste e le denunce che i collettivi studenteschi, fra i quali il nostro, fanno a gran voce da anni. Proprio per questo diciamo sin da ora, che venerdì 5 dicembre lasceremo i banchi vuoti per scendere in strada e partecipare anche noi, in forma autonoma, allo sciopero generale.

In questo triste giorno per gli studenti senigalliesi, ci ritroviamo di nuovo a ribadire la nostra preoccupazione per il destino della scuola pubblica, sempre con quella rabbia che ci contraddistingue, ma anche con un timore concreto per la nostra vita, che, con nostra stessa ed amara incredulità, mai avremmo pensato di provare.

Collettivo Studentesco Senigallia

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