Salonicco - Gli attivisti liberati oggi occupano un nuovo stabile insieme ai migranti dopo un corteo

28 / 7 / 2016

Dopo oltre 36 ore di detenzione, seguite all'operazione di polizia che ieri ha portato allo sgombero di tre occupazioni abitative a Salonicco, nelle prime ore del pomeriggio tutti gli attivisti del Kinotita Hurriya e dell'Orfanotrofio sono stati rilasciati. 

Il processo è stato rimandato per mancanza di traduttori. Dato quasi simbolico, che evidenzia l'unicità dell'evento: tra le 60 persone che erano al Kinotita Hurriya solo due erano greche, mentre il resto provenivano da più di 16 paesi diversi nel mondo. Dalla Russia alla Nuova Zelanda, dal Brasile alla Danimarca. È chiaro che nessuno è preparato a gestire un movimento così internazionale. 

Il processo si terrà il 5 di agosto, ma nessuno è obbligato a restare o ritornare forzatamente in Grecia. Quello per gli ex occupanti dell’Orfanotrofio, che ieri è stato demolito dalle ruspe delle forze dell’ordine, che hanno seppellito anche medicinali ed altri beni di prima necessità, è stato invece rinviato al 3 agosto. 

Appena ottenuta la scarcerazione, gli attivisti hanno cantato insieme "siamo tutto antifascisti", un coro che da sempre simboleggia le lotte per la libertà e contro ogni forma di autoritarismo.

Intorno alle 18 il Tribunale ha emesso la sentenza nei confronti degli attivisti del Nikis, che erano ancora detenuti dalla polizia. Su 9 processati 6 sono stati condannati a 4 mesi per occupazione di edificio pubblico (si tratta di locali dell'Università). Grazie alla sospensione della pena gli attivisti sono stati liberati e messi in condizione di libertà vigilata. 

In questi due giorni, oltre a diverse manifestazioni di solidarietà avvenute in diverse città della Grecia ed all’occupazione del quartier generale di Syriza a Salonicco,  la vicinanza agli occupanti sgomberati si è fatta sentire in ogni parte d'Europa, con comunicati, appelli e striscioni. Questo sottolinea lo sdegno diffuso che ha suscitato la decisione politica di evacuare, ed addirittura demolire, luoghi dove di praticava realmente accoglienza degna, cooperazione e mutualismo.

In seguito al rilascio di tutti gli attivisti si è formato un corteo spontaneo, che ha invaso il centro cittadino. La manifestazione si è unita ad un altro corteo, composto da migranti, partito dal campo governativo di Softex, dove nelle scorse ore è morta una ragazza per via di un attacco epilettico. In tanti imputano la causa del decesso della giovane al ritardo dei soccorsi, visto che l'ambulanza è giunta sul luogo solamente due ore dopo la chiamata.
I manifestanti hanno continuando a riprendersi le vie di Salonicco, come più volte accaduto nei giorni del No Border Camp, nonostante la presenza massiccia della polizia in assetto antisommossa.

Al termine della manifestazione è stato occupato un nuovo stabile, nel centro storico. Si tratta di una sede dell'Università, la sezione di teatro, chiusa per l'estate.
Circa 300 persone, tra cui tantissimi migranti, stanno costruendo barricate in strada per difendersi da eventuali attacchi della polizia. La lotta per il diritto all’abitare, per l’accoglienza dal basso e contro i confini e l’austerità continua, a Salonicco come altrove.

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