Rovigo - Niente lager, questa terrà ha dignità

Giornata di mobilitazione in occasione del Clandestino Day del Coordinamento Veneto No CIE contro la costruzione del lager in Polesine

25 / 9 / 2010

Da tutto il Veneto per dire NO al CIE di Rovigo che Maroni vorrebbe piazzare a Zelo, nei pressi di Ceneselli all’interno di una ex base Nato ormai dismezza.

Sembrava fatta, ma negli ultimi giorni le convinzioni del Viminale sembrano via via farsi più deboli. Da un lato una accesa diatriba politica che tra regolamenti di conti (tra Pdl e Fli), malcontenti (perfino la Lega Nord locale si dice perplessa della decisione del Governo) e opposizioni (quelle del centro sinistra che amministra il capoluogo e la Provincia) mettono in difficoltà l’operazione di convincimento messa in atto dal Ministero, dall’altro, cosa ben più rilevante, il crescente malcontento degli abitanti della zona che sono stati più volte oggetto di decisioni mai condivise. Rovigo è la terra che nei piani del governo dovrebbe ospitare una centrale nucleare, una discarica, un inceneritore ed oggi anche un CIE utile più che a risolvere la questione clandestinità, a costruire su di essa quell’immaginario tanto caro e utile ai governi di tutta Europa.

Prima con un partecipato presidio in piazza Matteotti a Rovigo città, poi con un corteo che ha sfilato per le strade del capoluogo e poi ancora con una carovana di auto (oltre 50) che ha percorso il tragitto fino al sito in cui è prevista la costruzione del CIE, gli abitanti di Rovigo e provincia hanno dato vito ad una inedita giornata di contestazione certo, ma anche e soprattutto hanno aperto un nuovo spazio, una nuova possibilità per il polesine e per tutto il Veneto. "Perchè se è vero che il CIE non lo vogliamo" dicono gli abitanti, "allora dobbiamo capire come organizzarci per non farlo realizzare".

La sera è culminata con una assemblea nel paese di Ceneselli, in sala consigliare, partecipata da oltre un centinaio di persone che hanno aperto un nuovo orizzonte, una speranza per un luogo destinato a diventare una terra di confinamento. Con la nascita del Coordinamento Veneto No CIE, con la grande partecipazione e volontà di opporsi dimostrata dagli abitanti di Ceneselli, possiamo starne certi, il Governo avrà ben altri problemi che quelli di convincere intorno ad un tavolo i politici locali...un problema che si proporrà a Rovigo ed ovunque in Veneto il Viminale decida di realizzare il CIE. Perchè non lo vogliamo, né a Zelo, né altrove.

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