Tratto dal blog dell'ass.Rumori sinistri

Romagna - Grande vittoria delle lotte contro lo sfruttamento nel turismo!

Una seconda importante sentenza di condanna per minacce, ingiurie e percosse contro albergatori e risarcimento danni ad una lavoratrice stagionale. I fatti risalgono all'estate 2010 e agli scioperi contro il tour operator Costa Romagna Hotels

17 / 10 / 2013

Oggi si è svolto e concluso il procedimento penale davanti al Giudice di Pace di Cesena contro Massimo Cavalli e Damiano Nettuno, imputati per minacce, ingiuria e percosse nei confronti di ex dipendenti dell'Hotel K2 di Cesenatico e dell'hotel Mosè di Rimini, che nel giugno 2010 avevano organizzato - insieme a Rumori Sinistri – alcuni presidi fuori da questi hotel per rivendicare i loro diritti.
Il procedimento vedeva la partecipazione di una sola parte civile costituita, la Sig. Stacchini Emanuela difesa dall'Avv. Paola Urbinati del Foro di Rimini, mentre gli altri lavoratori erano presenti semplicemente come parti offese. All'udienza il giudice ha raccolto la testimonianza della Signora Stacchini, che ha revocato in maniera vivida i fatti accaduti, ed ha poi sentito come testimone il Maresciallo dei Carabinieri Santolamazza che era intervenuto nel corso del presidio. Dopo questi due testimoni, per quanto ce ne fossero altri presenti e disponibili ad essere sentiti, il giudice ha ritenuto di poter già decidere la causa.
Il pubblico ministero ha chiesto per Cavalli la condanna al pagamento di € 500 e, per Nettuno, al pagamento di € 900 a titolo di multa. I difensori degli imputati hanno chiesto l'assoluzione, mentre l'Avv. Paola Urbinati, con le proprie conclusioni, ha chiesto il risarcimento dei danni che la sua cliente aveva subito a seguito delle minacce e delle ingiurie.
Con la sentenza il giudice ha condannato entrambi gli imputati, il Sig. Cavalli al pagamento di € 500, ed il Sig. Nettuno al pagamento di € 700 come multa -del resto i procedimento davanti al giudice di pace raramente comportano pene detentive. Uno degli aspetti positivi della condanna è che il giudice, con la sentenza di oggi, ha anche riconosciuto il diritto al risarcimento danni per la parte civile - la Signora Stacchini, ed ha condannato il Sig. Cavalli a pagarle € 300, e € 700 per il Sig. Nettuno, oltre al pagamento delle spese legali.
Si tratta di una sentenza importante, perché conclude una vicenda che si era aperta nell'estate del 2010 e, soprattutto, perché riconosce i danni che sono stati subiti dai lavoratori e dalle lavoratrici che all'epoca protestavano dal basso e in forma autorganizzata davanti alle strutture alberghiere di Costa Romagna Hotel sia per le condizioni degradanti del contesto di lavoro sia per la situazione di insolvenza dei salari che non sono mai stati pagati per il lavoro svolto presso le strutture, strutture presenti in tutta la riviera romagnola.
È quindi anche un risultato del conflitto prodotto in quell'estate, scioperi selvaggi delle cucine e dei servizi in camera, presidi spontanei fuori dagli alberghi ed una grande soddisfazione umana per la parte civile, Emanuela Stacchini, una delle lavoratrici che, assistita da Rumori sinistri e dall'avv. Urbinati, non ha rinunciato a far valere i propri diritti non solo nelle strade ma anche in sede penale, mentre gli altri lavoratori, scoraggiati dai costi, dalla durata, e dalle difficoltà di un processo nonché rassegnati per la mancanza di una strategia con il sindacato che lì seguì all'epoca, non hanno partecipato al procedimento.
Il coraggio di Emanuela e la sua azione, che è anche la nostra e di tutti quei lavoratori e lavoratrici che in questi anni si sono ribellati ai ricatti dei capitalisti nostrani, nonché alle nuove forme e declinazioni dello sfruttamento (quali violenze fisiche e psicologiche), ha trovato un riscontro positivo nella sentenza di oggi.
Sentenza che, insieme alla rinnovata progettualità della rete territoriale contro lo sfruttamento nel turismo che ha promosso la due giorni dello scorso week end dedicata a Florentina Ciobanu e alle continue azioni di supporto per l'autorganizzazione dei lavoratori e lavoratrici stagionali, potrebbe dare coraggio anche ad altri. Lavoratori e lavoratrici stagionali che si trovano nelle stesse condizioni di Emanuela, e che spesso rinunciano a far valere i propri diritti per timore che conflitto e emersione non servano a nulla e non producono nulla. La sentenza di oggi ci dice il contrario.
Reddito, Diritti, Dignità per tutti e tutte!
Ass. Rumori sinistri – ADL Cobas E.R.

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