Verso il 17 Novembre

roma - #occupyIgiene, #occupyMedicina

Per riconquistare la Facoltà di decidere, di sperimentare, di costruire l'Alternativa

8 / 11 / 2011

Il 17 Novembre, come ogni anno, noi studenti e studentesse scenderemo in piazza, occuperemo le strade. Abbiamo un mondo da ricostruire sulle macerie che rimangono oggi di Università e Ricerca, e non vogliamo ridurci ad essere testimoni o vittime di ciò che accade intorno a noi, ma aspiriamo ad essere gli artefici di un cambiamento. Lo faremo partendo dal Dipartimento di Igiene, tramutandolo, dal 14 al 16 Novembre, in un luogo del possibile, riprendendoci la nostra facoltà e trasformandola in uno spazio liberato e generatore di Conoscenza e di Futuro.

La riforma Gelmini è stata approvata ed i suoi effetti iniziano a farsi sentire: dalla contrazione delle borse di studio e di collaborazione all’aumento delle tasse universitarie, dalla chiusura delle biblioteche alla cancellazione delle forme di sostegno per i giovani precari e precarie. Si sottraggono spazi e fondi alla totalità degli studenti per istituire poli d’eccellenza a numero sempre più chiuso, concentrando le poche risorse rimaste in percorsi e meccanismi che non hanno nulla a che fare con un’università veramente pubblica e di tutt*, ma assomigliano più a quelli di un ateneo privato. E' notizia di questi giorni l'inaugurazione del polo d'eccellenza della Sapienza, una piccola S.Anna romana, che racchiude per pochissimi eletti tutti i servizi che da anni vengono cancellati e sottratti alla totalità del mondo della formazione (stanze gratuite, borse di studio, percorsi formativi all'altezza di un'università europea). Per di più capeggiata da Alessandro Schiesaro, ex portavoce della Gelmini e corresponsabile del saccheggio e della privatizzazione dell'Università pubblica.

Dal 14 al 16 novembre, invece, il dipartimento di Igiene si trasformerà in un luogo di ricerca e di sperimentazione: seminari costruiti da studenti insieme a docenti e ricercatori, corsi di sutura e di pratica – a Medicina se ne fa fin troppo poca -, momenti di discussione e di condivisione, ma anche di socialità e di divertimento. Continuando quindi a sostenere con forza che solo investendo su una formazione ed una ricerca libere si possono trovare davvero nuove vie d’uscita dalla crisi. Vogliono costringerci in un mondo già confezionato, immutabile e statico, ma noi vogliamo riconquistare la Facoltà di immaginare, creare, sperimentare, di decidere.

Non crediamo infatti che alla crisi si debba rispondere obbedendo ciecamente ai diktat di politica economica della Banca Centrale Europea o del Fondo Monetario Internazionale, né sostituendo il governo Berlusconi (oramai agli sgoccioli) con un governo di sinistra di egual segno. Ancor meno con un governo di unità nazionale, che dietro l’alibi della crisi e con la retorica del sacrificio e dell’austerity ne approfitti per cancellare diritti, chiudendo ogni spiraglio di cambiamento aperto dai movimenti negli ultimi anni.

Crediamo che dalla crisi si possa uscire veramente soltanto con il coraggio di invertire la rotta, cambiando le regole del gioco, investendo sulle persone e su nuove forme di democrazia (avete presente l'Islanda?), ricostruendo dal basso lo stesso patto sociale del nostro paese – la Costituzione - perché su scelte che ricadono sulla vita quotidiana di tutt*, tutt* devono poter decidere.

In quest’ottica vogliamo riaprire il dipartimento e la facoltà di medicina a tutti e tutte, riempiendo quelle aule vuote così come si riempiono le piazze in tutto il mondo al grido di una nuova democrazia. Ancora una volta, continua il nostro cammino di riappropriazione e di costruzione di una Università del Comune, spazio pubblico che ricodifica lo stare insieme, il produrre e il diffondere un sapere libero e accessibile ad ognuno.

Ogni giorno, perciò, saremo in tumulto con il resto del mondo, saremo con chi sciopera ad Oakland, con chi occupa Wall Street, con chi si accampa a Trieste, con chi autogestisce ospedali a Barcellona, con chi fa di un teatro un bene comune. E lo saremo impugnando i nostri libri scudo il 17 Novembre, riprendendoci con il Book Block gli spazi negati dai divieti antidemocratici di Alemanno e Maroni, e la libertà di chi ha iniziato a immaginare e praticare fin da subito il cambiamento. Di chi pensa che l'alternativa è possibile.

Assemblea delle Studentesse e degli Studenti di Medicina

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