Roma - La solidarietà per il popolo curdo scende in piazza

24 / 9 / 2016

Migliaia di persone oggi pomeriggio hanno attraversato le strade della capitale per esprimere solidarietà con il popolo curdo. Dal concentramento, a Porta Pia, fino al termine del corteo in tanti e tante hanno preso posizione contro la repressione messa in opera quotidianamente dal governo Erdogan, contro l'accordo siglato qualche mese fa tra Turchia ed Unione Europea sulla gestione dei rifugiati e per richiedere ancora una volta l'immediata liberazione di Abdullah Ocalan.

“Un risultato straordinario che dimostra innanzitutto la vicinanza e la partecipazione di tutte la città di Italia alla resistenza del popolo curdo e l'impegno per la pace in Medioriente. Un risultato comprovato inoltre dalle tantissime adesioni che sono giunte nei giorni precedenti da parte di sindaci, associazioni, movimenti, centri sociali, partiti, sindacati. Il corteo ha rilanciato un nuovo appuntamento, il primo novembre, per una giornata nazionale di mobilitazione sui territori, ancora una volta in solidarietà con il popolo curdo e contro la dittatura di Erdogan!”. Con queste parole Uiki Onlus e Rete Kurdistan hanno descritto la riuscita mobilitazione che ha invaso le strade romane in questo caldo sabato di inizio autunno.

Decine di autobus, provenienti da ogni parte d’Italia, si sono riversati nella capitale, segnalando quanto sia sentita in questa fase la “questione curda”, sia in relazione agli attuali interessi geopolitici che stanno condizionando il Medio-Oriente, sia per la difesa della straordinaria esperienza rivoluzionaria del Rojava e del Confederalismo Democratico. Il corteo, con striscioni e slogan ha chiesto a gran voce la liberazione di Ocalan e del vicepresidente dell'HDP Alp Antinors. 

In particolare, per quanto riguarda la detenzione di Ocalan i promotori della manifestazione chiedono che sia immediatamente consentito l'accesso nel carcere dove è detenuto ai suoi avvocati e a osservatori internazionali. Infine, si chiede il ripristino delle libertà democratiche e la liberazione dei prigionieri politici in Turchia.

Ai microfoni, molti gli interventi per la fine delle operazioni militari turche nei confronti del popolo curdo, infatti da oltre un anno nelle zone curde della Turchia è in corso una vergognosa guerra contro la popolazione civile; il governo turco messo intere città sotto a pesanti coprifuoco e in stato di emergenza, con migliaia tra morti, feriti, arrestati e deportati. 

Una vergognosa guerra che l'Europa sta silenziosamente sostenendo.

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