Comunicato stampa delle realtà sociali e le forze politiche del IV Municipio.

Roma - Alemanno non ci provare!

La città ripudia i neofascisti e la loro violenza.

15 / 4 / 2011


Prendiamo parola collettiva e comune, come movimenti, realtà sociali e forze politiche del IV Municipio, a partire da ciò che stiamo leggendo e sentendo intorno al "misterioso" e "singolare" agguato in via Flaminia contro un esponente dell'organizzazione neofascista CasaPound.

Respingiamo subito al mittente, cioé al sindaco Alemanno, il tentativo di ricercare le cause della vicenda nel "clima pesante delle contrapposizioni politiche". Basta leggere le stesse dichiarazioni (imbarazzate) dei fascisti di casa pound e tutte le ricostruzioni giornalistiche per capire che siamo davanti a un affare privato e interno alla destra estrema.

Negli ultimi giorni il nostro municipio ha visto un succedersi di provocazioni politiche, ma anche aggressioni fisiche, firmate casa pound, avvenute durante l'occupazione-lampo della scuola pubblica Parini in Piazza Capri e quella della palazzina di via Val D'Ala.

Tutto questo con la copertura politica del Comune di Roma che, strumentalizzando il dramma dell'emergenza abitativa, a cui non sa dare alcuna risposta, di fatto favorisce l'insediamento di covi neofascisti in un territorio che da subito si è mobilitato pubblicamente e in massa per respingerli.

L'antifascismo rappresenta un valore costituzionale e una pratica di democrazia e libertà che si fonda sulla costruzione di spazio pubblici, sociali e di massa. Una storia che si riafferma ogni giorno nelle lotte per restituire spazi abbandonati, per il diritto alla casa, contro il razzismo di stato, per lo sport popolare, per la difesa della scuola pubblica, contro i tagli dei servizi sociali, per riscattare le nostre periferie dal modello-dormitorio voluto dai poteri forti della città.

Parliamo di una storia un pò diversa da quella che i cittadini di Conca d'Oro vedono ogni giorno in Via Val d'Ala dove, nel giro di pochi giorni, alla retorica delle "famiglie disagiate", si è sostituita la lugubre presenza di neofascisti macisti e in tuta mimetica.

Al sindaco, che si dice preoccupato, rispondiamo che dovrebbe impegnarsi
a non regalare agibilità politica e finanziamenti a questi nostalgici, ripristinare le risorse per le politiche culturali, aprire teatri e biblioteche, smetterla di fare ordinanze assurde che istigano la guerra tra poveri, ricordarsi che l'emergenza abitativa è una cosa seria e non un gioco nelle mani delle sue bande di strada.

Per quanto ci riguarda, insieme ai cittadini e alle cittadine di Montesacro e Conca D'Oro, continueremo la campagna pubblica e di massa per chiedere la chiusura della sede neofascista in Via Val d'Ala. Un impegno ancora più urgente a pochi giorni dal 25 aprile, festa della Liberazione, che vide protagonisti i nostri quartieri, in prima fila contro la dittatura nazi-fascista. Questa città non vuole tornare indietro.

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