Una risposta concreta contro il pacchetto sicurezza Maroni

Rispedita al mittente l'ordinanza vieta cortei

Ora rispediamo al mittente razzismo e xenofobia

7 / 11 / 2009

Una cosa certa: a Reggio Emilia non è più in vigore l’ordinanza che vietava le manifestazioni in centro storico durante i week end.


Apprendiamo da una delibera prefettizia che il divieto è stato per la terza volta sospeso, questa volta fino alla primavera. Una buffonata! La limitazione sarebbe dovuta rientrare in vigore al termine della sospensione, ovvero il 1° ottobre. Abbiamo aspettato un mese, tempo ragionevole per il sindaco ed il suo entourage PD per comunicare alla città di Reggio Emilia il ripristino della libertà di espressione. Nonostante il pazientare e le ripetute richieste fatte dal movimento e dalla stampa, l’amministrazione ha vilmente taciuto preferendo rinviare ancora la decisione ed il dibattito. Ridicolizzandosi in questo modo hanno rimarcato ciò che sono: una rappresentanza politica consumata.


Per questo oggi ci prendiamo la briga ed il gusto di comunicare ai cittadini reggiani che ogni piazza ed ogni via del centro storico rimangono luoghi liberi ed adatti ad ogni tipo di manifestazione politica.


Questo fatto risulta portentoso perché per la prima volta in Italia viene scalfita la macchina securitaria messa in piedi da Maroni: un importante ordinanza emessa da una sua prefettura, firmata da sindaco e questore, viene rispedita al mittente. Le ordinanze in materia di regolamentazione dei cortei (bell’eufemismo per parlare di divieti) che si stanno applicando in tantissime città italiane provengono direttamente dalla logica perversa e fascista del pacchetto sicurezza maroniano.


Sei mesi di mobilitazione fatte da diverse soggettività di base reggiane hanno pagato. L’autorganizzazione messa in piedi dal basso dall’assemblea cittadina IO NON HO PAURA e dal comitato “No pacchetto sicurezza” hanno dimostrato palesemente l’inutilità di una misura così pesante in una città storicamente abituata ad altri parametri di sicurezza e convivenza.

Si sa, chi ha paura tendenzialmente è disposto a perdere ogni diritto e sovranità in cambio di protezione; questa è la base delle politiche securitarie. Oggi dimostriamo che la sicurezza di cui ha bisogno la nostra città non passa attraverso meccanismi di limitazione della libertà, ma bensì si ottiene attraverso la partecipazione, la tolleranza ed il conflitto sociale dentro un contesto in crisi.


Presa coscienza di questo appare chiaro perché un partito come il PD, preso oggi da “alti” pensieri, sceglie di negare ogni tipo di confronto e di seguire le fobie collettive che trasparirebbero dai “seri” sondaggi della Gazzetta di Reggio, esattamente come suole muoversi un partito xenofobo come la Lega Nord.

Lega Nord che in provincia, fresca di un successo elettorale senza precedenti, diventa modello politico anche per i sindaci PD. Scuole materne con sezioni separate per figli di migranti, chiusura anticipata per i kebab e rosticcerie cinesi, ordinanze contro i lavoratori ambulanti e gli accattoni, limitazioni per la socialità e la politica di base in centro storico, utilizzo propagandistico dei super poteri dati ai sindaci da maroni… …come la lega appunto, anzi meglio della lega.


Noi non siamo padani ma antifascisti, siamo parte di quel popolo che sabato 17 ottobre ha riempito le strade di Roma in una grandiosa manifestazione meticcia ed antirazzista contraria ad ogni forma di apartheid. Da sempre solidali con i migranti sfruttati e respinti in mare, oggi ci sentiamo vicino ai giovani camerieri di origine straniera aggrediti e pestati il 13 settembre a Venezia durante la convention nazionale del carroccio. E’ di giovedì 22 ottobre la notizia delle indagini a carico di quattro simpatizzanti della lega di Bergamo con l’accusa di violenza aggravata dalla finalità di discriminazione, odio etnico e razziale.


Facciamo in modo che brutalità del genere non si possano mai manifestare nella nostra città. Oggi festeggiamo la libera espressione in una piazza liberata dal divieto cominciando a parlare seriamente di uno dei problemi più seri in città ed in Italia, il fascismo e la lega nord.


LABORATORIO AQ16

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