Rimini - Seconda giornata di picchetto all'Hotel Villa Vera. Lo sciopero paga!

Nella mattinata di oggi nuovo picchetto davanti all'Hotel Villa Vera. Delegati sindacali ADL COBAS ottengono terzo tavolo di trattativa anticipando la data proposta dai proprietari dell'albergo.

31 / 7 / 2014

Nella prima mattinata di oggi, Giovedì 31 luglio, nell'orario abituale (le ore 8.00) Minodora si è presentata presso l'azienda turistica dove lavora, ma le è stato impedito dai titolari l'accesso nella struttura alberghiera.

Oggi era, fra l'altro, il suo ultimo giorno di lavoro dal momento che la padrona dell'hotel aveva già comunicato a Minodora (nella tarda serata di martedì) che non le sarebbe stato rinnovato il contratto.

La lavoratrice ha così avvertito i delegati e rappresentanti sindacali che, in breve tempo, insieme ai cittadini solidali si sono subito presentati fuori dalla struttura alberghiera testimoniando, in questo modo, che alla lavoratrice non era consentito, dalla padrona dell'albergo, accedere alla struttura e lavorare.

Quanto accaduto questa mattina è l'epilogo della trattativa notturna del giorno prima (conquistata insieme al giorno libero con lo sciopero del 30 luglio ) che è saltata a causa del mancato riconoscimento da parte della padrona dell'hotel delle richieste da noi avanzate attraverso una comunicazione formale che proclamava lo stato d'agitazione.

Durante tutta la mattinata molto forte è stata la tensione all'esterno della struttura alberghiera, tant'è che abbiamo chiamato anche il 118 a causa di un malore della lavoratrice, determinato sicuramente dalla prostrazione accumulata a causa dell'eccessivo carico di lavoro e dallo stress per le continue urla della padrona e le angherie subite.

All'arrivo dell'ambulanza sono arrivate anche una volante dei carabinieri e agenti della DIGOS.

L'appuntamento solidale di delegati ADL Cobas e di cittadini - consapevoli entrambi di come il Lavoro Gravemente Sfruttato nel Turismo sia una piaga della nostra città - è stato mantenuto e attraversato con tanta determinazione: “c'è ne andremo solo quando a Minodora saranno riconosciuti i suoi diritti che significa che in questa azienda deve essere ripristinata la legalità”.

Nel frattempo sono sopraggiunti anche gli ispettori della DTL per verificare la struttura e il personale presente.

Dopo diversi tentativi interlocutori, il proseguire dei volantinaggi nelle zone limitrofe all'hotel e il presidio solidale con la lavoratrice che nel frattempo è stata portata con l'ambulanza del 118 in PS, siamo riusciti ad ottenere un terzo tavolo di trattativa molto prima della data indicata inizialmente dai proprietari della struttura.

Giovedì 7 agosto 2014 pertanto proveremo per l'ennesima volta una conciliazione in sede sindacale con l'obiettivo di portare a casa il denaro/salario spettante alla lavoratrice relativo non solo alla paga che, come di consueto è stata mercanteggiata ed imposta dai datori di lavoro (1.200 €), ma anche agli straordinari, ai mancati giorni di riposo e a tutti gli istituti contrattuali previsti.

Scioperare e ribellarsi contro quei dispositivi che usano la povertà e quindi la necessità di avere un LAVORO A QUALSIASI CONDIZIONE (come accade oramai da un ventennio nel nostro territorio) pur di avere denaro per poter sopravvivere non solo è giusto ma porta anche a dei risultati tangibili. Come la rivendicazione di quei diritti minimi (GIORNO DI RIPOSO) che dovrebbero essere garantiti a tutti i lavoratori e lavoratrici compresi quelli stagionali e quelli in transito nel territorio.

L'assenza in questa vicenda e il mancato intervento anche dell'Assessorato comunale competente (nonostante le sollecitazioni) a nostro avviso segna definitivamente una svolta chiara e reazionaria del governo della città.

Infatti mentre i deputati del Pd eletti nel territorio su sollecitazione della Giunta comunale si prodigano nel presentare un emendamento che prevede la revoca del permesso di soggiorno per quei cittadini o migranti che arrotondano il salario (dopo essere scampati ad un conflitto/guerra dimenticata, alle torture in un lager nel deserto, al naufragio su un barcone) con la vendita ambulante senza licenza (il cosiddetto abusivismo commerciale) rifiutando magari di farsi sfruttare e quindi di subire l'illegalità in qualche albergo della costa, i capitalisti del turismo hanno piena licenza e legittimità nello sfruttare le persone che divengono così pezzi di ricambio da buttare nella discarica umana dei senza diritti (la città è piena) quando non si reggono più in piedi, proprio come accaduto a Minodora.

Minodora ha rifiutato di subire l'umiliazione quotidiana della sua padrona che non l'ha solo trattata male ma l'ha costantemente denigrata e attaccata togliendole qualsiasi dignità umana.

Minodora allora ci insegna che ribellarsi è possibile e che quando si ha il coraggio di farlo non si è soli ma ci sono cittadini, realtà sociali, sindacati autorganizzati disposti a metterci cuore e competenze per avere anche solo un briciolo di giustizia.

E quando si fa male ai padroni colpendoli proprio lì dove non si aspettano da una grande soddisfazione.

Siamo stanchi, saremo in minoranza, ci minacciano di denunce ma siamo forti. Questa è la lotta!

REDDITO DIRITTI DIGNITA' PER I LAVORATORI STAGIONALI DELLA COSTA ROMAGNOLA

ADL COBAS Emilia Romagna

Bookmark and Share

Il commento di Sandra Polini ADL Cobas dopo la seconda giornata di lotta che ha portato all'ottenimento del terzo tavolo di trattativa