Campagna FacciAMOci Spazio!

Rimini - Report assemblea pubblica "PER UN PENSIERO CHE PRODUCA AZIONI!"

Interrotta dal proprietario del capannone fatiscente e dall'arrivo di alcune volanti, l'assemblea si è poi conclusa i piazza Cavour.

11 / 5 / 2013

Questo pomeriggio l'assemblea - lanciata e promossa dentro la Campagna FacciAMOci spazio dal Lab.Paz Project - è stata interrotta dall'arrivo del proprietario del capannone fatiscente, luogo di spaccio e consumo di eroina, dove il 28 aprile due giovani ragazzi hanno rischiato la morte.

Il proprietario si è accanito su striscioni e materiale predisposto per l'assemblea, chiamando i carabinieri, che intervenuti hanno cercato di identificare tutte le persone presenti. 

Gli attivisti hanno spiegato le ragioni dell'assemblea e il fatto che un episodio così grave accaduto, anche grazie all'indifferenza complice e silente di chi è proprietario della struttura fatiscente ma anche di chi lo utilizza come pseudo magazzino... Per contenere cosa - dato che l'area pur essendo recintata è comunque accessibile spostando semplicemente le reti senza infrazione alcuna - non è dato sapere. 

Alcuni residenti della zona si sono avvicinati agli attivisti manifestando la loro solidarietà ed interesse per le ragioni che avevano motivato l'indizione di una assemblea che coinvolgesse studenti, operatori sociali, psichiatri e cooperatori sociali intorno al nodo degli effetti devastanti della crisi e dell'assenza di politiche sociali già duramente penalizzate dai tagli imposti dalla governance finanziaria. 

Gli attivisti e le persone intervenute si sono poi dirette verso i portici di piazza Cavour per concludere l'assemblea e comunicare alla città - sempre più impermeabile e assente dalle discussioni che riguardano il contesto sociale di crisi, disagio ed emarginazione che stiamo vivendo - quanto avvenuto recentemente e nella giornata appena conclusasi. L'assemblea si è conclusa con l'intervento del Dott. Montecchi, psichiatra della Scuola di prevenzione Blegher, rilanciando su un prossimo appuntamento per discutere e dare corpo ai tanti temi emersi. 

Il commento di Federica, l'intervento del Dott. Montecchi e, a seguire, il comunicato di lancio dell'assemblea esplicitano al meglio i temi affrontati

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Sabato 11 Maggio ore 17 presso giardino antistante Capannone abbandonato tra via Italo Flori e via Renato Fracassi

Nella nostra città sono accaduti due gravi episodi, Storie di emerginazione al tempo della crisi, che hanno coinvolto parte di quella cittadinanza espulsa ed esclusa dalla città.

Fatti gravi che ci restituiscono storie di eroina, abbandono, precarietà estrema, disagio, malessere e marginalità sociale. Storie invisibili e credute solo da chi è disposto a vederle per quello che rappresentano, nella loro drammaticità.
Le scelte politiche di questi ultimi anni, i cui effetti sono aggravati da una crisi progressiva mezzo del sistema capitalistico per ridefinire un nuovo modello di società, ci restituiscono città negate, in termini di accesso ai diritti, come quello all'abitare, alla salute, alla socialità libera dal mercato e all'ambiente. Città negate che respingono, città che producono occhi disattenti e indifferenti, città che respingono là oltre il confine dello spazio urbano, della cittadinanza, del diritto.
La città così si svuota, viene militarizzata per difendere la cittadinanza in/dentro dalla cittadinanza out/fuori. Si tagliano welfare e servizi, si depotenziano i Ser.T e le politiche di riduzione del danno, si taglia sulle rette delle comunità terapeutiche, ma nel frattempo aumentano gli affitti, la disoccupazione, il caro vita e l'unico lavoro possibile è quello da sguattero in qualche hotel, per pochi spiccioli all'ora e senza giorno libero, ovvero tempo per il piacere, per la cultura, per la socialità.
La cittadinanza in/dentro vive freneticamente, smodatamente, rimane indifferente, individualista, mentre la cittadinanza espulsa non è in grado di costruire legami sociali e solidali oltre il confine della città; rimane avvitata su se stessa, rimane schiacciata da quel confine che gli ricorda, giorno per giorno, l'esclusione dalle dinamiche sociali, di relazione, della cultura e del welfare.
Per queste ragioni abbiamo pensato a questa assemblea in un luogo dove è accaduto un fatto drammatico, che ha coinvolto due giovanissimi cittadini riminesi, figli della migrazione. Un luogo simbolico perché da lì si possa ripartire, attivando relazioni e pensieri capaci di produrre azioni.
Azioni perché nessuno sia escluso, azioni perché la cittadinanza espulsa riesca a costruire e produrre i propri anticorpi, attraverso processi di riappropriazione e restituzione degli spazi dismessi e abbandonati, attraverso processi di resistenza all'invadenza e alla violenza della precarietà e dello sfruttamento lavorativo, allo strapotere degli imprenditori della morte/eroina e ai tiranni della finanza.
Lo faremo con gli attivisti della campagna FacciAMOci spazio, con gli operatori di servizi e coop. che lavorano nei servizi sulle tossicodipendenze, lo faremo con chi avrà voglia di fare.

Campagna FacciAMOci Spazio!
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Rimini - Contributi dall'assemblea "Per un pensiero che produca azioni!"

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