Rimini: Educatori sociali e gare al ribasso? Autorganizziamoci

Comunicato ADL Cobas Rimini

6 / 6 / 2014

L'assegnazione dell'appalto per i servizi educativi necessari agli studenti e alle studentesse disabili nelle scuole elementari e medie del Comune di Rimini alla City Service (cooperativa di Busto Arsizio) ha riacceso i riflettori anche nel nostro territorio su un settore lavorativo che negli ultimi anni, in nome dell'austerità (dati Istat: 78 milioni di euro prosciugati dal 2008 al 2012 dalla Troika al portafoglio Italia alias tagli ai servizi sociali e sanitari), sta subendo pesantissimi attacchi senza alcun argine sociale e politico oltreché sindacale.

Un Settore - quello dei servizi sociali - caratterizzato dall'ormai diffusissimo utilizzo dei contratti da socio-lavoratore (che prevedono fra le altre cose l'obbligo delle quote sociali annuali ovvero trattenute che le cooperative fanno direttamente sulle buste paga dei lavoratori), quasi sempre part-time, caratterizzato da bassissimi salari (il CCNL è rispettato dalla stragrande maggioranza delle cooperative del territorio ma applicando il minimo contrattuale ovvero 7/ 8 / 9 euro lordi orari a seconda degli scatti di anzianità e del livello di inquadramento), dalla discontinuità lavorativa, per un personale comunque ad alta e in continua formazione.

E tra il patto di stabilità e i conseguenti tagli ai servizi sociali e l'ossessiva ripetizione del mantra “il libero mercato risolve tutto e si autoregola”, l'unica certezza è il progressivo aumento della precarietà e povertà degli operatori sociali ma anche dei servizi stessi con una drastica riduzione dei diritti sia dei lavoratori e delle lavoratrici che delle persone che hanno bisogno di un “dato” servizio.

Il bando in oggetto prevede, infatti, una clausola sociale per cui solo il 70% degli educatori ed educatrici impiegati attualmente nelle scuole sarà assorbito dalla cooperativa vincitrice (City Service), con la conseguente perdita di posti di lavoro per molti operatori. Ma in ogni caso anche per coloro che saranno assorbiti dalla nuova cooperativa significherà ripartire come neo-assunti e ciò potrebbe comportare l'azzeramento dei livelli di inquadramento e degli scatti di anzianità acquisiti negli anni precedenti e la prospettiva di avere 2 contratti entrambi part-time con 2 cooperative diverse per poi continuare a fare esattamente lo stesso lavoro precedente con maggiore precarietà e un rapporto di lavoro con Cooperative diverse.

Le gare d'appalto anche nel settore educativo e aldilà delle scadenze programmate nascondono – spesso - operazioni truffaldine (molto simili a quelle delle cooperative nella logistica) e gare sempre più al ribasso che tagliano il costo del lavoro e riducono la qualità del servizio educativo.

Stiamo parlando – peraltro - di lavoratori e lavoratrici laureate o con un'alta professionalità maturata attraverso una costante/continua formazione e anni di servizio prestato in Cooperative territoriali che spesso hanno forti legami con la politica (Pd), con le organizzazioni sindacali confederali o sono l'emanazione di interessi particolari (Diocesi).

A decretare la vittoria – da quanto si apprende dalle agenzie di stampa - è stata soprattutto l'offerta economica al ribasso fatta dalla Cooperativa lombarda City Service e a questo proposito fanno riflettere la dichiarazione dell'assessore Gloria Lisi che da questo mondo proviene:

Nel regolamento attuativo imposto dal bando europeo c'è anche il criterio del miglior prezzoe purtroppo la legge impone di seguirlo, anche se l'ambito è molto delicato”.

I vincoli imposti dal patto di stabilità e i sacrifici chiesti dall'UE sono usati spesso come scudo dagli amministratori locali che in questo modo avvallano le politiche di smantellamento dei servizi sociali e del Welfare così come l'abbiamo conosciuto (si veda a tal proposito anche la vertenza degli scorsi anni delle assistenti domiciliari), mentre nel frattempo si destinano risorse per le grandi opere inutili e dannose e per i grandi eventi estivi senza un batter di ciglio.

Come ADL Cobas non solo rifiutiamo categoricamente la logica delle gare al ribasso e delle operazioni truffaldine delle Cooperative Sociali del settore che producono un peggioramento delle condizioni lavorative degli educatori e delle educatrici oltreché della qualità dei servizi (alias delle persone che ne necessitano che sono vite umane e non numeri di qualche statistica) ma crediamo sia necessario aprire un percorso pubblico di riflessione e di mobilitazione di tutti i lavoratori e lavoratrici del settore.

È necessario invertire la rotta affinché siano garantiti salari dignitosi e continuità lavorativa e professionale, insieme a qualità del servizio e alla supervisione necessaria per interventi così importanti e delicati come l'assistenza ai e alle disabili nelle nostre scuole ma non solo.

Per poterlo fare è necessario autorganizzarsi e provare a costruire un orizzonte comune di rivendicazioni e lotte che coinvolga, oltre agli operatori e alle operatrici sociali anche le famiglie e tutte le persone interessate.

Proprio per queste ragioni convochiamo per Lunedì 9 giugno alle ore 20.30 presso la Casa della Pace in via Tonini, 5 (dove ha sede il nostro sportello) un'assemblea per discuterne con tutti gli interessati.

Adl Cobas – Emilia Romagna (RIMINI)

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Corriere Romagna del 6 giugno 2014