Rimini - Contro austerity e violenza del potere, per la città che viene! Giù le mani da CASA MADIBA NETWORK

Comunicato e report multimediale post corteo

15 / 3 / 2015

Centinaia le persone degne che sono scene nelle strade della città di Rimini a fianco dell'esperienza di Casaarrow-10x10.png Madiba Network, per i poveri e gli ultimi.

Da anni non si vedeva un corteo radicale con questi numeri, interventi degni e di grande maturità.

Una grande festa, ricca di colori, ritmi e suoni, di contenuti espressi durante i numerosi interventi che hanno ribadito a più voci e con fermezza come l'esperienza di Casa Madiba possa essere esempio concreto per pensare nel territorio nuovi modelli di relazione e di mutualismo, per dare vita a nuove comunità nate dall'ascolto e dalla produzione di risposte concrete ai bisogni delle tante persone emarginate, stigmatizzate, rese invisibili. Città e comunità nelle quali gli esseri umani vengono prima di tutto, delle banche, dei bilanci, dei codicilli dei regolamenti e anche delle leggi.

Un orizzonte con tonalità e sfumature ben diverse da quelle utilizzate dall'amministrazione comunale che dell'umanità, delle sue pulsioni, dei suoi desideri, delle sue necessità vitali e sofferenze a quanto pare ne sa ben poco.

Casa Madiba non è stata solo oggetto di RAPPRESEGLIA POLITICA, segno di grande impotenza istituzionale, con il blitz dell’ambientale ORDINATO dal Dirigente supremo, FABIO MAZZOTTI (diversi i cartelli del corteo che lo citavano), ma è da oltre 10 giorni senza acqua, per via di un rubinetto chiuso dai tecnici degli uffici comunali per paura, dicono, di ritorsioni da parte della Corte dei Conti.

Più e più volte gli attivisti di Casa Madiba hanno ribadito la completa disponibilità e impegno a pagarearrow-10x10.png i relativi consumi, di quello che dovrebbe essere un bene pubblico accessibile a tutti, ma nonostante ciò l'amministrazione comunale continua a forzare il piano di attacco contro questa esperienza, cercando pretesti per sgomberi e azioniarrow-10x10.png violente legate a delle fantomatiche problematiche igienico-sanitarie.

Ieri Rimini ha mostrato due facce: da un lato la città meticcia e cooperante con un corteo festoso e pieno di contenuti, dall'altro la città dei confini, dello sfruttamento, della governace sicuritaria con Questura e Giunta comunale, uniti nel loro antagonismo alla democrazia e alla giustizia sociale che passano anche da vie non consuete e dalla disobbedienza alle leggi ingiuste quando queste producono homeless, povertà, marginalità sociale e morti.

Blindati, camionette e check point, questa è la risposta delle Istituzioni locali. Il centro storico di Rimini deve rimanere inaccessibile a chi pratica la solidarietà e combatte le cause della povertà. Una città interamente militarizzata alla cui cittadinanza è stata preclusa piazza Cavour, la piazza centrale dove ha sede il Municipio.

A queste provocazioni il corteo ha saputo rispondere con grande maturità, non cedendo ai ricatti e non rimanendo ostaggio di questo disegno sicuritarito/repressivo che aveva un unico obiettivo: isolare Casaarrow-10x10.png Madiba e sottrarre il consenso espresso dai grandi numeri della manifestazione.

Per questo, con un tratto non autorizzato, da Piazza Malatesta si è deciso collettivamente di concludere il corteo presso lo spazio sociale e abitativo, perché, piazza o non piazza, il corteo aveva già vinto esprimendo numeri, forza, potenza, capacità di analisi e progettualità.

L’impotenza e la frustrazione non sono di casa fra i poveri e gli oppressi che si autorganizzano, se l'oppressione grida forte, la speranza grida ancora più forte.

Una grande lezione di democrazia a tutte le Istituzioni Locali.

Quando il conflitto sociale è costituente non solo produce fatti normativi nuovi, come le occupazioni abitative e il recupero degli immobili abbandonati per esempio, ma deve anche interrogarsi sul fatto che nessuno può permettersi di fare politica prescindendo dal consenso. E nessuno ottiene consenso regalando un pomeriggio di scontri  (sperati e fomentati dalla Questura con il consenso del Sindaco) per raggiungere una piazza del Municipio vuota di contenuti e proposte politiche.

Un triste e avvilente film in termini di democrazia visto purtroppo anche lo scorso giovedì in consiglio comunale in occasione dell'interrogazione presentata dal consigliere Fabio Pazzaglia su Casa Madiba, dove un luogo che dovrebbe essere espressione di democrazia è stato assediato e invaso da celere e carabinieri presenti sia all'interno che all'esterno del consiglio comunale stesso.

Emerge ancora una volta, come del resto avviene in tutta Europa, la distanza sempre più abissale tra chi decide e dispone del potere e chi vive la vita reale e pratica alternativa contro austerity, capitalismo e povertà.

Per Mercoledì 18 marzo alle ore 20.30 - in occasione della giornata di contestazione transnazionale a Francoforte - si terrà a Casa Madiba la seconda assemblea per proseguire il percorso di lotta contro lo sgombero e per la costruzione di un Network cittadino contro la povertà e per la dignità umana.

Madiba è fertile, ha dato i suoi frutti. Madiba vivrà!

Rimini, 15 marzo 2014                                 

Casa Madiba Network

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