Rigassificatore a Trieste: un conflitto a tutto Tondo.

La partita è ancora aperta, il conflitto ormai innescato e riguarda, come sempre, questioni fondamentali: la democrazia, l'ecosistema, il futuro. Nulla che si possa lasciare nelle mani dei tecnici.

30 / 11 / 2012

Otto chilometri cubi. È la misura di un conflitto che a Trieste ha raggiunto un punto critico. Sono tanti 8 chilometri cubi, per farli ci vorrebbero 666 palazzi larghi come Piazza Unità e alti un chilometro.

Oppure “solo” 384 piramidi di Cheope.
Sono “solo” circa il 10% del gas naturale usato in un anno in Italia.

Sono la capacità nominale del rigassificatore di Zaule (località sulla costa alla periferia di Trieste), l'impianto la cui costruzione, forzata dalla Regione FVG e dal Governo con incredibili colpi di mano, sta innescando una larghissima e fortissima protesta proprio in questi giorni.

Il 14 Novembre il Comitato Tecnico Regionale respingeva come incongruenti le valutazioni tecniche dei Comuni interessati, della Provincia e dell'Autorità Portuale e il 22 Novembre, in una sorta di “combinato disposto”, la Conferenza dei Servizi regionale approvava l'AIA all'”unanimità”, considerando come positivi i pareri negativi del Comune e della Provincia di Trieste. La motivazione per questo essendo data dal fatto che tali contrarietà sono state giudicate incoerenti o riguardanti ipotesi non valide “e quindi” non ammissibili “e quindi” equivalenti a un parere positivo.

Casualmente, il ministero delle attività produttive, intanto, aveva già pronti i provvedimenti, emanati il giorno successivo, il 23 Novembre, per avviare i pre-espropri dei terreni dell'area interessata.

Un comportamento incredibile che ha suscitato la rabbia di tutto il territorio e di migliaia di persone che a più riprese nei giorni successivi sono scese in piazza per manifestare la loro indignazione.

Il 28 Novembre, nonostante un nubifragio di proporzioni colossali, più di 1000 persone per ore hanno assediato il palazzo del Comune mentre il Presidente della Regione, Tondo, era in audizione presso il Consiglio Comunale. Sabato 1 Dicembre è prevista un'altra manifestazione cittadina e, mentre un gran numero di associazioni cittadine si stanno mobilitando e organizzando, molte altre sono in preparazione.
Ad esempio per il 10 Dicembre, giorno in cui il vescovo della città, che naturalmente ha altri pensieri, discuterà di crisi ed economia proprio con il presidente della Regione, Tondo, e il Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.

La partita è ancora aperta, il conflitto ormai innescato e riguarda, come sempre, questioni fondamentali: la democrazia, l'ecosistema, il futuro.

Nulla che si possa lasciare nelle mani dei tecnici.

La rivolta degli ombrelli - Articolo di Paolo Rumiz da La Repubblica

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