Reggio Emilia - L'Arte non è profitto

Blitz della Rete Artistica Indipendente al centro commerciale "I Petali".

10 / 6 / 2013

 Durante l'inaugurazione di una mostra di "street art" al centro commerciale "I Petali" di Reggio Emilia, Rete Artistica Indipendente è intervenuta pubblicamente all'evento contro la mercificazione dell'espressione artistica e della cultura, interrompendo la mostra per alcuni minuti, durante i quali è stato esposto uno striscione e distribuito un comunicato alle persone che hanno partecipato all'inaugurazione. 

Qui di seguito il comunicato distribuito.

Domenica 9 Giugno inaugura la “mostra di street art” al centro commerciale “I Petali”, promossa dalla catena commerciale in collaborazione con il comune di Reggio Emilia e il suo progetto Officina Educativa. Secondo gli organizzatori, il risultato sarà una “grande mostra artistica a cielo aperto, specchio autentico della creatività di tanti giovani e ragazzi reggiani.”

Contemporaneamente, in queste settimane, il Comune di Reggio Emilia assieme a Camera di commercio, Confesercenti, Confcommercio e Cna ha inaugurato il nuovo logo per il centro storico “C'entro”.
L'obiettivo, dichiarato pubblicamente sul sito del Comune, è quello di “Raccontare il centro storico nel suo insieme, come centro commerciale naturale storicamente legato alla vita dei reggiani “

Questi eventi meritano alcune importanti considerazioni.

La “street art” è figlia del “writing”, una forma di espressione artistica che nasce nella marginalità delle grandi metropoli statunitensi, in origine come mezzo per lasciare una traccia che testimoniasse l’esistenza di chi viveva nell’invisibilità sociale, e che in seguito si è differenziata in molteplici pratiche e stili.
Le opere degli “street artists” sono spesso veicolo di protesta e denuncia sociale, e vanno ad agire direttamente sul contesto urbano. Questo, anche nella nostra città, viene demonizzato e sanzionato con multe, ordinanze e numeri verdi per le segnalazioni.
Tutto cambia quando quest’arte diventa oggetto di interessi economici: la “street art” diventa legittima e anzi ben accetta dal momento che diventa mezzo per riqualificare e rendere più attraente un centro commerciale. L’arte qui viene solo usata come attrattiva al consumo, snaturata e svuotata di ogni contenuto.
I Petali, che sostengono di essere attenti alle culture giovanili, lo sono solamente per riempire il più possibile i propri negozi. Attrarre i giovani tramite l’arte e la cultura è oggi l’operazione di marketing per eccellenza. Il consumismo si nutre della cultura e della creatività giovanile, la cattura e la rielabora, facendone modelli attrattivi e uniformanti.
E’ indicativo che il comune di Reggio Emilia appoggi questa tendenza tramite i suoi progetti educativi; l'interrogativo che sorge spontaneo è quello che riguarda la strada che sta prendendo la cultura e l’educazione nella nostra città.
Questo interrogativo trova una prima risposta nella campagna che riguarda il nuovo logo “C'entro”.
E' da tempo ormai che stiamo assistendo al progressivo svuotamento del centro storico, da un punto di vista sia sociale che culturale, in favore della costruzione di un grande “centro commerciale a cielo aperto” e di luoghi privati e preconfezionati come i Petali , dove vengono stimolate forme di socialità illusoria e artificiale.
Nella città prospettata da “C'entro” l'importante è consumare e svagarsi con il consumo, non c'è spazio per la cultura e l'arte che nasce spontaneamente dal basso. Tutto deve essere innanzitutto compatibile con le regole del commercio e del profitto; lo abbiamo capito molto bene in più di due mesi di estenuanti battaglie politiche e burocratiche con l'amministrazione per riuscire a portare nelle piazze centrali della città una rassegna artistica indipendente e gratuita come “Babel_arte in piazza”
Il nuovo logo “C'entro” dimostra chiaramente come la gestione del centro della città sia stata delegata al mondo del commercio e dell'impresa, che vede il cittadino come un consumatore (in effetti..cosa fai in un “centro commerciale naturale” se non consumare!?) e incentiva una socialità ed una cultura orientate al consumo.
Reggio Emilia non ha bisogno della “street art” ai Petali ne di un centro storico che sia un “centro commerciale naturale”. Reggio Emilia ha bisogno di spazi urbani liberi, dove il fermento culturale possa esprimersi e diventare realmente motore di cambiamento e rinnovamento della città.

Rete artistica indipendente

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