Reggio Emilia - Flash mob contro la tariffa truffa dell'acqua

Mobilitazione del comitato ABC reggiano in piazza Prampolini durante la giornata nazionale lanciata del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

26 / 1 / 2013

Anche Reggio Emilia aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale sulla nuova tariffa dell'acqua. Come forse ricorderete il secondo referendum proposto dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e votato a giugno del 2011 prevedeva l'abolizione della remunerazione del capitale investito nella bolletta. In poche parole si andava a colpire quella quota delle bollette (che a Reggio equivale circa a un 11%) che rappresentava un profitto garantito al gestore sulla gestione dell'acqua. Uno degli slogan principali del referendum è stato proprio “Fuori l'acqua dal mercato, fuori i profitti dall'acqua!”. Lo stesso che ha spinto i tantissimi reggiani al voto: il 68% degli abitanti della nostra provincia hanno votato il secondo quesito chiedendo che dalle bollette che paghiamo a IREN SPA venisse rimosso la quota di profitto garantito per il gestore.

Un provvedimento che doveva essere attuato immediatamente, ma che i nostri amministratori locali si sono ben guardati dal fare. Se proviamo a fare due calcoli, guardando i dati del 2010 e ritenendoli stabili anche per il 2011/2012, IREN SPA ad oggi ha ottenuto solo nella provincia di Reggio Emilia una profitto netto di circa 1,2 milioni di euro. Una cifra che calcoliamo sui dati che siamo riusciti ad ottenere dall'ex ATO, ma che potrebbe tranquillamente essere superiore. Per questo sono due le cose che chiediamo: la quantificazione esatta di questo profitto e l'immediata restituzione ai cittadini di quanto gli spetta a seguito dell'esito referendario.

Una cifra che volendo potrebbe essere investita nel processo di ripubblicizzazione del servizio idrico della nostra provincia e di cui i cittadini devono poter disporre.

Inoltre condanniamo l'atteggiamento dell'Autorità nazionale che elaborando la nuova tariffa ha operato una vera e propria truffa nei confronti dei cittadini. Ciò che era stato abolito con il più nobile strumento di partecipazione democratica viene reintrodotto nel silenzio generale, sfruttando tra l'altro il periodo delle festività natalizie.

Da anni diciamo che parlare di acqua è parlare di democrazia. Anche questa volta capiamo quanto sia vero, quanto la discussione sul tema dell'acqua come bene comune sia la cartina torna sole dello stato della democrazia nel nostro paese. I cittadini che chiedono di essere ascoltati e di poter partecipare, che si mobilitano, ottengono e vincono un referendum vengono truffati con un semplice cambio di sostantivi.

Dal comunicato del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua

“L' Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha approvato il nuovo Metodo Tariffario Transitorio 2012-2013 per il Servizio idrico Integrato sancendo, nei fatti, la negazione dei Referendum del Giugno 2011, con cui 27 milioni di cittadini italiani si erano espressi per una gestione dell'acqua che fosse pubblica e fuori dalle logiche di mercato.

Già il Governo Berlusconi, solo due mesi dopo i referendum, aveva varato un decreto che, reintroducendo sostanzialmente la stessa norma abrogata, avrebbe portato alla privatizzazzione dei servizi pubblici locali.

Tale decreto è stato poi dichiarato incostituzionale.

In egual modo l'Autorità vara una tariffa che nega, nello specifico, il secondo referendum sulla remunerazione del capitale e lascia che si possano fare profitti sull'acqua, cambiando semplicemente la denominazione in “costo della risorsa finanziaria”, ma non la sostanza: profitti garantiti in bolletta.

Ma fa anche di peggio.

Infatti, il nuovo metodo tariffario, metterà a rischio gli investimenti per la gestione del servizio idrico integrato più di quanto già non accada attualmente. Ciò avverrà perché in un sistema che si basa sul ricorso al mercato creditizio, se si allunga il periodo di ammortamento dei cespiti si ha una conseguente riduzione delle aliquote annue con un impatto negativo sui flussi di cassa, creando, così, un rischio elevato nel reperimento delle risorse finanziarie.

Ciò è particolarmente grave visto che il servizio idrico integrato abbisogna di ingenti investimenti nei prossimi anni (alcune stime parlano di circa 2 miliardi di € l'anno per i prossimi 20/30 anni).

L'Autorità, in un contesto dove il Governo tecnico di Monti ha rafforzato un' impostazione neoliberista e di privatizzazione dei beni comuni, che conferma e ripropone nella sua agenda per il prossimo governo, si nasconde dietro una deliberazione amministrativa per affermare una ricetta politica che vuole speculare sui servizi pubblici essenziali, a partire dall'acqua.

Dietro le manovre tecniche si afferma, inoltre, una sospensione democratica gravissima a danno di tutti noi.

Per questo vogliamo che il nuovo metodo tariffario venga ritirato e chiediamo le dimissioni dei membri dell'Autorità. E, chiaramente, non ci fermeremo ad elemosinare concessioni ma ci batteremo finchè questo non avverrà e venga ristabilità la volontà popolare.

DAL DECRETO DI FERRAGOSTO ALLA TARIFFA DI CAPODANNO

Ovvero come uccidere la Democrazia durante le vacanze

PERCHE’ SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA,

E VOGLIAMO RIPUBBLICIZZARE ENTRAMBE!”

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