Reggio Emilia - Fiom pronta ad azioni radicali

Chiesto un incontro urgente ai vertici reggiani degli industriali

9 / 1 / 2012

Alta tensione tra Fiom e Industriali reggiani

9 gennaio 2012

Per la Fiom e la Cgil di Reggio Emilia l’inverno si annuncia rovente. A dicembre la Confindustria ha comunicato al sindacato delle tute blu il recesso dal contratto nazionale firmato dalle tre sigle nel 2008 da cui, secondo l’associazione industriali, deriverebbe la perdita della Fiom di una serie di agibilità sindacali in tutto il settore metalmeccanico nonostante sia il sindacato più rappresentativo. E la reazione dei metalmeccanici non si fa attendere: le mosse saranno definite in dettaglio nel comitato centrale della Fiom di domani e nella segreteria provinciale di mercoledì, ma l’elmetto è già indossato. Oltre allo sciopero nazionale di quattro ore già fissato per l’11 febbraio, il segretario della Fiom reggiana Valerio Bondi ha chiesto un incontro urgente ai vertici di Confindustria e Federmeccanica con l’obiettivo di strappare una intesa territoriale che confermi la piena agibilità sndacale della Fiom e la piena autonomia dei lavoratori e delegati. Se non si dovesse trovare l’accordo, promette però Bondi, “credo che scioglieremo le ultime riserve e nelle prossime settimane si vedranno iniziative che per qualità e radicalità non hanno precedenti in questo territorio. La tensione nelle fabbriche è altissima: non c’è più lo spazio per evitare un’analisi radicale della situazione e una risposta che non sia all’altezza della sua gravità”.

Il segretario della Cgil reggiana Mirto Bassoli interviene invece sulle dichiarazioni contro la Fiom del presidente degli industriali Landi nel convegno di fine anno dell’associazione del 21 dicembre scorso. “Non ho compreso il senso di quelle affermazioni, in alcuni casi anche crude e davvero inaccettabili, compreso il fatto che Landi ha definito fuori dalla realta’ il sindacato piu’ rappresentativo. Credo che servirebbe maggiore rispetto per una organizzazione che in questa provincia sottoscrive centinaia di accordi nelle imprese associate a Confindustria con contenuti molto innovativi”. Insomma, dice Bassoli, “Questo e’ l’interlocutore con cui, che lo voglia o meno, il presidente di Confindustria e’ chiamato a fare i conti: e’ molto piu’ realistico l’atteggiamento degli imprenditori suoi associati che negoziano e sottoscrivono le intese rispetto all’atteggiamento fortemente ideologico che ho trovato nelle parole del presidente Landi”. Dal leader del sindacato di via Roma, infine, un appello a Cisl e Uil: “Non si prestino a operazioni lesive dei principi di liberta’ sindacale che sono fondamentali per la convivenza civile e democratica del Paese. Questi accordi separati violano la nostra Carta costituzionale e sono per noi inaccettabili e intollerabili”.

articolo tratto da www.linformazione.com

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