Iniziativa nazionale per i diritti dei migranti

Reggio Emilia: 1 MARZO 2010 MOBILITAZIONE MIGRANTE

Reggio Emilia meticcia fa sentire la propria voce: dalla prefettura alla piazza 500 persone in corteo

1 / 3 / 2010

Anche a Reggio Emilia migranti, precari, lavoratori metalmeccanici e studenti, si sono mobilitati per creare una giornata di lotta comune, lotta contro il razzismo e lo sfruttamento della manodopera clandestina che va a gonfiare le tasche della mafia, contro la precarizzazione del lavoro ma anche dell' istruzione. Alzare la testa di fronte alla sempre più massiccia restrizione dei diritti, da quello lavorativo, a quello abitativo oltre che al diritto d'accesso alla cultura.
La giornata è iniziata con un presidio sotto la prefettura, dove i migranti hanno pubblicamente aperto una vertenza per "chiedere al prefetto il rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione per tutti quelli che hanno presentato domanda di regolarizzazione con la sanatoria 2009. Molti si sono visti archiviare la pratica perchè dei "soggetti", approfittando della legge Bossi-Fini, hanno presentato decine e decine di domande ciascuno, chiedendo denaro per presunte spese gestionali di assunzione."
I migranti hanno inoltre chiesto "la regolarizzazione per tutti coloro che hanno presentato domanda attraverso i decreti flussi, ma non hanno potuto ottenere il permesso di soggiorno per via di una precedente espulsione, nonostante già in possesso di un lavoro e di una casa in Italia." E' stato più volte ribadito che, se si persistesse nel rifiuto al rilascio dei permessi di soggiorno, si continuerebbe a permettere che questi persone siano vittime di delinquenti e organizzazioni criminali dedite allo sfruttamento della manodopera irregolare. Il presidio si è concluso con la consegna alla prefettura di un cartello che riportava tali istanze.
Insieme, per una Reggio Emilia meticcia, solidale, che dalla prefettura ha portato i propri contenuti in corteo, attraversando le piazze, mettendo in luce le contraddizzioni di una città la cui economia è sostentata dallo sfruttamento del lavoro nero.
Un primo marzo "comune", permeato dall'antirazzismo e dalla voglia di esserci, tutti insieme, il più mescolati possibile, per tenere alta la bandiera della libertà, libertà di poter scegliere dove vivere, lavorare, studiare, senza essere criminalizzati per la mancanza di un pezzo di carta chiamato permesso di soggirno.
La giornata non si concluderà che alla ore 18 di questa sera in piazza Casotti, dove l'iniziativa è ancora in atto

Comunicato stampa dell'Associazione Città Migrante.

L'associazione Città Migrante ha promosso insieme al comitato nopacchettosicurezza la giornata europea di mobilitazione a Reggio Emilia indetta per il 1 marzo.

 In particolare già dalle 9 di questa mattina i migranti insieme ai cittadini reggiani si sono dati appuntamento sotto alla prefettura. Un presidio che ha voluto aprire una vertenza.
Nello specifico la richiesta è stata quella del rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione a tutti quelli che hanno presentato domanda di regolarizzazione con la sanatoria 2009 e si sono visti archiviare la pratica. Questo perché ci sono stati dei “soggetti” che grazie alla legge bossi fini si sono offerti come datori di lavoro chiedendo denaro per presunte spese gestionali di assunzione. “Soggetti” che speculando sulla vita degli immigrati si sono riempiti le tasche presentando anche decine e decine di domande cadauno. E'  stato inoltre richiesto il rilascio del permesso di soggiorno per chi ha presentato domanda attraverso i decreti flussi e si e’ visto negare il documento dopo aver fatto il viaggio a ritroso nel paese d’origine per ritirare il visto d’ingresso. Queste persone, pur avendo un lavoro ed una casa in Italia non hanno potuto regolarizzare la propria posizione, causa una precedente espulsione.

Se non venissero rilasciati i permessi di soggiorno e persistendo nel rifiuto al rilascio dei permessi di soggiorno  permetteremmo che tutte queste persone continuino ad essere vittime di delinquenti e delle organizzazioni mafiose dedite allo sfruttamento della manodopera irregolare.

Questa richiesta è stata lasciata davanti alla prefettura scritta su di un cartello.
Il presidio ha raggiunto circa la partecipazione di cinquecento persone e ha dato vita ad una manifestazione che ha raggiunto Piazza Casotti dove per tutta la giornata continuerà l'iniziativa di mobilitazione del 1 marzo con interventi al microfono, musica e danze.
Significativa anche l'adesione allo sciopero di molti lavoratori migranti e non nelle fabbriche metalmeccaniche di tutta la provincia.
Per questo la giornata, non ancora giunta al suo termine, ha vinto la scommessa di un "giorno senza di noi", che significa anche un giorno in cui migranti, e non solo, sono insieme, visibili e pronti ad aprire terreni di lotte comuni per la rivendicazione dei diritti di tutti e tutte.

 Sicuramente la percezione dell'immigrazione e dello sfruttamento ad essa connessa dopo la rivolta di Rosarno ha registrato un cambiamento di rotta, mettendo in luce e scoprendo un fenomeno che, troppo spesso, si è cercato di nascondere ed il primo marzo è stato il primo banco di prova, basti pensare che le mobilitazioni hanno coinvolto una sessantina di città solo in Italia.

 Ass. Città Migrante

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