Quando la legge non ha pietà.

Torino: extracomunitario derubato. Fa arrestare i ladri, denunciato per clandestinità

11 / 8 / 2009

di Giovanni Mazzamati 

Un bengalese, assalito e derubato da tre romeni, è stato denunciato perché irregolare. Intanto, però, continuano gli arrivi di extracomunitari in Italia, come quello scoperto oggi al porto di Ancona.

TORINO – Storie di ordinaria follia: sono quelle che accadono in Italia, a causa dell’introduzione delle norme sull’immigrazione clandestina, che non solo mettono a repentaglio i diritti degli extracomunitari, ma a volte impongono ai danni delle clamorose beffe.

Ne è la prova ciò che è capitato ad un giovane immigrato del Bangladesh, che mentre camminava per le vie di Torino, è stato accerchiato da tre romeni che, puntandogli una bottiglia rotta al collo, si sono fatti consegnare i pochi spicci che aveva. Dopo essere stato aggredito il ragazzo ha chiamato la polizia ed ha fornito tutti i dettagli dell’accaduto, così che per gli agenti non è stato difficile trovare i tre ed arrestarli per furto. Sembrerebbe una storia a lieto fine, una di quelle che si ha piacere a raccontare per testimoniare come le forze dell’ordine in rappresentanza dello Stato marchino una vicinanza ai cittadini. Tutto a posto, quindi. Ed invece no. Infatti colui che ha subito l’aggressione non è un ragazzo “normale”, ha una macchia. Non sappiamo se sia un malvivente, se abbia precedenti penali o se viva approfittandosi a sua volta degli altri. Non lo sappiamo, ma tanto non importa. Questi, infatti, sono dettagli irrilevanti. Ciò che conta è che clandestino. L’aspetto che balza subito all’attenzione è che non ha il permesso di soggiorno ed è quindi un cittadino irregolare, un ospite indesiderato e, forse per qualcuno, indesiderabile. Ed allora? La legge è la legge e va applicata, quindi per il giovane non c’è scampo: arresto con conseguente contestazione del reato di clandestinità e l’applicazione di una sanzione amministrativa, che sarà il giudice di pace a quantificare, tra i cinquemila ed i diecimila euro. E gli aggressori? Sono romeni e fino a qualche mese fa, fino a che la Romania non è divenuta membro della Comunità Europea, avrebbero rischiato grosso. Contro di loro si accaniva la gente comune, accusandoli di ogni cosa capitasse, coinvolgendo in questa caccia alle streghe anche importanti amministrazioni come quella del Comune di Roma del sindaco Alemanno e del suo predecessore Veltroni. Ora non più, perché la legge, prendendosela con gli extracomunitari, ha fissato nuovi obiettivi, nuovi “nemici”. Per la cronaca i tre sono tutti giovanissimi: Ionel Viorel Ardelanu, 18 anni, Adrian Pedru Lupu e Iulian Constantin Nastasa, entrambi di 20 anni, sono stati arrestati. La politica del Governo ed in nuovi sbarchi Verrebbe però da chiedersi se la politica del pugno duro serva veramente. Oltre a causare paradossi come questo, l’introduzione del reato di clandestinità si ripercuote sugli arrivi diminuendoli? Il Governo, in fase di approvazione della legge sulla sicurezza, ha respinto la richiesta delle opposizioni di sottoporre queste nuove norme a controllo del Parlamento dopo un anno dalla loro entrata in vigore. Intanto, però, non si placano gli arrivi di immigrati irregolari. Oggi al porto di Ancona ne sono stati scoperti trentotto, stipati in uno spazio angusto ricavato all’interno di un tir che trasportava banane. La Guardia di Finanza ha identificato 20 iracheni, 14 afghani, due palestinesi, un iraniano e un pakistano, nascosti nel mezzo che proveniva dalla Grecia. Dopo aver sopportato condizioni di viaggio disumane, per loro non è scattata la contestazione del reato di clandestinità perché non è applicabile agli stranieri destinatari di provvedimenti di respingimento alle frontiere, ma sono stati affidati al comandante della nave da cui è sbarcato il tir. L’autista del camion, slovacco come la ditta di trasporti per cui lavora, è stato arrestato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina e si trova ora in carcere.

fonte: Datzebao

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