Porto Tolle - Contro il carbone cittadini presidiano il ponte di Calatrava

26 / 7 / 2011

Un centinaio di cittadini polesani e veneziani ha dato vita, nel pomeriggio di martedì 27 luglio, sul ponte di Calatrava a Venezia ad un presidio in contemporanea con la seduta odierna del Consiglio regionale del Veneto.

L'iniziativa è organizzata dai comitati referendari contro il nucleare "verso il Forum per l'energia" e dalla Rete polesana dei comitati a difesa della salute e dell'ambiente per contestare il tentativo della giunta Zaia di modificare l'articolo 30 della Legge regionale che istituisce il Parco del Delta del Po con l'obiettivo di consentire all'Enel di alimentare a carbone la centrale di Porto Tolle.

"E' un tentativo delinquenziale contro un'area fragile, unica in Europa dal punto di vista ambientale - afferma Vanni Destro della Rete polesana - Sfruttano la fame di lavoro per costringerci ad accettare l'uso del combustibile fossile più inquinante che ci sia. Quello che chiamano 'carbone pulito' emetterebbe all'anno dalla centrale di Porto Tolle ben dieci milioni e mezzo tonnellate di anidride carbonica, quattro volte l'inquinamento annuo di una metropoli come Milano."

Secondo Luca Tornatore dei comitati antinucleari veneti: "L'alternativa c'è: la nostra regione produce già più energia di quanta ne consumi e tutte le fonti inquinanti da combustibili fossili possono da subito essere sostituite con fonti rinnovabili, pulite come il solare e l'eolico. Come Forum per l'energia, intesa come bene comune, organizzeremo entro ottobre una grande mobilitazione a Porto Tolle contro questo uso criminale del carbone e contro la lobby che per difendere i suoi interessi sta attentando alla salute di tutti."

Una delegazione dei manifestanti si è poi recata a Palazzo Ferro-Fini per incontrare i consiglieri regionali.


 

************************************************************

Di seguito il volantino distribuito dai Comitati che ricostruisce l'intera vicenda.

Centrale ENEL di Porto Tolle

NO AL CARBONE

SI’ ALL’ENERGIA PULITA

Fermiamo il tentativo di stravolgere la Legge per il Parco del Delta

E’ in corso in queste ore il dibattito nel Consiglio regionale del Veneto sulla modifica dell’art. 30 della Legge 36 del 1997, istitutiva del Parco naturale del Delta del Po. Una modifica, voluta dall’ENEL, dagli industriali e dai sindacati, per consentire alla multinazionale dell’energia elettrica di riavviare la Centrale di Polesine Camerini a Porto Tolle (Rovigo), utilizzando il carbone.

La centrale termoelettrica, realizzata nel 1980 e alimentata per decenni a olio combustibile, è stata la più inquinante d’Italia per un lungo periodo. Si trova nel cuore di una delle zone più belle e fragili del Paese, che potrebbe conoscere uno sviluppo economico autonomo attraverso il turismo, l’agricoltura di qualità e la pesca, mai cresciute pienamente per il blocco rappresentato dalla centrale ENEL.

Dal 2005, per evitare ulteriori disastri, la centrale funziona al minimo e nel marzo scorso amministratori e dirigenti dell’ENEL sono stati condannati in via definitiva per le emissioni inquinanti dell’impianto.

Non solo: a pochi chilometri dalla centrale è stato costruito nel 2009 il più grande rigassificatore del mondo offshore con l’obiettivo, previsto nei patti territoriali sottoscritti anche da ENEL, da Edison, dagli amministratori locali e dai sindacati, di alimentare la centrale a gas metano, cosa che l’ENEL ha disconosciuto senza che praticamente si levasse voce, da parte degli altri sottoscrittori, a richiamare al rispetto degli accordi.

La lezione di questi anni non è evidentemente bastata: la lobby del nucleare, sconfitta dal voto di ventisette milioni di cittadini nel referendum del giugno scorso, vuole riciclare i propri affari nel ritorno ai combustibili fossili.

MA IL CARBONE PULITO NON ESISTE: riavviare con questo combustibile la centrale di Porto Tolle significherebbe immettere in atmosfera tonnellate di anidride carbonica, di polveri sottili, di zolfo e di altri componenti inquinanti, micidiali per la salute umana e l’ambiente.

Significherebbe negare un futuro di sviluppo pulito e sostenibile per il Delta, il Polesine e tutto il Veneto.

BASTA INQUINAMENTO

BASTA COMBUSTIBILI FOSSILI

FERMIAMO L’ENEL

SI’ ALLE ENERGIE RINNOVABILI

DIFENDIAMO IL PARCO DEL DELTA

 

Comitati antinucleari del Veneto verso il FORUM PER L’ENERGIA

Rete polesana dei Comitati per la difesa della salute e dell’ambiente

Bookmark and Share

Gallery