Pesaro - Sigilli allo Spazio Popolare MalArlevèt

Presidio sotto il palazzo comunale. Mercoledì 18/01 assemblea pubblica

17 / 1 / 2017

17.01 - Come le catene si spezzano, i sigilli si infrangono!

- Aggiornamenti dal presidio sotto il comune

Ieri mattina ci siamo presentati sotto il palazzo del Comune di Pesaro per avere spiegazioni e risposte riguardo la chiusura dello Spazio Popolare. Quello che abbiamo trovato è stato un palazzo vuoto.

Nascondendosi dietro polizia, carabinieri e un responsabile tecnico, i referenti politici non hanno dato una risposta, soltanto vaghe promesse, di cui conosciamo bene le logiche. Esse sono usate solitamente per lasciare trascorrere il tempo, che fa scemare l’attenzione nel dibattito pubblico, credendo così di porre fine all’esperienza di autogestione e di cittadinanza attiva in città. Abbiamo potuto avere un confronto solo con la dirigente comunale Paola Nonni, che ci ha comunicato che è ancora da individuare un referente politico con cui confrontarci.

In realtà di referenti politici ce ne sono, e non sono da individuare come ci dicono. Il sindaco Matteo Ricci, tutta la sua giunta e nello specifico l’assessore alle politiche giovanili Mila Della Dora. Questo è un infimo attacco politico, dimostrato dal fatto che è stato illegittimamente sigillato uno spazio di attivismo e lotta. La loro scusa non regge. Le chiavi sono state consegnate da una persona della gestione precedente alla nostra, senza alcuna legittimità, e non da un referente dell’associazione che attualmente risiede e ha la gestione dello Spazio. Tutta questa situazione è assurda e il comportamento del Comune è inaccettabile perché stando ai documenti già consegnati in passato l’amministrazione sapeva bene a chi avrebbe dovuto rivolgersi.

Viene usata la scusa dei problemi strutturali per arrivare all’eliminazione dell’unico spazio di socialità e politica dal basso in città. Ci è stato dichiarato dalla Nonni che il Comune è interessato alle attività svolte dallo spazio ma stando ai fatti da sabato mattina ci hanno impedito di portarle avanti. Oltre a questo, non informandoci dei sigilli ci hanno impedito di usufruire del nostro materiale. 

Quello che pensiamo è che abbiano smesso di accettare la critica e il dissenso prodotti dai vari comitati che in quel luogo hanno trovato sempre il benvenuto, magari proprio perché escono dalle logiche del partito che da sempre amministra la città. L’amministrazione PD in un tempismo tremendo chiude gli spazi agli antifascisti e lascia simultaneamente l’agibilità politica a realtà come Casapound, dichiaratamente neofascista. Dovete assumervi le responsabilità delle vostre azioni. Chiediamo che ci vengano restituite le chiavi dello Spazio per riprendere subito le nostre attività, chiediamo risposte e un confronto politico-sociale pubblico da cui escano concrete soluzioni entro e non oltre tre giorni, quindi entro e non oltre giovedì 19. 

Chiamiamo una seconda assemblea pubblica mercoledì 18 gennaio alla biblioteca delle Cinque Torri alle ore 21:00.

GIU’ LE MANI DAL MALARLEVET!

15.01 -  Giù le mani dallo Spazio Popolare Malarlevèt!

Sabato mattina al nostro arrivo per la raccolta di generi di prima necessità per le popolazioni terremotate, che da agosto portiamo avanti in collaborazione con le Brigate di Solidarietà Attiva, abbiamo trovato il nostro spazio sbarrato con sigilli amministrativi e con sostituzione di tutte le serrature che ci hanno impedito di svolgere la nostra attività.

Riteniamo questo gesto grave e vigliacco dal momento che siamo l’associazione che attualmente da Pesaro sta continuando a portare beni primari e non si è dimenticata delle popolazioni terremotate.

Questo è solo uno dei tanti progetti che stiamo portando avanti in questo spazio, che nei suoi 34 anni è stato attraversato da diversi collettivi e associazioni raccogliendo partecipazione e sensibilità da parte di tutti e tutte; per ricordare alcune delle attività e progetti portate avanti dal collettivo in questi ultimi anni ci sono: 

comitato per il No sociale al referendum costituzionale, sostegno alla Carovana per Salonicco e sostegno periodico a favore dei rifugiati bloccati in Grecia, comitato Trivelle Zero contro le trivellazioni in mare Adriatico, comitato di solidarietà internazionale per il popolo palestinese assediato a Gaza, collaborazione con i No Tav in Val di Susa, comitato No Expo cittadino, sportello di lotta per la casa, corsi di lingua inglese e araba, palestra popolare, collaborazioni con le associazioni peruviane locali, qualificazione della spiaggia libera, riqualificazione del giardino di quartiere intitolato a Vittorio Arrigoni, sostegno e solidarietà a progetti di crowdfunding, collettivi studenteschi, aula studio, laboratorio di riciclo, "Oltremercato" mercato contadino e di autoproduttori, cineforum, laboratori musicali, aula studio, Festival Antirazzisti, sostegno agli operai del territorio, presentazione di libri autoprodotti, corso di teatro popolare, spettacoli teatrali…

La chiusura dell’unico spazio sociale attualmente aperto ed attivo in città ci suscita qualche domanda: quale sia il motivo che ha portato l’amministrazione a sottrarci il luogo dove da più di trent’anni si porta avanti iniziative politiche, culturali e sociali organizzate autonomamente da giovani che si mettono in gioco per costruire un modo diverso di stare insieme e per lottare per i propri diritti?; perché proprio ora, in un momento di effettivo fermento, si sia deciso di serrare le porte di questo spazio senza cercare un dialogo con le realtà che lo attraversano?

Un luogo che da anni è culla del dissenso in una città totalmente egemonizzata dal Partito Democratico sicuramente può essere scomodo e possiamo ben comprendere le ragioni della giunta "democratica", ma la modalità con cui è stata eseguita la requisizione dello stabile è stata a dir poco infima e per questo pretendiamo spiegazioni.

Da ormai quattro mesi l’ufficio tecnico del Comune aveva richiesto un sopralluogo dello stabile con il fine di decretare l’inagibilità dello stesso (senza considerare che nel verbale di assegnazione è scritto nero su bianco che le spese di manutenzione dello stabile sono a carico del Comune, che lo ha tuttavia lasciato in abbandono) che però sono sempre state rimandate al mittente richiedendo un dialogo ed eventualmente una trattativa per la individuazione di uno spazio alternativo dove continuare le nostre attività.

Di fronte a noi tuttavia non abbiamo trovato nessuno disposto al dialogo, fino a che venerdì’ mattina sono stati posti i sigilli.

Apprendiamo infatti che la Questura, e non il Comune (occorre sottolinearlo), ha ottenuto la riconsegna delle chiavi da parte di un soggetto che transitava per lo spazio senza tuttavia partecipare alle iniziative, ai progetti e alla gestione, consegna che non ci rimane difficile pensare che sia stata ottenuta tramite pressioni e la minaccia di ripercussioni legali personali.

Non sappiamo se dietro la scelta di sgomberare lo Spazio Popolare si celi una mossa clientelare (ricordiamo che il Centro Sociale asilo G. Macchinz nel 2012 ha spinto prepotentemente insieme alla giunta per farci spostare in un altro stabile e ottenerne il comodato d’uso, circolo che guarda caso è culla dell’elettorato PD) ma questa operazione rimane in ogni caso ai nostri occhi subdola ed infame.

In tutto il Paese ogni giorno assistiamo alla chiusura di spazi di aggregazione e politiche dal basso. Come se chiudendo spazi, si liberassero del malcontento generale e dal degrado delle loro politiche.

Il PD, mentre continua a smantellare lo Stato Sociale, rende chiara la propria posizione antipopolare e la linea politica a danno delle fasce sociali più deboli. Chi si organizza per resistere a tutto questo viene spazzato via.

Fa scomodo avere nella propria città chi risponde a questa “violenza sociale” contro le direttive del “Partito della Nazione”, scomoda è l’esistenza di persone che hanno voci fuori dalla narrazione dominante sulle politiche di lacrime e sangue proposte da questo governo e riproposte sul locale dallo stesso partito.

Lunedì 16 gennaio ore 12:00 presidio sotto il Comune in piazza del Popolo, Pesaro

Alle ore 18:00 assemblea pubblica sotto il Comune in piazza del Popolo, Pesaro

I vostri sigilli non fermeranno le nostre lotte!

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