Perugia - «Come prima, piu' di prima, lotterò». L'ultimo concerto del centro sociale ex-Mattatoio

23 / 12 / 2016

E' difficile dimenticare la prima volta, quella lunga corsa in autobus con gli occhi puntati sulla strada, perchè chissà qual è la fermata. Poi eccolo lì, entro, brevi saluti e presentazioni e poi subito un martello in mano e la frase «inizia a montare i vetri più piccoli, i chiodi sono là». Da allora il centro sociale Ex-Mattatoio diventa il centro di un piccolo mondo fatto di compagni e compagne ed esperienze che ormai fanno parte di me.

Sarà difficile, forse ancor di più, dimenticare  quest'ultima serata. I fumogeni dentro la sala, i continui abbracci ubriachi dietro il bancone e tutta quella gente che continuava a chiedere se fosse uno scherzo, magari un modo un po' stronzo di pubblicizzare la serata.

Invece no, lasciamo l'Ex-Mattatoio perché cacciati, costretti dal ricatto e dall'indebitamento di una parte della città (quella del potere e della "sicurezza") che dopo ben 16 lunghi anni pensa di essersi disfatta di quelle migliaia di persone che in tutto questo tempo hanno attraversato, vissuto, amato il centro sociale.

Durante la serata appare uno striscione portato dai compagni con scritto "nelle strade ci troverete", e così sarà. Ci troveranno nelle piazze, per le vie per opporre al vigliacco tentativo di eliminare ogni forma di organizzazione dal basso la nostra idea di una società meticcia, queer e antifascista.

Che io ricordi, mai serata è iniziata più puntuale. La gente ha iniziato ad affluire fin da subito, incoraggiata sicuramente dalla line-up, forse una delle migliori di sempre, e Via della Valtiera 23 torna per l'ennesima volta ad essere la bocca dell'inferno (vecchia storia di buche e lavori, tanto per cambiare).

Tanti i gruppi sul palco, volti storici riuniti per quest'ultimo grande appuntamento, gruppi provenienti da diverse parti d'Italia e locali che continuano con coraggio a portare avanti quel genere, metal e hardcore, che ha sempre visto nel centro sociale una tappa fondamentale. L'augurio è sempre lo stesso, tornare a suonare, divertirsi, ubriacarsi per  altre mille serate come questa, serate che non hanno solo un valore simbolico ma che fanno concretamente capire l'importanza degli spazi sociali, luoghi d'incontro, di scambio di idee e di emozioni, lontani anni luce da quell'idea dominante del consumo e della merce.

L'essere entrato in un collettivo per la prima volta subito dopo il declino delle grandi mobilitazioni studentesche mi ha abituato in qualche modo a vivere ed affrontare i momenti difficili, ma mai alla sconfitta. Mai potremmo vedere in questo ultimo concerto una sconfitta, noi compagn* che sempre sappiamo rialzarci, lottare come una duna che, sebbene sempre scossa dal vento, resta solida e compatta.

Dal microfono, tra un cambio palco ed un altro, arrivano parole importanti: possono sgomberarci, indebitarci ma mai nessuno potrà scalfire la nostra passione. Noi, i molti che eravamo lì, anche in questo momento difficile, abbiamo già vinto, è solo questione di tempo.

La serata continua martellante e i ricordi si fanno sempre più incerti. Qualche foto mi ricorda dei fumogeni che hanno intossicato mezza sala, un momento di nostalgia mi ricorda che quello schifo non toccherà più pulirlo, ma tant'è.

Da domani siamo già a lavoro. #PerugiaNonSiVende, Refugees Welcome, la città, e altri mille progetti. Abbiamo tanto da fare e questo non è altro che un ramo di traverso nel nostro costante cammino.

Bisogna ora più che mai contrastare l'avanzata di questo capitalismo sfrenato che produce povertà e mercificazione, paura e sottomissione. Alle loro passioni tristi dobbiamo opporci con la nostra gioia rivoluzionaria, a testa alta.

Ed è quello che faremo, come prima, più di prima.

Hasta siempre Mattatoio

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