Lo sciopero di una generazione precaria

Parma - Si scrive sciopero si urla democrazia

Verso lo sciopero generale del 6 maggio

8 / 4 / 2011

Atteso e a lungo invocato da tutti coloro che in questi mesi hanno riempito le piazze di tutta Italia finalmente questo sciopero generale sembra prendere forma. Dagli studenti ai metalmeccanici, dai precari ai migranti, chi vuole l’acqua pubblica, chi pensa che l’alternativa energetica sia oltre il nucleare, chi percepisce la questione di genere come una ferita aperta e chi ha detto NO aGheddafi e alla guerra. Invocato da centinaia di migliaia di corpi che hanno scelto di stare attivamente nelle piazze spesso in modo colorato, talvolta creando momenti di rottura, di indignazione. Quegli stessi corpi che hanno condiviso le strade delle metropoli, in momenti diversi o nello stesso, che hanno saputo trovare spazi comuni realizzando che tra le lotte contro il ddl Gelmini e quelle degli operai/ie della Fiat, tra la battaglia per la dignità delle donne o per la difesa dei beni comuni ambientali, tra quella per il diritto a potere andarsene dal proprio paese e quella per dire no alla guerra non c’è differenza.

Precarietà
è questo quello che ci accumuna. Non solo come questione lavorativa generazionale, ma come questione biologica. Mirafiori ci ha insegnato che il confine tra lavoro garantito e lavoro non garantito è abbatutto. Precarietà è essere avvelenati dalla gestione ambientale territoriale, precarietà è difficoltà di accesso a servizi, comunicazione e mobilità, problematicità nell’accesso al diritto. Precarietà è stendere tappeti rossi in onore del primo dittatore che passa in penisola perché si porta dietro taniche di greggio e poi bombardare i nostri fratelli e le nostre sorelle al di la del mediterraneo.

LA PRECARIETà è UN RICATTO!

Per questo, perchè a essere precarizzata è la nostra stessa vita messa in produzione 24 ore al giorno che non ci accontenteremo di 4 ore, che non ce ne basteranno 8 ma le forme, i tempi e gli spazi di questo sciopero saranno decisi dai nostri stessi ritmi biologici.

SI SCRIVE SCIOPERO SI URLA DEMOCRAZIA

Il 6 maggio andremo oltre la semplice sfilata antiberlusconiana per scendere in una piazza meticcia e conflittuale, dove possano coesistere rivendicazioni istanze progettualità e parzialità di ognuno dei corpi che la comporrà.

La sfida è oltre la giornata dello sciopero, è costruire alternativa, insieme.

RECLAMIAMO REDDITO, DIRITTI, WELFARE, DEMOCRAZIA, AMBIENTE, UGUAGLIANZA, DIGNITà, PACE, CULTURA

COSTRUIAMO FUTURO

6 MAGGIO SCIOPERO GENERALE

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