Parma - Sgomberato il palazzo di via Bengasi occupato nel 2010 da 60 persone senza casa

Dopo una trattativa tra la Rete Diritti in Casa e il Comune si ottiene una soluzione temporanea per tutti gli occupanti, in attesa di una sistemazione definitiva

15 / 3 / 2012

Ibrahim. 22 anni. Un passato ingiusto, segnato dal regime di Ben Alì in Tunisia, dalla traversata del Mediterraneo su un barcone di fortuna affondato causando la morte di molti suoi compagni, dalla detenzione a Lampedusa e dall'ultimo anno trascorso a dormire sui marciapiedi di Parma, abbandonato dalle istituzioni che avrebbero dovuto garantirgli un'accoglienza degna, privato di qualsiasi diritto. Tutto ciò che un ragazzo così giovane non avrebbe dovuto vivere sulla propria pelle. Quella di Ibrahim purtroppo è la storia che tante e tanti ci raccontano, non è un caso isolato. E' la condizione a cui il nostro governo ha relegato da anni la maggiorparte di coloro che arrivano in Italia con la speranza di trovare un paese civile e solidale.

Ibrahim è il ragazzo che alle 8 di ieri mattina, al'arrivo delle forze di polizia, si è arrampicato sul tetto di via Bengasi, al fine di  ritardare lo sgombero dell'edificio, occupato dal 2010 da 60 persone in emergenza abitativa, completamente escluse da qualsiasi forma di welfare pubblico. La stampa lo ha definito un gesto di disperazione, si, ma soprattutto di tanta rabbia, aggiungeremmo noi attivisti della rete diritti in casa che, da troppo tempo, assistiamo alla progressiva disgregazione dei servizi sociali e delle politiche abitative cittadine.

Ibrahim è sceso dal tetto a mezzogiorno, al termine delle trattative che la Rete Diritti in Casa ha svolto in Comune, ottenendo che nessuno degli occupanti finisse in strada. All'unica famiglia presente nella struttura è stata garantita l'accoglienza in un ostello, fino a venerdì, data in cui saranno pubblicate le graduatorie per la casa d'emergenza. A tutti i singles invece sono stati garantiti i pasti e l'alloggio nei dormitori gestiti dalla Caritas, in attesa di una sistemazione definitiva.

A nostro avviso si tratta di briciole che il Comune elargisce, invece di sviluppare politiche di accoglienza reali e durature. Per questo motivo continueremo a monitorare la situazione affinchè gli impegni presi siano rispettati e ampliati.

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Sgombero del palazzo di via Bengasi