Casa, reddito, dignità

Parma - Senza casa non ci sto!

Sei famiglie, supportate dalla Rete diritti in casa, occupano una palazzina abbandonata in Oltretorrente.

20 / 11 / 2011

Sabato 19 novembre alle 8 del mattino, sei famiglie in emergenza abitativa, a causa della disoccupazione, degli sfratti per morosità e dell'inesistenza di politiche sociali pubbliche, insieme agli attivisti della Rete diritti in casa, hanno ridato vita ad una bellissima palazzina di tre piani, abbandonata da diversi anni, in pieno centro città. Il palazzo, che si affaccia sulla piazza tra borgo Poi e via Imbriani, appena riqualificata dalla scorsa amministrazione, versa in un grave stato di abbandono, nonostante sia in ottime condizioni strutturali e impiantistiche. L'ultimo calendario rinvenuto risale al 1999. Invece il piano terra del palazzo, dotato di una vetrina che si affaccia sulla piazza, è stato usato qualche anno fa da Villani, coordinatore provinciale del Pdl, per la campagna elettorale. Sembra che la proprietà sia di un'agenzia immobiliare fallita.

Ebbene, mai condizione peggiore di questa da sovvertire e trasformare: la proposta che la Rete diritti in casa fa alla città, e in particolare al quartiere Oltretorrente, è che al posto della speculazione immobiliare che consente alle agenzie immobiliari di tenere case sfitte in centro città, sei famiglie trovino un tetto e un luogo dignitoso per vivere; e al posto di una  vetrina pubblicitaria del partito che ha mandato in rovina la città ducale e l'Italia intera, attraverso una politica corrotta e criminale, asservita alla dittatura finanziaria e agli interessi privati, del profitto e della rendita, nasca uno spazio aperto, pubblico e comune, di discussione e di elaborazione di idee e progetti di uscita dalla crisi: un luogo in cui i cittadini si possano confrontare liberamente sulle problematicità riguardanti le politiche abitative e sociali, per elaborare insieme un nuovo terreno di conflitto e proposta.

Borgo Poi 4

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Leggi il comunicato distribuito ai passanti:

La crisi colpisce duro e indistintamente. Basta un po’ di sfortuna e di punto in bianco ci si può trovare senza quel minimo di garanzie sociali e di benessere che consentono di passare una vita serena.
Se ne stanno accorgendo sempre di più i giovani, cui è negato ogni prospettiva di futuro, i migranti che sono l’anello più debole della catena perché ricattati a tutti i livelli, ma la crisi comincia a colpire duro anche tanti soggetti e famiglie italiane, anche i parmigiani.
Gli sfratti sono uno degli indicatori più chiari del fatto che la crisi è profonda: sono principalmente sfratti per morosità di chi non ce la fa più perché il reddito è poco e gli affitti sono esorbitanti, grazie alla fiducia che i nostri governanti hanno riposto nel mercato.
Oggi sei famiglie con bambini in tenerissima età sono costrette a riprendersi da sole quello che sia il mercato che il pubblico continuano a negare loro, cioè l’accesso ad un alloggio commisurato al loro reddito. Si tratta di famiglie che hanno subito lo sfratto a causa di difficoltà economiche subentrate in seguito alla perdita del lavoro o perché l’impiego lavorativo che hanno non consente di sostenere i prezzi astronomici degli affitti. Dopo lo sfratto è stato loro offerto solo la divisione della famiglia, con la possibilità di dare assistenza solo alle madri con figli minori. Oggi hanno occupato alloggi lasciati da anni vuoti a favore della speculazione. Lo hanno fatto per vivere, perché dopo lo sfratto sono stati costretti a trovare rifugio in auto o in catapecchie o ospiti temporanei da amici o in
albergo a proprie spese (2500 euro al mese).
La mancata risposta alle naturali esigenze sociali e umane farà sì che sempre più spesso le persone, per un normalissimo istinto di vita si riprendano ciò che spetta loro.

Noi saremo al loro fianco.
Parma è una città troppo spesso ritenuta erroneamente un modello esemplare di welfare: per quel che riguarda le politiche abitative si sono seguiti nel tempo annunci eclatanti di interventi che vengono esaltati come risolutivi dell’emergenza (Parmabitare, Casadesso, Social House ecc).
Niente di meno vero. I 500 sfratti del 2011, quasi tutti per morosità, cui vanno aggiunte le esecuzioni immobiliari per chi non riesce a pagare il mutuo, dovrebbero far intraprendere provvedimenti d’urgenza come il blocco degli sfratti, la requisizione di alloggi sfitti da anni, una tassazione seria sulla grande proprietà immobiliare.
Niente di tutto questo. In realtà potrà essere solo la mobilitazione diffusa, radicale e costante ad imporre dei cambiamenti drastici dell’esistente e recuperare il diritto all’abitare oggi negato a troppi.

RETE DIRITTI IN CASA PARMA

Sportello informativo per il diritto all’abitare tutti i martedì dalle 18:30
presso la Casa Cantoniera in Via Mantova 24 a Parma.

mail: dirittincasa@yahoo.it

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