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Parma - La "casta" di Iren

Viaggio nel cda della multiutility "rossa": tra privatizzazione delle risorse pubbliche e complicità a 5 stelle.

27 / 5 / 2013

Pubblichiamo di seguito l’elenco dei componenti del cda della potente multiutility Iren che oggi gestisce, sui territori di Parma, Reggio Emilia, Piacenza, Genova e Torino le nostre risorse comuni ( energia, acqua e rifiuti). Iren S.p.a. è la responsabile delle gestione di tali beni in una forma privatistica, mirata esclusivamente al profitto.

Riteniamo sia giusto svelare i nomi, e con essi gli interessi che legano indissolubilmente i vertici di questa azienda allo scambio di poltrone tra partiti politici (pd e pdl). Non possiamo ignorare il fatto che il movimento 5 stelle a Parma , che in campagna elettorale aveva sferrato un forte attacco ad Iren e alla gestione privata delle risorse comuni, oggi ne stia legittimando l’esistenza a tal punto da pretenderne, in accordo con il pd, la vicepresidenza.

Due anni fa (Giugno 2011) un referendum aveva sancito l’incompatibilità tra interessi privati e i beni comuni.

Oggi l’esistenza di Iren (s.p.a. a maggioranza pubblica) rappresenta l’emblema della mancata applicazione della sovranità popolare espressa attraverso quel voto.

 

Iren è frutto della fusione tra enti gestori delle risorse territoriali (una volta pubblici poi diventati privati), in province e comuni amministrati da esponenti del Partito Democratico o dei partiti a esso precedenti (ds,pds). Iren, dunque, è a tutti gli effetti un’emanazione del Pd. Dato, questo, che provoca ben poco stupore rispetto al Partito Democratico, da sempre coerente con la gestione privata delle risorse.

 

Ciò che ci stupisce è la resa del movimento 5 stelle ed il tradimento della volontà popolare espressa nel referendum del 2011. Dopo l’esito del referendum, il Pd era salito sul treno dei vincitori, tatticamente, per raccoglierne i consensi. Invece, il movimento 5 stelle si era proclamato soggetto del cambiamento, capace, ci aveva raccontato, di ribaltare i rapporti tra privato e pubblico a favore del secondo.

Dopo un anno di governo di questa città, ci sentiamo di dire che ha solamente illuso i suoi elettori, che in buona parte l’avevano votato per superare il meccanismo di gestione privata e clientelare della democrazia e delle risorse.

Oggi il movimento 5 stelle è responsabile del mantenimento di tali poteri e quindi compartecipe della privatizzazione dei beni comuni.

Sarà possibile notare, scorrendo i nomi del cda di Iren, che i soggetti al timone dell’azienda sono noti perché ai vertici delle maggiori imprese private (banche, finanziarie o multinazionali) nonchè, in alcuni casi, membri dei precedenti governi del nostro Paese.

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Roberto Bazzano –presidente esecutivo-

  Guadagna 500 mila euro all’anno e lo aspetta una buonuscita di 1,5 milioni di euro. In più percepisce anche 50 mila euro da Federutility , controllata da Iren. Ha attribuito incarichi allo studio legale internazionale Freshfields Bruckhaus Deringer Llp di cui il figlio di Bazzano, l’avvocato Enrico, è socio. Lo studio legale in questione avrebbe seguito il progetto Olt per la costruzione di una piattaforma rigassificatrice al largo di Livorno, e le vicende Sinit (Sinergie Italiane) partecipata di Iren Mercato, ora in liquidazione per un deficit di 92 milioni

Francesco Profumo-il candidato più papabile per la nuova presidenza-

Presidente della Prima Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino dal2003 al 2005; dal 1º ottobre 2005 assume la carica di Rettore. Il suo rettorato è stato caratterizzato da una forte spinta verso la collaborazione con diverse aziende internazionali (come General Motors, Microsoft e Motorola).

È attualmente Presidente di Columbus, del Forum Torino e del Panel 09 del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) del MIUR. Già membro del Consiglio di Amministrazione di Reply, di FIDIA S.p.A., Unicredit Private Bank, il 12 aprile 2011 è stato nominato membro del Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia. Svolge inoltre ruoli di Consigliere per Il Sole 24 Ore e di Pirelli & C.; è membro del comitato di indirizzo di Italianieuropei. Il 16 novembre 2011 è stato nominato ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca del governo Monti.

Lorenzo Bagnacani- nominato da movimento 5 stelle di Parma vice presidente- 

Dal 2008 è amministratore delegato di Greenvision Ambiente Photo Solar srl, azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili, specializzata in impianti fotovoltaici industriali. Dal 2011 è anche amministratore delegato di Ladurner Energy srl, una Esco (Energy Service Company). Dal 2012 è amministratore unico di Idecom srl. Per cinque anni, dal dicembre del 2003 al giugno del 2008, ha ricoperto il ruolo di capo progetto nella direzione risorse umane della banca Credito Emiliano (Credem) per conto della direzione centrale di Reggio Emilia. In precedenza aveva ricoperto diversi ruoli nel settore bancario, sempre presso il Credito Emiliano (product manager dei servizi telematici alle imprese).

Roberto Garbati -Amministratore delegato-

Amministratore Delegato di IRIDE S.p.A. (dal 31/10/2006), Amministratore Delegato e Direttore Generale di IRIDE Energia S.p.A., Amministratore Delegato di IRIDE Servizi S.p.A , Presidente di AES Torino (dal 9/6/2006). In ambito UNIPEDE (Unione Internazionale produttori e Distributori di Energia Elettrica), l’ing. Garbati ha partecipato ai lavori del Comitato di Studio “Idraulica ed altre Energie Rinnovabili” e del Gruppo permanente “Prevenzione e Sicurezza”. In FederUtility (Federazione delle Imprese Energetiche e Idriche), è membro del Comitato di Presidenza, del Consiglio Direttivo e della Commissione Permanente Elettricità. Da luglio 2008 è membro del Consiglio Direttivo dell’Unione Industriale di Torino. Da gennaio 2009 è membro della Giunta di Confservizi Piemonte. Nella galassia Iren non c’è un posto per un solo Garbati, ma per due dirigenti con questo cognome. Sono due fratelli: Roberto è amministratore delegato di Iren, Giuseppe invece ricopre un incarico nella società Valle Dora Energia srl, in cui Iren è socio di maggioranza relativa con il 49% delle azioni. Nel recente passato, prima della nascita di Iren, Giuseppe Garbati è stato indicato come dirigente dell’area idroelettrica di Iride Energia.

Andrea Viero -direttore generale nominato da Del Rio (Partito Democratico)-

condannato per ben due volte dalla Corte dei conti per danno erariale. Da luglio 2010 ricopre il ruolo di Direttore Generale e membro del Comitato Esecutivo di Iren S.p.A. È inoltre Amministratore Delegato di Iren Emilia ed Iren Ambiente, controllate al 100% da Iren S.p.A. Tra le altre cariche ricoperte: Consigliere di Amministrazione di Edison SpA, Membro del Comitato Direttivo di Delmi SpA, Consigliere di Amministrazione di Transalpina di Energia Srl sino al perfezionamento dell’operazione di cessione di Edison ad EDF e acquisizione, con A2A, di Edipower. E’ inoltre Amministrotore Delgato di TRM, dopo che la società, che detiene la proprietà del Termovalorizzatore di Torino, è stata acquisita in joint venture con F2i. Continua a svolgere attività di formazione con la SDA e l’Università Bocconi.

Franco Amato -amministratore nominato dal Partito della Libertà-

Ex giovane segretario del Psi torinese, poi diventato potente direttore nella Regione Piemonte ai tempi della presidenza di Enzo Ghigo (erano lui e l’ altra ex socialista Carla Spagnuolo i due consiglieri politici più ascoltati dal governatore azzurro), Amato lasciò piazza Castello dopo l’ elezione di Mercedes Bresso nonostante il centrosinistra gli avesse chiesto di rimanere. Preferì accettare l’ offerta di Pininfarina che lo voleva alla direzione Comunicazione e Immagine.

Paolo Cantarella -amministratore nominato da Chiamparino (Partito Democratico)

Ha iniziato a lavorare in aziende torinesi operanti nel settore della componentistica per auto con l’incarico di direttore generale. Entra in Fiat nel 1977 nel settore Componenti Automobilistici. All’inizio con il ruolo di assistente del capo settore, successivamente con diversi incarichi operativi di tipo tecnico e commerciale. Nel 1980 è nominato assistente dell’amministratore delegato della Fiat SpA. Contemporaneamente dirige il coordinamento industriale intersettoriale del Gruppo. Nel 1983 è nominato amministratore delegato di Comau SpA, società del Gruppo Fiat che opera nel settore dei mezzi e sistemi di produzione. Nel 1989 assume la responsabilità della Direzione Approvvigionamento e Distribuzione di Fiat Auto. Nel 1990 è nominato direttore generale di Fiat Auto e alla fine dell’anno amministratore delegato e responsabile del settore Automobili del Gruppo Fiat. Il 28 febbraio 1996 assume l’incarico di amministratore delegato della Fiat SpA, che lascia nel giugno 2002. Dal 2000 al 2001 è stato presidente dell’ACEA (European Automobile Manufacturers Association). Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione di TOROC (Olimpiadi di Torino 2006). È consigliere di IREN SpA, Finmeccanica e del Teatro Regio di Torino; è membro dell’Advisory Board di Mandarin Capital Partners, è operating partner di Advent International, un fondo di private equity. E’ stato artefice della diversificazione del Lingotto nel ricco business dell’energia con la conquista del gruppo Montedison.

Alberto Clò –amministratore nominato dal Partito Democratico-

Docente universitario di economia (dal 2006 è professore Straordinario in Economia industriale ed Economia dei servizi pubblici presso l’Università di Bologna) ed esperto di politiche energetiche, è stato Ministro dell’industria, commercio ed artigianato nel Governo Dini. Fa parte del Consiglio d’amministrazione di Atlantia. Noto alla cronaca per aver “ospitato” nella sua casa di campagna nel 1978 la discussa seduta spiritica a cui parteciparono Romano Prodi e Mario Baldassarri (oltre al fratello di Clò) dove venne rivelato il nome “Gradoli” dove sarebbe stato tenuto prigioniero Aldo Moro. Furono mandati Carabinieri ed esercito a rastrellare il comune di Gradoli senza risultati. Si ritiene che Moro o i suoi rapitori potessero essere stati per un periodo in un appartamento a Roma in Via Gradoli che si scoprì successivamente essere usato dalle Br. È consigliere di Atlantia, Eni, Italcementi, ASM Brescia e De’ Longhi.

Marco Elefanti-amministratore-

Il prof. Marco Elefanti direttore amministrativo dell’Ateneo Università Cattolica del Sacro Cuore dal 1° gennaio 2011. Una delle università private più importanti d’Italia legata alla rete di affari della Chiesa.

Carla Patrizia Ferrari-amministratore-

E’ Amministratore Delegato di EQUITER (già FIN.OPI) dal 2002.Laureata In Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Genova, entra a far parte del Gruppo Bancario San Paolo di Torino nel 1987 come “Responsabile dell’Osservatorio Economico del Servizio Studi” della filiale di Francoforte. Nel 1999 diventa Direttore Generale di Sinloc, finanziaria di partecipazioni della Compagnia di SanPaolo, e dal 2000 al 2007 ricopre anche la carica di Amministratore Delegato. Dal 2004 al 2007 è Responsabile della Direzione “Enti e Aziende Pubbliche” del Gruppo Sanpaolo IMI. Dal 2004 al 2006 ricopre la carica di Direttore Generale di Banca OPI (Gruppo Intesa Sanpaolo) e dal 2006 al 2007 quella di Amministratore Delegato. Dal 2003 al 2007 è Vice Presidente di Finpiemonte S.p.A., Istituto Finanziario Regionale Piemontese. Dal 2006 al 2010 è membro del Consiglio di Amministrazione di IREN, società nata nel 2010 dalla fusione tra IRIDE ed ENIA. Attualmente è membro del Consiglio di Amministrazione di Ambienta Sgr dal 2008.

Ernesto Lavatelli-amministratore nominato da Marta Vincenzi (Partito Democratico)-

  E’ il titolare dello Studio Legale Lavatelli, è considerato in quota a Marta Vincenzi attraverso la società di Ingegneria del marito di cui è Consulente Legale. E’ anche nel Consiglio della Fondazione Teatro Carlo Felice. E’ associato al suo studio il membro del PD Avv. Alessandro Arvigo.

Ettore rocchi-amministratore-

Dal 1997 al 2002 è stato membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Dal 1995 al 1997 è stato membro della Commissione Amministratrice di A.M.C.M., azienda municipalizzata gas, acqua ed elettricità del Comune di Modena. Dal 1997 al 2003 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di Meta S.p.A., azienda energetica e ambientale al tempo operante in 23 Comuni della provincia di Modena. Dal 2001 al 2004 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di Metasviluppo S.r.l., società controllata da Meta S.pA. per la vendita di energia sul mercato libero. Dal 2003 al 2005 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di TESA – Territorio Energia Sviluppo e Ambiente, azienda energetica e ambientale del Comune di Piacenza, operante anche in diverse altre aree della provincia.Dal 2003 al 2005 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione di EFESTO S.p.A., società operante nel campo energetico e ambientale del Gruppo AGAC di Reggio Emilia. Dal 2005 al 2007 è stato membro del Consiglio di Amministrazione di ACQUAENNA S.p.A., società operante nel campo idrico e ambientale del Gruppo Enìa S.p.A. di Parma. Dal 2004 è membro del Consiglio di Amministrazione di Progeo Mangimi S.p.A., società del settore mangimistico e della nutrizione animale del Gruppo Progeo Soc. Coop.Agr. di Reggio Emilia. Dal 2005 è membro del Consiglio di Amministrazione di Parmareggio S.p.A., società del Gruppo Granterre/Unigrana di Modena leader nel mercato nazionale del ParmigianoReggiano. Dal 2007 è Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enìa Energia S.p.A.,società operante nel campo energetico del Gruppo Enìa S.p.A. di Parma.

Alcide Rosina-amministratore-

Dal 1965 al 1984 ha rivestito la carica di amministratore delegato della Navigazione Alta Italia (NAI), società quotata in borsa e leader nazionale nel settore dei trasporti di carichi petroliferi. Dal 1984 è stato amministratore delegato del gruppo Finmare, la finanziaria dell’Iri proprietaria di tutta la flotta pubblica nazionale, di cui ha guidato la ristrutturazione, operazione propedeutica alla successiva privatizzazione, e ha avviato il primo grande progetto per le “autostrade del mare”, teso al trasferimento su navi di un’importante aliquota dei trasporti su gomma. Lasciata per propria decisione la Finmare, è dal 1994 presidente di Premuda SpA in cui detiene la posizione di azionista di controllo relativo. Premuda, gruppo armatoriale fondato a Trieste nel 1907 e quotato in Borsa dal 1918, dispone di un’importante flotta per un totale di oltre 2 milioni di tonnellate, principalmente orientata al trasporto dei carichi liquidi e delle grandi rinfuse secche (minerali, carbone, grano); tra queste navi spiccano due unità da 115.000 tonnellate idonee alla navigazione nei ghiacci dell’Artico. Nel 2003 il gruppo è entrato nel settore dell’off-shore, realizzando un’unità FPSO da 81.000 tonnellate che estrae greggio da un campo marino in Australia, ne fa un primo trattamento e lo trasferisce su altre navi. Rosina è stato il primo, è sinora l’unico, italiano a far parte del Board of Directors dell’American Bureau of Shipping; è Chairman del Comitato Italiano ABS; è stato presidente di Confitarma ed è attualmente membro della Giunta della Camera di Commercio di Genova e consigliere di Iride SpA, società multi-utility quotata in Borsa.Nel 2006 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro; è membro del consiglio di amministrazione di Efibanca, della Giunta della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Genova, Consigliere di Iride Spa e della Fondazione Carlo Felice di Genova.

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Ricordiamo brevemente come Iren s.p.a., che doveva essere un esempio di efficienza, al 2012 vantava un debito di 2,8 miliardi di euro, ed una perdita di valore del titolo in borsa di -76% in un anno, per i mancati guadagni dei Comuni soci e per i compensi mirabolanti di manager e amministratori.

Possono queste persone svolgere un ruolo di tutela dei beni comuni?

Possiamo lasciare nelle mani di questa lobby le nostre risorse?

E ancora, sul movimento 5 stelle:

è compatibile con la tutela e salvaguardia dei beni comuni (uno dei principi cardine del M5S) pretendere la vicepresidenza di questa azienda, invece che rescindere i contratti che regolano la gestione del sistema idrico e della raccolta rifiuti a Parma?

E’ possibile che, pur non esistendo alcun contratto che regoli lo smaltimento dei rifiuti, possa passare inosservato il passaggio che, senza alcuna gara d’appalto, conferisce la gestione di questo servizio ad Iren rinnovando in modo completamente opaco la sua capacità di attingere alle risorse pubbliche, saccheggiando le casse comunali?

E’ compatibile coi concetti di partecipazione e democrazia, che emergono come fiori all’occhiello del programma targato M5S, la concertazione del comune sui dividendi di Iren , con buona pace della volontà popolare che il 12 e 13 giugno del 2011 ha chiesto la ripubblicizzazione dei servizi locali?

Quando non ci si oppone al potere delle lobby e delle banche si è complici!

Il 15 giugno a Parma scenderemo in piazza perché la volontà popolare e i beni comuni possono essere tutelati solo dalla capacità che i/le cittadin* hanno di mobilitarsi sui territori.

Contro gli interessi delle banche, del pd, del pdl e del movimento 5 stelle che legittimano la rapina delle nostre risorse.

Per la democratica gestione delle risorse comuni contro la speculazione finanziaria imposta dalle lobby economiche e di partito. Pretendiamo l’immediata interruzione dei contratti con Iren sulla gestione e smaltimento dei rifiuti e quello della gestione del servizio idrico locale.

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