Articolo tratto da wwww.anomaliaparma.org

Parma - Inchiesta Public Money: I Burattini e i Mangiafuoco

Considerazioni sul "caso Parma", fra arresti e interrogatori, a seguito dell'inchiesta "Public Money"

23 / 1 / 2013

Un’ordinanza di 140 pagine, 28 mila pagine di atti d’indagine, un tesoretto di un milione e 900 mila euro e un debito pubblico stimato attorno agli 865 milioni di euro (di cui circa 400 milioni generati dalla mala gestione delle famigerate società di trasformazione urbana), che grava sulle teste di 188.695 cittadini. 

Questi i numeri che si evincono dopo la prima tornata di interrogatori dell’inchiesta Public Money che segna il passo della politica cittadina in questi giorni.

In realtà nulla di nuovo dal fronte occidentale, giacché Vignali tace, trincerandosi dietro alla facoltà di non rispondere, di fronte alle domande del Gip Sarli, mentre gli altri imputati hanno dato inizio alla più classica delle danze del rimpallo di responsabilità, indicando l’ex sindaco come Deus Ex Machina (nel senso corrente della locuzione) del sistema di malaffare descritto dagli atti della procura. Burattini e burattinaio quindi. 

Posizione che comunque non solleva da alcuna responsabilità chi sapeva dell’esistenza di un sistema corrotto e non ha fatto nulla per denunciarlo; mentre la dichiarazione rilasciata dall’Onorevole Villani circa l’affaire raccomandazioni “Ma di cosa ci stupiamo? I politici ricevono sempre numerose segnalazioni “, ricorda ai più ferrati la dichiarazione di Craxi al parlamento in merito allo scandalo sul finanziamento illecito ai partiti ”Basta con l’ipocrisia. Tutti i partiti si servivano delle tangenti per autofinanziarsi, anche quelli che qui dentro fanno i moralisti” e ancora “per quanto reazioni e giudizi negativi possa comportare e per quante degenerazioni possa aver generato non è e non può essere considerato ed utilizzato da nessuno come un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe politica, per creare un clima nel quale di certo non possono nascere né le correzioni che si impongono né un’opera di risanamento efficace ma solo la disgregazione e l’avventura”.

Ora saranno gli attacchi alle toghe rosse, alla macchina del fango e alla giustizia a orologeria, ma nella ricorrenza della nascita di Antonio Gramsci le riflessioni da lui espresse ne “la città futura” suonano quanto meno attuali.

"Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?“

Mentre partiti e partitucoli continuano ad impartire lezioni d’integrità e preparano il vestito buono per l’imminente contesa elettorale, per le strade di Parma il mormorio e la curiosità di vedere il “re nudo” iniziano finalmente a lasciare il posto allo sdegno e all’indignazione.

tratto da: www.anomaliaparma.org

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