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Parigi scende in piazza contro la COP21. Scontri e arresti.

Lo stato d'emergenza non potrà prendere in ostaggio chi si mobilita contro la tragica farsa della Conferenza mondiale sul clima organizzata alle porte di Parigi.

29 / 11 / 2015

E' di 194 arresti il bilancio della giornata delle ‪#‎ClimateMarch‬ a Parigi. La polizia ha arrestato coloro che hanno cercato di disobbedire alla prima, grande ingiustizia: la negazione della libertà di dissentire e di contrastare le strategie della COP21 per prevenire i cambiamenti climatici. I giornali locali e nazionali francesi stanno narrando gli eventi di ieri utilizzando la costruzione mediatica del black bloc, separando i manifestanti buoni da quelli cattivi, nonché addossando loro la responsabilità di aver profanato l'omaggio alle vittime dell'attentato a République. Tutti i testimoni presenti alla manifestazione, invece, affermano come siano stati i gas lacrimogeni lanciati sui manifestanti a colpire i fiori simbolicamente messi in ricordo dei morti del 13 novembre. 

17,00 - Confermato l'arresto di un centinaio di attivisti, scesi in piazza in maniera assolutamente pacifica

16,30 - Molti cittadini, francesi e non, continuano ad arrivare in piazza, nonostante gli attacchi violenti, gli arresti, e la presenza in massa della polizia.

16,15 - Cariche sui boulevard contro i manifestanti che avevano fatto presidi di solidarietà per attivisti bloccati in piazza rivendicando il diritto di manifestare

16,00 - Cariche sui boulevard contro i manifestanti che avevano fatto presidi di solidarietà per attivisti bloccati in piazza rivendicando il diritto di manifestare / i manifestanti da Place de la Republique partono in corteo selvaggio verso Strasbourg- Saint Denis

15,30 - Oltre dieci cariche sui manifestanti in meno di un'ora. La polizia sta tentando di sgomberare Place de la Republique. Arrivano le camionette in piazza.Una catena umana di manifestanti si stringe attorno alla statua. Entrano anche i bus della polizia. Presidi di solidarietà si stanno formando sui boulevard adiacenti.

15,00 - La polizia continua lanciare lacrimogeni contro i manifestanti. Famiglie con bambini cercano rifugio nei locali della piazza che stanno chiudendo le serrande. Tantissimi manifestanti rimangono comunque a Republique.

14,45 - La polizia ha rinchiuso i manifestanti in Place de la Republique. Dalla piazza parte un lancio di sassi per proseguire con il corteo a seguito dell'uso dei lacrimogeni da parte delle forze dell'ordine.

14.30 - I manifestanti defluiscono verso Place de la Repubblique. Tutte le vie di accesso alla piazza sono bloccate dalla polizia. I manifestanti davanti ai cordoni delle forze dell'ordine gridano 'liberté, liberté'

13.45 - Il corteo di 3000 persone, dopo aver girato attorno alla piazza, imbocca un'altra direzione verso Nation, aggirando il blocco di polizia. Le forze dell'ordine rispondono con un lancio di lacrimogeni. 

13.30 - La ‪#‎ClimateMarch‬ viene bloccata all'altezza del boulevard verso Nation. Alcune performance vengono messe in atto in piazza. Convergono ulteriormente i comitati delle Zad.

12.45 - Il corteo parte al grido di "Si on ne marche pas, ça me marchera pas" ("se non manifesteremo, tutto questo non funzionerà"). Si contano più di 2000 persone partire dal concentramento.

12.20 - Centinaia di persone si stanno concentrando a Place de la Republique tra militanti dei collettivi politici, ambientalisti, cittadini e anticapitalisti. Il concentramento è in attesa dell'arrivo dei comitati delle ZAD. 

Perquisizioni, fermi e arresti domiciliari a titolo preventivo fino al 12 dicembre, a chiusura della Conferenza, per 24 attivisti giustificati dal nuovo apparato di leggi antiterrorismo votate il 20 novembre, nonché da un'allerta permanente di attentati, non hanno intimidito né scoraggiato i movimenti francesi ed europei determinati ad esprimere in piazza una radicale opposizione alle politiche di devastazione sociale e ambientale promosse dai partecipanti alla Cop21.  

Con la Coalizione Clima21 che ha riunito 130 collettivi, associazioni, ONG e sindacati, l'insieme dei comitati locali e regionali ha rifiutato l'ingiunzione della sicurezza senza libertà imposta dal governo francese ormai gestito dal tandem Ministero dell'Interno-Ministero della Difesa nazionale. 

"La minaccia del terrorismo sul territorio nazionale" non riuscirà ad impedire le mobilitazioni previste fino al 12 dicembre. Le misure speciali rese operative prima negli ambienti riconosciuti - spesso arbitrariamente e senza alcuna legittima prova -  come vicini o appartenenti ai movimenti islamici supposti o sospettati "salafisti", si sono rivelate efficaci contro militanti e cittadini che rifiutano di cedere al ricatto dello stato ormai permanente d'eccezione. Chi scende in piazza a Parigi è considerato/a preventivamente una "minaccia per la sicurezza e l'ordine pubblico", un abuso ormai quotidiano.

La Marcia mondiale "per il clima" contro Cop21 del 29 novembre si svolgerà nonostante il divieto imposto dalla Prefettura a tutte le manifestazioni previste nell'Île-de-France in seguito agli attentati del 13 novembre: il primo passo contro il modello di sviluppo che produce il riscaldamento climatico oggi è proprio quello di non rinunciare al diritto di esprimere il proprio dissenso contro le leggi liberticide. Le pratiche saranno diversificate come previsto dalle assemblee indipendenti organizzate in queste ultime settimane (http://anticop21.org/appels-et-suivi-de-la-mobilisation-4341). 

Performances, catene umane, presidi e numerose azioni segnaleranno i tanti percorsi possibili fino a Nation passando davanti alla sala da concerto storica, Bataclan, bersaglio principale dell'attacco terrorista del 13 novembre. 

Presente anche il convoglio partito dalla Zad di Notre-Dame-des-Landes il 21 novembre, arrivato con decine di biciclette, trattori, carretti, mezzi a basso consumo energetico malgrado l'accanimento poliziesco che lo ha obbligato a tappe forzate durante il percorso verso Parigi.

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