Paese (Tv) - "Fuori Abrahamowicz dai nostri territori" - Iniziativa contro il sacerdote che vuole onorare Priebke.

19 / 10 / 2013

Riportata sui giornali locali la notizia di una iniziativa di contestazione con scritte e verince a Paese contro il  sacerdote don Floriano Abrahamowicz che oggi vorrebbe svolgere una messa in ricordo di Priebke.

In rete un blog che spiega i motivi della protesta: fuoriabrahamowicz

RASSEGNA STAMPA

* Dal Gazzettino

ASSALTO NO GLOBAL ALLA CASA DI DON FLORIANO, IL PRETE AMICO DI PRIEBKE

PAESE (TV) - Mentre la salma di Priebke non trova una tomba, la tensione va alle stelle in vista della messa per Erich Priebke che verrà celebrata questa sera a Paese (Treviso) dal sacerdote lefebvriano don Floriano Abrahamowicz. Ieri pomeriggio una decina di ragazzi ha preso di mira la casa di via Nenni dove il prete famoso per le posizioni negazioniste ha ricavato una piccola cappella e dove alle 19 pregherà «per il riposo dell'anima» del suo «amico» ex ufficiale delle SS.

Spray alla mano, i giovani hanno vergato sul muro di cinta le scritte «Nazista di m....» e «Priebke boia». Tra fumogeni e una sassaiola di vernice rossa. Il sacerdote non era in casa e il blitz si è concluso nel giro di pochi minuti. L'azione è stata subito rivendicata via internet da una sedicente associazione «Fuori Abrahamowicz dal nostro territorio».

«È stata sanzionata la sede dei filonazisti lefebvriani di Paese - scrive il gruppo - per respingere le provocazioni di Abrahamowicz e di quel mondo di neonazisti che cerca visibilità sulle tragedie della storia».

* Dalla Tribuna di Treviso

Se don Floriano Abrahamowicz voleva attirare l’attenzione su di sè annunciando una messa di commemorazione per il capitano delle SS Erich Priebke c’è riuscito. Attorno alla chiesa lefebvriana di via Nenni a Paese che stasera ospierà la funzione la tensione è altissima come il livello dei controlli. Ieri, infatti, una decina di ragazzi appartenenti alla sinistra trevigiana ha assaltato la villetta che ospita la cappella con uova, spray, vernice rossa e fumogeni.

Il blitz è scattato alle 13.40 circa. I ragazzi sono arrivati a bordo di auto parcheggiate davanti al centro commerciale Castellana. Sono entrati in via Nenni a piedi, con i volti semi coperti e hanno scatenato l’attacco in pochi istanti scrivendo a lettere cubitali «nazista di merda» sui muretti dell’abitazione e lanciando uova e piccoli sacchetti di vernice contro finestre e porte. Due minuti scarsi, poi fuggi fuggi generale e corsa alle auto. «Sono arrivati come una nuvola e così si sono dileguati», racconta uno degli operai che lavorano nei vicini e che proprio in quel momento stava rientrando in azienda. Una decina di ragazzi tutti di età compresa tra i 25 e i 35 anni che hanno voluto filmare e fotografare il colpo (aprendo ad hoc un blog «Fuori Abrahamowicz dal nostro territorio») senza sapere di essere a loro volta filmati da una telecamera posizionata nei pressi della cappella dei lefebvriani.

Le immagini hanno permesso alla polizia di inquadrare uno per uno gli autori dell’azione dimostrativa. Quel che non ha fatto il video hanno fatto poi le parole di un camionista che era in attesa di scaricare proprio in via Nenni e si è visto sfilare davanti tutto il gruppo. Ad allertare la polizia sono stati i proprietari dell’abitazione che ospita la cappella di Abrahamowicz (che non era in via Nenni) dopo aver sentito i colpi delle uova e delle pallottole di vernice che si schiantavano contro le finestre di casa. Sul posto subito tre pattuglie della questura, più il nucleo scientifico e la Digos che hanno iniziato a catalogare indizi, scritte, fumogeni abbandonati dai membri del gruppo mentre venivano ingrandite e valutate le immagini riprese dalla videocamera. «Siamo già a buon punto per dare nomi e cognomi a tutti i responsabili dell’assalto» commentavano i serata dalla questura di Treviso che ha rafforzato controlli e verifiche in vista della contestatissima funzione che si terrà stasera alle 7 nella cappella sotterranea di via Nenni.

Una funzione che potrebbe generare altri scontri e tensioni. I residenti sono sul chi va là, temono che la cappella di don Abrahamowicz diventi un obiettivo non solo per i contestatori trevigiani attirando ben altri assalti. C’è chi chiede «l’intervento del prefetto», «garanzie», «tranquillità». La famiglia Berlese, proprietaria dell’immobile sede della chiesa, sta valutando anche di sfrattare il prete Lefebvriano, già noto per eccessi, negazionismo ed estremismo di destra. Lui non si ferma: «Il requiem si farà, io vittima di un’aggressione».

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