Padova - Svista la notizia: Lupi, media, sfratti.

25 / 3 / 2015

Nella mattinata di ieri la rete delle famiglie che compongono l’ Assemblea Sociale per la Casa di Padova si sono recate in via P. Fambri  per difendere l’ennesimo sfratto, ai danni di un uomo e una donna italiani vittime della crisi e della mancanza di possibilità che da ormai anni riempie il presente ed il futuro di tantissime famiglie.

La situazione, fin dall’inizio, si è presentata piuttosto critica: la proprietaria dell’immobile, anch’essa lasciata sola da istituzioni e servizi, seguita dall’avvocato ha tentato di trascinare con forza l’ufficiale giudiziario all’interno dell’abitazione per eseguire lo sloggio, trovando però la determinazione e la volontà di non lasciare nessuno per strada di inquilini e attivisti. Dopo un po’ di trattativa e la comprensione da parte anche della proprietà della situazione delicata, si è ottenuto un rinvio a Luglio.

Purtroppo, come anche le recenti notizie ci hanno mostrato, si continua a far pesare il dramma degli sfratti e della mancanza di reddito sui cittadini. Gli stessi cittadini che vorrebbero interfacciarsi con qualcuno ed avere magari delle risposte. In questo momento in cui le istituzioni competenti non accennano a nessuna risposta, alimentando una guerra tra poveri e rendendo sempre più difficile il dialogo tra inquilini e proprietari, la situazione diventa sempre più drammatica. Noi come sportelli per il diritto all’ abitare abbiamo scelto di resistere, di organizzarci e organizzare una opposizione reale all’ ipotesi del finire in strada, conquistandoci pezzo dopo pezzo elementi di welfare, servizi e reddito dal basso, restituendo alla città case messe a nuovo, quartiere più vivibili, e possibilità di vita reali a tante famiglie.

La vera vergogna non è il cittadino italiano o migrante che non paga l’ affitto o l’ anziana proprietaria che non lo riceve. La vera vergogna è vedere centinaia di alloggi sfitti e lasciati a marcire in ogni angolo della città; la gestione clientelare ed incapace di Ater & co; il piano vendita e di alienazioni del Comune che nella realtà non sta portando un euro nelle casse pubbliche; la pensione minima ed incivile di una signora che ha quella come unico reddito; la mancanza di ammortizzatori sociali per tantissime categorie di lavoratori e non lavoratori; la sordità delle istituzioni alle richieste e ai percorsi che i movimenti per la casa hanno indicato in questi anni; l’ infame piano casa del (ex) ministro Lupi, che mentre approvava un infame legge liberticida e indignitosa, faceva affari con i compagni di merenda regalando appalti di qua e di la.

Per quanto ci riguarda il blocco degli sfratti, ad oggi, rimane l’unica pratica per non lasciare persone o intere famiglie per strada. Noi continueremo a praticarlo, collegandolo a percorsi che di volta in volta riterremo più opportuni, come i progetti di auto-recupero che da tempo abbiamo presentato in diverse città, le sacrosante occupazioni abitative che hanno ridato vita ad immobili lasciati al degrado (quello vero) per anni. Perchè non ci stiamo a sentirci dare dei ladri quando rivendichiamo un diritto inalienabile come quello della casa e dell' abitare, che insieme continueremo a chiedere a gran voce

La Casa è un diritto!

Adl Cobas – Asc Padova

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