Padova - Sanatoria truffa: primo incontro in Prefettura per arrivare ai permessi di soggiorno

Nell’ambito del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione una commissione che formuli un parere a Procura e Questura. Ok di Acli, CGIL e Cooperative. contraria la CISL

7 / 7 / 2011

Sotto oltre 150 stranieri, sopra, riuniti intorno al tavolo del Consiglio Territoriale per l’immigrazione moltissimi soggetti diversi. Sul piatto c’erano diverse questioni. Le proteste per le truffe avvenute nell’ambito della sanatoria 2009, l’emanazione del decreto di recepimento della direttiva europea in tema di rimpatri e la cosiddetta emergenza profughi hanno reso necessaria la convocazione di un Consiglio Territoriale per l’immigrazione in cui, novità assoluta, è stata invitata anche l’associazione Razzismo Stop che, insieme a centinaia di migranti, attendeva la convocazione di un appuntamento per una discussione sulle truffe ed una soluzione possibile. Assente importante la Procura della Repubblica depositaria delle inchieste a carico dei truffatori. Intorno al tavolo però c’erano il vice-prefetto vicario, i responsabili dell’area immigrazione, compreso il dirigente dello Sportello Unico, i dirigenti della Questura, il Comune di Padova, la Provincia, l’Ulss competente, i sindacati confederali e diverse associazioni del mondo cattolico e non, comprese Acli e Caritas.

Dopo l’introduzione del vice-prefetto Vicario e dei dirigenti di Prefettura e Questura, la parola è passata all’Associazione Razzismo Stop per affrontare il tema della sanatoria. Accertato che prosegue la ridefinizione delle pratiche archiviate con un diniego per le condanne inflitte ai sensi dell’art 14, comma 5 ter ritenuto illegittimo dal Consiglio di stato, l’attenzione si è spostata sulla questione delle truffe. "Non basta limitarsi all’attesa dell’azione dell Magistratura. Occorre riconoscere invece ciò che abbiamo davanti come un problema sociale di eneormi dimensioni, così come è necessario ammettere che rimangono ancora oscure le dimensioni, le ramificazioni, la qualità dell’organizzazione che ha prodotto non alcune truffe, ma una sequenza organizzata, strutturata e sistematica di raggirie sfruttamenti nei confronti degli stranieri". Lì dove esiste un truffatore, uno sfruttatore, un estorsore (questi i reati contestati) non può che esistere anche un truffato, uno sfruttato, un estorto, che oggi chiede giustizia e dignità". "Crediamo" - hanno continuato gli esponenti di Razzismo Stop - "che nessuno in questo tavolo possa aevere il coraggio di assumersi la responsabilità di lasciare che le vittime vengano espulse, denunciate per il reato di clandestinità oppure si rendano irreperibili". Ed ancora "...a meno che qualcuno non ritenga che, quando si tratta di riconoscere un legittimo diritto ai migranti non diventi per tutti meno interessante andare fino in fondo, a meno che qualcuno non sia disposto a dirci che i truffatori ed i camorristi potranno agire ancora indisturbati perché nessuno ha il coraggio di dare protezione alle loro vittime perché straniere".
Di seguito, gli Avvocati Giovanna Berti ed Ugo Funghi, che insieme ai colleghi Marina Infantolino e Fabio Corvaja si stanno occupando con Razzismo Stop della vicenda, hanno illustrato le possibilità offerte dall’ordinamento per il rilascio di un permesso di soggiorno alle vittime.
Oltre al permesso ai sensi dell’art 18 per chi, oltre ad essere stato truffato, era impiegato irregolarmente alle dipendenze degli stessi truffatori (non sono pochi i casi a Padova), è possibile procedere al rilascio di un permesso per motividi giustizia da parte dell’Autorità giudiziaria così come previsto dall’art 3 della Direttiva 81/2004/CE il cui termine di recepimento per l’Italia è scaduto già nell’agosto 2006. così come risulta possibile il rilascio, da parte del Questore, di un permesso di soggiorno per motivi umanitari in conformità a quanto previsto dall’art 5 del TU. Sicuramente tra questi rientra la persecuzione delle organizzazioni che traggono ingiusto profitto dal favoreggiamento o dallo sfruttamento della condizione di irregolarità.

L’incontro è proseguito con gli interventi di altri convenuti. Marco Ferrero, presidente delle Acli della provincia di Padova ha sostenuto la necessità di dare protezione ai truffati e ha confermatole possibilità offerte dall’ordinamento. Dall’Avv. Ferrero la proposta di istituire una commissione di lavoro per studiare una soluzione alla vicenda. La CGIL ha sostenuto la proposta facendo riferimento alla necessità di mettere a tema anche le truffe nell’ambito degli ingressi per tirocinio formativo, con conseguente sfruttamento del lavoro nero in condizioni di schiavitù, registrate nel Veneto, attività svolte in moti casi, secondo Razzismo Stop, dagli stessi attori della truffa della sanatoria. Anche associazioni e e cooperative intervenute hanno sostenuto l’idea della convocazione di un gruppo di lavoro facente capo al consiglio Territoriale per L’Immigrazione al fine di produrre un parere da far approvare al Consiglio stesso, da indirizzare poi a Procura e Questura.

Non è mancata la polemica invece da parte della CISL, da parte del suo rappresentante Pap Fall, ben noto tra i cittadini senegalesi per aver da tempo abbandonato la difesa dei diritti per intraprendere la carriera di burocrate. L’esponente della CISL si è detto contrario alla proposta della commissione come a quella della concessione dei titoli di soggiorno in nome del rispetto della legalità (senza ricordare che la legalità di cui parla è quella della legge Bossi Fini o dei pacchetti sicurezza del Ministro Maroni). Secondo Fall infatti le proteste sono frutto di strumentalizzazioni. Il senegalese ha abbandonato frettolosamente la Prefettura per non incappare nelle proteste degli stranieri in presidio sotto le finestre del palazzo.

Si è trattato del primo incontro a cui immediatamente dovrà seguire la convocazione della commissione per elaborare la proposta. non si ferma intanto l’attività nei confronti della Procura finalizzata a ricostruire ciò che per ora sembra un quadro troppo frammentato di micro-inchieste non in grado di cogliere il livello della truffa messa in campo e delle sue diverse sfaccettature.

Continua quindi la mobilitazione e proseguono le iniziative per arrivare ad ottenere il tanto sperato quanto giusto permesso di soggiorno.

Nicola Grigion

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