Padova- Manifestazione contro le “Sentinelle in piedi”

L’omofobia non è un’opinione. No ad ogni forma di discriminazione.

25 / 7 / 2014

a cura di Q-Generation

Oggi 25 luglio, nonostante il clima vacanziero e la città svuotata dalle partenze, un folto gruppo di attivisti è riuscito a radunare centinaia di persone indignate per la presenza delle “sentinelle in piedi”, l'associazione tradizionalista che vuole difendere la famiglia tradizionale e che ha dato vita in varie città d'Italia a veglie silenziose omofobe e prolife. Si sono dati appuntamento alle 18.30 nella piazza parallela a quella concessa a questi personaggi di subdola composizione, che arrivavano alla cinquantina e che avevano lanciato un flashmob a favore della libertà d’opinione, intesa come il potersi permettere di esprimere la loro contrarietà verso l’alterità, verso gli omosessuali, verso le differenze e le eccedenze che compongono la società reale e che ne sono semplicemente ricchezza.

Q-Generation, Fuxia Block, Antéros LGBTI, Riparo e Arcigay si sono unite così in Piazza delle Erbe a condannare i messaggi omofobi e discriminatori nascosti dietro un vigliacco ed ipocrita silenzio “pacifista” che invece si rivela quanto mai offensivo, violento e degradante della dignità personale,  anche senza muovere un dito o senza proferire parola. Un silenzio che infatti esprime un vuoto di contenuti ed una scarsezza di pensiero, un silenzio che rappresenta un muro ed una morale ridicola e becera fatta di odio egoista, privo di senso di realtà. Inaccettabile che Padova possa ospitare eventi simili, a causa di una culla perversa che  dalle elezioni in poi brama di generare mostruosità aberranti e creare sempre più terreno fertile per idee xenofobe e derive inquietanti che puntano all'emarginazione e all'esclusione.

Dopo svariati interventi di contestazione, musiche e danze a rappresentare la gioia e l'energia vitale ed in movimento contro quel silenzio immobile e letale, gli attivisti e tutte/i le/i presenti si sono spostati avvicinandosi con lo striscione in Piazza della Frutta, dove le sentinelle pregavano ritte e mute con un libro in mano, protette dalle cosiddette Forze dell’Ordine. I manifestanti contro l’omofobia hanno così comunicato a tutta la cittadinanza la loro volontà di impedire che qualcosa del genere possa verificarsi un'altra volta: la città degna esiste ancora e non molla la presa, non intende lasciare spazio all’intolleranza, rivendica di essere parte viva e protagonista dell’accoglienza di ogni differenza, si rinforza delle sue relazioni e delle sue anime variopinte, del desiderio di scendere in piazza con i propri corpi liberi ed avere voce.

Il silenzio è stato spezzato: in tantissimi/e hanno partecipato per romperlo, per dire forte e chiaro “qui no, né altrove”, “non vogliamo nessuna discriminazione”, né per quel che riguarda il genere e l'orientamento sessuale, né per l' etnia, né di alcun altro tipo.

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No all'omofobia no alle sentinelle