Padova- Iniziativa ASC all’Ufficio Anagrafe per il diritto alla residenza

3 / 4 / 2014

Art. 5  Lotta all’occupazione abusiva di immobili

«Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge».

Oggi un centinaio di attivisti ASC (Assemblea Sociale per la Casa) si sono disposti sulla scalinata della Gran Guardia, in Piazza dei Signori, dove ha sede l’Ufficio Anagrafe, per essere ricevuti ad un colloquio con il personale del servizio in questione e per denunciare pubblicamente i casi plurimi di residenza negata ai rifugiati di Casa dei Diritti Don Gallo e alle altre famiglie di occupanti. Recentemente, infatti, alcuni abitanti della casa di accoglienza di via Tommaseo, occupata per rispondere materialmente ad una esigenza concreta di una sessantina di persone rimaste senza dimora a causa delle inadempienze istituzionali/amministrative, avevano fatto richiesta di residenza, non riuscendo tuttavia ad ottenerla. Il 18 dicembre 2013 i migranti si erano riappropriati di un diritto fondamentale, quello di avere una casa, restituendo una funzione sociale ad una palazzina dismessa da anni di proprietà di una banca. Da allora, nonostante la difficoltà enorme ad avere accesso a un reddito persista,  se ne sono presi cura, rendendola abitabile e dignitosa sia all’interno che  all’esterno dove è sorto un orto e un giardino con delle panchine.

Resta  dunque da completare l’ottenimento di tutta una serie di diritti che passano innanzitutto dal poter avere la residenza, perché si tratta di un primo passaggio al quale conseguono ad esempio l’accesso ai servizi sanitari, il rilascio del documento di riconoscimento, ecc. Tali garanzie andrebbero anche a tutelare i minori presenti nelle famiglie che vivono in maniera abituale e volontaria in Casa dei Diritti Don Gallo ( “in tema di residenza anagrafica ex articolo 43 cc, la giurisprudenza è univoca nel ritenere che la residenza di una persona è determinata dalla sua abituale e volontaria dimora in un determinato luogo, ossia dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e dall’elemento soggettivo della volontà di abitarvi stabilmente, rilevata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento delle normali relazioni sociali, la cui prova può essere fornita con ogni mezzo”).

Poiché la risposta è stata negativa, si è voluta quindi oggi rendere pubblica la situazione che assume toni molto problematici, se si pensa che per questo motivo i bambini della Casa Don Gallo non avranno diritto alle vaccinazioni.

Al colloquio interno all’Ufficio Anagrafe è emerso che risulta impossibile rilasciare la residenza in casi come quelli descritti,  soprattutto dopo la presentazione del Piano Casa di Renzi, il cui articolo 5, in particolare, tenta di impedire e criminalizzare qualunque battaglia per il diritto all’abitare. Secondo il personale dell’ufficio, l’unico ente che può agire politicamente sulla questione è il Comune, qualora dovesse scegliere di interessarsene e di trovare delle soluzioni reali. Gli attivisti hanno allora ribadito che certamente ASC non si fermerà  All’iniziativa odierna e che rivolgerà prossimamente  la richiesta anche al Comune, continuando a costruire tappa dopo tappa un percorso di riappropriazione di diritti imprescindibili e di dignità per tutti.

Pertanto anche l’adesione alla manifestazione del 12 aprile a Roma per il diritto all’abitare, rilanciata durante l’ultimo intervento al megafono,  sarà da parte di ASC senz’altro partecipata e nutrita, all’insegna di questa primavera di mobilitazioni che sta attraversando con rinnovata forza il nostro paese.

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