Padova - ESU: diritto allo studio o agenzia immobiliare?

Gli studenti e le studentesse del collettivo universitario SPAM hanno denunciato la riduzioni di borse di studio e alloggi, nonché dei prezzi agevolati conseguenti alla nuova fasciazione ISEE. La maggior parte delle residenze ESU è infatti data in affitto piuttosto che essere garantita dal diritto allo studio.

20 / 11 / 2015

A seguito delle diverse iniziative fatte per denunciare la riforma dei parametri ISEE per quanto riguarda l'università - le cui conseguenze sono la diminuzione delle borse di studio e l'aumento delle rate delle tasse -, il collettivo SPAM ha convocato una conferenza stampa in cui ha denunciato la situazione delle residenze per studenti. Con un flash mob comunicativo il collettivo ha proposto all'ESU di dare gratuitamente delle tende (le resiTENDE) a tutti coloro che non risultano beneficiari o idonei per l'alloggio, in modo da garantire a tutti un posto in cui stare senza pagare l'affitto. l'ESU dà infatti la quasi totalità dei suoi apparatamenti a tariffa agevolata (che comunque sono costi esosi) o direttamente a prezzo pieno per coloro che non hanno partecipato al bando.

ESU: Azienda Regionale per il diritto allo studio o agenzia immobiliare per studenti disperati?
Nel suo sito, l’ESU si definisce “ente regionale che persegue l’obiettivo di offrire agli studenti la possibilità di riuscire negli studi universitari, di favorire la frequenza ai corsi e la regolarità degli studi, partecipando pienamente alla vita universitaria”.

Occupandosi, tra mense universitarie, orientamento allo studio e al lavoro, biblioteca e aula studio, anche delle residenze universitarie, questo ente dichiara con fierezza sulla sua homepage di mettere a disposizione oltre 1600 posti letto per gli studenti padovani anche se solo 950 sono dichiarati nel bando di assegnazione degli alloggi, dei quali gli studenti a partire da quest’anno si vedranno privati in maniera sempre maggiore grazie alla riduzione delle borse di studio e alle modifiche imposte nel calcolo dell’ISEE, che comportano a tutti gli effetti un venir meno del diritto allo studio e alla residenza.

E se ci informiamo su quali siano i posti a disposizione, la lista delle residenze disponibili copre un totale di 944 posti, lista da cui sono escluse però le residenze migliori, come la Nord Piovego, inaugurata da pochi mesi ma in costruzione da molto più tempo, o la Carli (ristrutturata quest'anno), che offrirebbero agli studenti fuori sede che ne necessitano posti letto di qualità, forniti di tutti i servizi essenziali. L'esistenza di queste ultime due residenze fa pensare che ad essere in gioco non sia solamente il diritto dello studente ma una volontà di guadagno degna di un’agenzia immobiliare.

L'ESU sembra sempre menp un'agenzia che garantisce il diritto allo studio, ma come dice il suo nome, una vera e propria Azienda che risponde alla logica del profitto prima di ogni altra cosa, prima del bisogno e del senso di giustizia e di merito; le residenze escluse ad esempio non solo hanno tutti i servizi essenziali, ma anche le maggiorazioni più alte per i non idonei, o i non beneficiari, e i prezzi più alti per chi non ha partecipato al bando, dando in affitto una singola a 325€ al mese nel caso della Nord Piovego e 295€ per la Carli. Perché non inserire negli alloggi disponibili i due collegi con i prezzi più alti, ma farli comunque figurare tra gli appartamenti disponibili allo sportello residenze dellESU? E perché questi collegi sono pieni prima della conclusione delle assegnazioni con alte percentuali di affittuari? Insomma i lavori su questi collegi per cosa sono stati effettuati, per aumentare il fatturato dell'ESU o garantire il diritto di studio?

Come minimo si pone un grave problema di trasparenza nella gestione di un affare tanto importante quanto quello del diritto allo studio di ogni giovane studente, specie se svantaggiato. Fatto ironico se si pensa che sulla home del sito di questa azienda c'è bene in vista una sezione chiamata “Amministrazione Trasparente”.

E, forse, in quest’ottica non sono disponibili unicamente “strutture destinate prioritariamente agli studenti dell’Università degli Studi di Padova ritenuti capaci, meritevoli e privi di mezzi”.

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