Padova - #EsciLeRette sui fondi Unipd stanziati dal Rettore

Comunicato degli studenti e dele studentesse

25 / 2 / 2016

 A seguito del presidio di protesta per l'aumento delle tasse causato dai nuovi parametri ISEE, e dopo essere stati ricevuti dal Rettore Rizzuto, gli studenti commentano la decisione dell'Ateneo di utilizzare il surplus di risorse derivanti dalla tasse per creare 1580 borse di studio ESU in più. Un passo significativo ai fini del raggiungimento dell'obiettivo, ma ancora insoddisfacente fin quando non sarà rivista la fasciazione ISEE delle tasse e l'accesso alle borse di studio sarà facilitato.

Apprendiamo oggi che il Magnifico dell'Università di Padova, attraverso una nota su "IlBo" , dichiara lo stanziamento di 6 milioni di euro “per ridurre le tasse universitarie e aumentare i beneficiari delle borse di studio”. Non possiamo che essere soddisfatti del risultato ottenuto, grazie al lavoro fino a qui fatto nel far emergere il problema e nel far pressione per trovare delle soluzioni immediate...anche se palliative. Le conseguenze del nuovo ISEE infatti, e il generale stato dell'università italiana, sono lontane dall'essere risolti: nel ribadire la giusta direzione intrapresa con lo stanziamento straordinario, vorremmo però fare un paio di appunti alla nota del Rettore.

Innanzitutto, il reintegro di 1580 student*, prima di far gridare “vittoria” e rivendicare percorsi tutt'altro che conclusi, dovrebbe farci riflettere e spingerci a metterlo a confronto con I dati a nostra disposizione**. Sebbene in termini percentuali i beneficiari dell'anno scorso siano meno (uno scarto di  circa 15 punti percentuali) e facciano pensare ad una buona ripartizione delle risorse, guardando il totale dei richiedenti dei due anni, le conclusioni a cui arriviamo sono diverse: la variazione infatti è di circa 1'500 student*, il che “dopa” le percentuali gonfiandole, ma che di fatto lascia quasi invariata la percentuale di assegnazione sul totale dei richiedenti (intorno al 43%). Di più, con il reintregro straordinario dei 1580, questa percentuale schizzerebbe a quasi il 90% facendo gongolare rettori, pro-rettori e rappresentati; abbiamo visto come questi dati vadano analizzati più a fondo. Solo per aggiungere un altro dato, l'anno scorso su un totale di 57'646 iscritt*, solo il 4,65% ha ottenuto una borsa di studio in prima assegnazione...siamo convinti si possa e si debba fare di più.

Il secondo appunto riguarda l'entità del finanziamento, “ben” 6 milioni: 1mln per le borse di studio e 5mln per la futura riforma delle tasse. Leggendo le cifre del "Budget d'Ateneo 2016" e quelle uscite recentemente su vari quotidiani, sorgono alcune domande: quali sono i progetti edili per cui è previsto uno stanziamento di 33'086'000 euro (33 milioni!)? Fa forse riferimento ad altre strutture come la così detta “cittadella di psicologia” , vuota e sotto utilizzo per cause burocratiche? E rispetto al valore di 220 milioni netti di proprietà immobiliari tra terreni e fabbricati? Perché non pensare a rendere più efficienti questi immobili, piuttosto che spendere milioni per costruirne di nuovi? 

Perché il diritto di studenti e studentesse a studiare, priorità dichiarata e ribadita più volte dal Rettore, vale solo 6 milioni?

Infine siamo sorpresi della sveglia che sembra essere suonata nel mondo accademico riguardo al dispositivo della valutazione ed al ruolo distruttivo dell'ANVUR per università e ricerca. Ma anche qui le domande sorgono spontanee: come mai solo quest'anno, proprio quando in molti atenei d'Italia il sistema della VQR mette a repentaglio i finanziamenti dell'università docenti, presidenti, rettori, la stessa CRUI, si scagliano contro questo sistema? Perché in tutti questi anni la voce di student* e ricercatori/rici che denunciavano gli esiti nefasti della valutazione, non è stata ascoltata? 

A noi pare che, come ci hanno mostrato all'ultima iniziativa sbarrando le porte del Bo, la voce di chi vive e rende viva l'università continui ad essere ignorata, se non elargendo “contetini” atti a tamponare emorragie già troppo gravi. Le domande che poniamo ci sembrano legittime e vorremmo sentirle più spesso, ma all'interno degli spazi della rappresentanza studentesca, sempre meno rappresentativi (circa il 70% di studenti e studentesse non ha preso parte alle votazioni) e de-potenziati nei loro ruoli, si sentono solo timide dichiarazioni, quando non completo silenzio.

Il risultato del nostro percorso e dell'ultima iniziativa, non deve farci sedere e rilassare, ma spingerci a fare di più per continuare nella giusta direzione intrapresa, riformando davvero il sistema di tassazione e l'accesso al diritto allo studio. Le domande e le rivendicazioni che poniamo ci sembrano legittime e vorremmo sentirle più spesso, ma all'interno degli spazi della rappresentanza studentesca, sempre meno rappresentativi (circa il 70% di studenti e studentesse non ha preso parte alle votazioni) e de-potenziati nei loro ruoli, si sentono solo timide dichiarazioni, quando non completo silenzio.

Sempre più convinti che stia a noi, i diretti interessati, metterci in gioco in prima persona per trovare soluzioni comuni ai problemi che abbiamo, diciamo chiaramente che continueremo a farci sentire fino a quando la situazione non sarà davvero risolta.

**i dati a cui facciamo riferimento sono quelli disponibili sul sito unipd.it (http://www.unipd.it/servizi/supporto-studio/borse-premi-studio/borse-studio-alloggi-sussidi/graduatorie-borse-studio , http://www.unipd.it/universita/universita-cifre), e quindi per poter confrontarli con quelli dell'anno scorso, abbiamo dovuto considerare solo la prima assegnazione. 

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