Padova - Cronaca della mobilitazione studentesca

A migliaia si sono ripresi le strade e le piazze della città, ribadendo il loro rifiuto alle politiche di austerity imposte al mondo della formazione.

12 / 10 / 2012

Grande giornata di mobilitazione studentesca nella città di Padova.


Alle 8 arrivano i furgoni e si formano i due spezzoni della manifestazione, uno della Rete degli Studenti, con il servizio d'ordine della Cgil, l'altro formato dai movimenti studenteschi, il Coordinamento Studenti Medi e gli studenti universtiari del Cso Pedro.

Ore 8.40: i primi studenti arrivano in piazza. Cori contro il ministro Profumo.

Ore 9: La piazza è piena di studenti! Dal microfono del Coordinamento degli Studenti Medi si ricordano le cariche contro gli studenti del 5 ottobre: si scende in piazza anche per la libertà di movimento!

Ore 9.15: Il corteo parte: più di 2000 studenti si muovono da piazza delle Erbe. Il servizio d'ordine della Cgil tenta di fermare il furgone che apre lo spezzone dei movimenti, spinte contro i BookBlock degli studenti, che si fa strada e parte il corteo.

Ore 9.30: Piazza dei Signori e Duomo piene di studenti, i cori contro Mario Draghi e la sua austerità: La vostra crisi, la nostra rabbia!

Ore 10: Il corteo passa davanti alla Questura lungo le Riviere. Cori contro la polizia per quanto accaduto l' altro ieri ad un bambino delle elementari a Cittadella, trascinato brutalmente nella volante da due poliziotti.

Ore 10.30 Prato della Valle. Il primo spezzone organizzato dal sindacato si ferma. Il percorsoautorizzato finisce. Gli studenti scelgono di continuare in un corteo per tutte le strade di Padova con i cori: “Blocchiamo la città. Riprendiamoci il futuro!”

Ore 11:00 Il corteo selvaggio con i Book Block in testa prosegue per via Cavalletto, sempre più numeroso. In più di mille per le vie di Padova, tensioni tra gli studenti e la Digos. Nessuno puòfermare i movimenti: “la gente come noi non molla mai”

Ore 11.30 Dopo ore di cammino non si è ancora stanchi. A ritmo di canti, balli e fumogeni si arrivain Corso Milano, il traffico cittadino viene bloccato.

Ore 12.00 Si ritorna in piazza delle Erbe. Gli studenti sono ancora tantissimi. Viene sanzionata la “Deutsche Bank” con scritte e lancio di uova da parte degli studenti universitari che si oppongonoai prestiti d'onore.

Ore 12.15 Il corteo si conclude ricordando il prossimo appuntamento: domani si partirà alleore14.00 dalla stazione di Padova per andare a Venezia a contestare Profumo e Draghi. Non vogliamo pagare questa crisi, no all'austerità. Ci vediamo tutti quanti giovedì prossimo al Marchesi centrale alle ore 15.00 alla prossima riunione del Coordinamento Studenti Medi per organizzarci, ancora insieme, per le future mobilitazioni!

La lotta non si ferma! Riprendiamoci il futuro!

Comunicato:“Liberi e pensanti come a Taranto”: così migliaia di studenti si sono presentati stamattina in Piazza delle Erbe. Guidati dall'Apecar che ricorda a tutti la straordinaria lotta che da quest'estate anima Taranto, una lotta che ci insegna a difendere i nostri territori e i beni comuni, sottraendoci ai ricatti delle logiche imprenditoriali che mettono il profitto davanti ai diritti indisponibili. Dall'ambiente all'istruzione, gli studenti hanno saputo cogliere il filo che lega queste esperienze, ripartendo da quello che sono e costruendo insieme a tanti una mobilitazione che ha saputo tracciare il perimetro di sperimentazione e di alternativa concreta, per coloro che non si rassegnano a un futuro di indebitamento e precarietà.


Stamattina chi era in piazza ha dovuto fin da subito dovuto conquistarsi con determinazione il proprio diritto a sfilare per le vie del centro. Anche a Padova abbiamo infatti assistito all'infamia di chi, di fronte alle violenze della polizia, non solo si limita a giustificarle, il 5 ottobre scorso ne è un esempio , ma con comportamenti repressivi cerca di replicarle in prima persona, limitando fisicamente la democrazia in piazza. Per questo il tentativo di bloccare il nostro spezzone da parte del servizio d'ordine della CGIL di Padova, composto da una decina di cinquantenni precettati dalla REDS, non ha fatto altro che aumentare la nostra voglia di riprenderci le strade della città: non sono certo gli spintoni di questi figuri a metterci paura e a limitare la nostra voglia di protagonismo.

Anche per questi motivi il corteo, gioioso e colorato quanto determinato, ha rifiutato le logiche della sfilata non accontentandosi di concludere il proprio percorso in Prato della Valle, ma dando vita a un corteo selvaggio che si è realmente riappropriato delle strade e ha bloccato la circolazione dalla circonvallazione fino al centro. La testa del corteo, a fianco dei book block si è riconquistata la legittimità di autodeterminare il proprio percorso, dando sfogo alla rabbia di chi, ogni giorno, vede il mondo della formazione sotto attacco, ancor più in questo tempo di “governi tecnici” e austerity. In tutta Italia la giornata di oggi è stata una doverosa risposta alla militarizzazione che sempre più limita le nostre esistenze: tra cortei selvaggi, occupazioni, book block e iniziative in tutte le città siamo stati capaci di riconquistarci dal basso, senza limitazioni e divieti, i nostri spazi di democrazia.

Ritornati in tantissimi in Piazza delle Erbe, abbiamo concluso questa straordinaria giornata sanzionando dal basso la sede della Deutsche Bank, simbolo dello strapotere finanziario che ci tiene letteralmente sotto ricatto: i prestiti d'onore, spacciati dalla nuova riforma dell'università come finanziamento al diritto allo studio, altro non sono che l'ennesima forma di irregimentazione e precarizzazione delle nostre vite. Il tutto va a profitto della Deutsche Bank, azionista di maggioranza di Poste Italiane, l'ente che la riforma individua come erogatore di questi prestiti. In questo momento in cui le tasse universitarie sono state per l'ennesima volta alzate, in cui il già scadente welfare studentesco subisce ulteriori tagli (vedi mense insufficienti e case dello studente costose e limitate), la soluzione proposta dal “governo della finanza” è un'ulteriore forma di indebitamento. Noi non ci stiamo e continueremo a chiedere, come scritto a grandi lettere sulla sede della banca, “Reddito per tutti”. Le manovre lacrime e sangue e l'austerity che ci vengono descritte come “naturali” e indispensabili, lo sappiamo bene, non ci porteranno fuori dalla crisi: sono anzi funzionali al profitto di pochi, gli stessi che questa crisi l'hanno creata. In questo momento ci sembra fondamentale ribadire pratiche dell'alternativa possibile, reali, partecipate e democratiche, contro l'espropriazione di democrazia che avviene ad opera di organi elitari e non rappresentativi come il board della BCE, la Troika o il governo tecnico.

Per questo la mobilitazione non finisce qui: domani, in occasione della giornata internazionale “#Global Noise”, saremo tutti a Venezia, alla Ca' Foscari, dove erano stati invitati Mario Draghi e il ministro Profumo in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico. Nonostante la loro disdetta in seguito alle pressioni della contestazione, saremo là molto rumorosi, a contestare con forza la decisione del rettore Carraro di conferire un premio di 15.000 euro a Draghi, chiedendo piuttosto che questa somma venga erogata come fondo per ricercatori e studenti, il vero corpo vivo dell'università. Rilanciamo quindi l'appuntamento alle 14:00 alla Stazione di Padova, per continuare questa importante stagione di lotta. Noi, studenti e precari liberi e pensanti, non ci fermeremo qui: partendo dalle giornate di oggi e di domani, saremo in tanti a costruire un autunno di lotte perché la nostra alternativa è gioia e libertà,non lacrime e sangue.


Coordinamento Studenti Medi Padova
Studenti universitari del C.S.O. Pedro

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