Padova - 3 marzo in collegamento 7 assemblee discuteranno una piattaforma comune per il rinnovo del contratto nazionale Merci-Trasporti

Attraverso la Globalconferencing un confronto per una vertenza nazionale

26 / 2 / 2013

Domenica 3 marzo, dopo una lunga gestazione, riempita di lotte anche molto dure , centinaia di assemblee, decine di accordi siglati, si arriva alla convocazione congiunta di S.I. COBAS e ADL-COBAS di 7 assemblee in contemporanea, collegate attraverso la webcnoference messa a disposizione da Globalproject.info, di una buona fetta dei soci-lavoratori delle cooperative che operano all'interno del comparto della logistica in regioni che occupano un ruolo strategico nella distribuzione delle merci, soprattutto per quanto riguarda il personale non viaggiante. Stiamo parlando della Lombardia, dell'Emilia Romagna, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Lazio. In queste regioni si concentra oltre l'80 % della logistica ed è in queste regioni che, da alcuni anni a questa parte, è scoppiata una vera e propria rivolta contro le condizioni di lavoro all'interno dei magazzini delle più grandi catene nazionali e multinazionali di distribuzione delle merci. I protagonisti di questa rivolta sono lavoratori, al 90 % stranieri, provenienti da paesi di tutto il mondo, i quali, dopo avere subito per anni condizioni di lavoro di tipo schiavistico, hanno capito che è possibile organizzarsi e lottare per ottenere condizioni dignitose di vita e di lavoro. Sulla loro strada non hanno incrociato i sindacati confederali, che si sono sempre ben guardati dall'andare a disturbare il manovratore, - in questo caso, leggesi centrali cooperativistiche - visto che buona parte dei consorzi e delle cooperative che gestiscono i magazzini della logistica, sono legati a doppio filo ai sindacati confederali.

Il meccanismo adottato dalle centrali della logistica, i vari TNT, GLS, Bartolini, Fercam, Artoni, SDA, DHL, PAM, DESPAR, ESSELUNGA, IKEA, ecc. è sempre stato quello di avvalersi di consorzi di cooperative, i quali hanno garantito una forza lavoro come variabile interamente dipendente dai flussi di movimentazione delle merci e, in quanto soci, vincolati agli statuti e ai regolamenti interni delle cooperative. Ciò ha significato in tutti questi anni, nei quali la logistica ha avuto un enorme sviluppo, un moltiplicarsi di situazioni di precarietà assolute, salari da fame, orari allucinanti, mancanza di rispetto delle norme più elementari sulla sicurezza, cambi programmati di cooperative finalizzati ad evadere contributi e fisco, oltre che a far regredire le retribuzioni, con l'annullamento dell'anzianità di servizio, dei livelli di inquadramento, del TFR, delle ferie e dei ratei di 13° e 14°. Un comando sul lavoro asfissiante e privo di ogni rispetto della persona, volto ad imporre una disciplina ferrea, al solo scopo di garantire, nei tempi imposti dal committente, partenze e arrivi delle merci, stringendo in modo forsennato sui tempi di lavoro. Tutto questo, in altre parole, ha significato, e continua a significare ancora in molte situazioni, che il rapporto di lavoro da socio di cooperative non è molto lontano dalla condizione schiavistica. E, purtroppo, non si tratta di una esagerazione, nel senso che se un lavoratore viene chiamato solo quando c'è lavoro, pagato solo per le ore che fa, anche se ha un contratto a full time, gli si cambiano gli orari giorno per giorno, non vengono rispettati i minimi retributivi e lo si usa al pari di una qualsiasi macchina e anche peggio, è evidente che questa condizione di lavoro è paragonabile al rapporto di lavoro di tipo schiavistico, in quanto il padrone ha la piena disponibilità del tempo di vita della persona in funzione della garanzia dell'espletamento di una determinata attività lavorativa finalizzata al profitto, in cambio di una forma di salario che è mero sostentamento.

Contro tutto questo, ad un certo punto è scoppiata la rivolta, quasi contestualmente, in molte situazioni geograficamente anche distanti, ma caratterizzate dalle stesse condizioni. Dal Friuli, al Veneto, alla Lombardia, all'Emilia Romagna e al Lazio, il vento della rivolta si è propagato trasportato da quel flusso di relazioni che solo il lavoratore migrante possiede , seguendo le filiere dei grandi corrieri. E' così che si sono avviate vertenze che hanno coinvolto GLS, Bartolini, IKEA, SDA, TNT e via discorrendo, tutte incentrate su obiettivi chiari e precisi: basta con le truffe delle cooperative, applicazione del CCNL Trasporto Merci, garanzia di continuità lavorativa nei cambi di cooperative con mantenimento degli istituti maturati e rispetto della dignità delle persone. Su tutti questi punti, le grandi centrali logistiche e cooperativistiche si sono piegate ad un terreno di trattativa che ha prodotto, negli ultimi anni, un cambiamento radicale delle condizioni di lavoro in buona parte della logistica nelle regioni che abbiamo indicato.

E' da questo intreccio di lotte e di esperienze di conquista di diritti sindacali inesistenti che si sono incrociate due realtà sindacali, SI COBAS e ADL Cobas che si sono fatte promotrici di una iniziativa che punta ad incidere sul terreno del rinnovo del CCNL, visto che è scaduto alla fine del 2012 e che sono in corso serrate trattative con CGIL CISL e UIL per una rinegoziazione al ribasso del rinnovo, così come era successo nel 2010.

A partire da queste relazioni, nate direttamente sulle lotte, è cresciuta, strada facendo, la necessità di provare ad affrontare il nodo del rinnovo del CCNL. Si è cominciato con l'elaborazione di una bozza di piattaforma di lotta che comprende i punti più caldi della condizione del socio lavoratore delle cooperative. Dalla garanzia del posto di lavoro al momento del cambio di appalto, alla possibilità, attualmente inesistente, di poter scegliere se essere socio o dipendente, al di vieto di coesistenza di più cooperative all'interno dello stesso cantiere, ad una piena integrazione di malattia ed infortunio (attualmente è pagata solo dall'INPS e dall'INAIL al 50 e 60%) alla necessità di porre un freno ai cambi di cooperative con pesanti indennità da corrispondere ai lavoratori, ad aumenti salariali uguali per tutti, ecc.

E' stata anche inviata una lettera alle Associazioni di categoria padronali, nella quale si chiede espressamente di essere convocati per discutere del rinnovo del CCNL. Ovviamente fino a questo momento nulla è pervenuto come risposta.

Sui punti di questa piattaforma di lotta si sono tenute decine e decine di assemblee, conquistate sul campo, direttamente sui luoghi di lavoro, per approvare la piattaforma e per arrivare alla convocazione in contemporanea, di 7 assemblee nelle città dove maggiore è la concentrazione della logistica, per arrivare a decidere assieme un percorso di lotta che potrebbe anche portare alla proclamazione di una giornata comune di sciopero e mobilitazione per rivendicare un diverso contratto nazionale, anche in considerazione del fatto che, a quanto risulta, a Roma, nel tavolo di trattativa si sta discutendo, più che delle rivendicazioni dei lavoratori, delle richieste dei padroni.

Di seguito l' intervista a Gianni Boetto e la presentazione della giornata

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Intervista a Gianni Boetto, Adl Cobas