"Ottobrata romana" - in 30.000 assediano il ministero

8 / 10 / 2010

Non si vedono né la testa né la fine del corteo salendo sui muretti di Porta Portese. Un corteo caotico, colorato fatto di tutto quel mondo della formazione sotto attacco dei provvedimenti della coppia Gelmini- Tremonti.  Ricercatori e studenti delle superiori, insegnanti e universitari formano insieme questo lungo serpentone che da P.azzale Ostiense arriva fin sotto il ministero.

Una giornata splendida, come solo quelle inaspettate sanno esserlo. La classica “ottobrata romana”, quelle giornate di sole estivo quando l’autunno ormai è arrivato. Un autunno che si prospetta “caldo” visto il successo della mobilitazione di oggi, non solo a Roma ma in tutta Italia. Una generazione che non si vuole arrendere ha ripreso a farsi sentire nelle piazze. Non c’era rassegnazione negli occhi di chi attraversava oggi Roma, ma rabbia, indignazione e voglia di mettersi in gioco.

Oggi è stato facile farsi contagiare fin dall’inizio dall’energia che questo corteo produceva, ascoltare e scandire gli slogan, leggere le decine di cartelli e striscioni che apparivano in ogni punto della manifestazione. “Sono Precari Questi Ragazzi”, diceva uno di questi. Uno slogan semplice, scritto su un cartone, dà il senso di questa giornata. Nell’immediatezza di questo messaggio c’è tutta la distanza fra la politica “ufficiale” e ciò che accade nel paese.

Oggi nella bella giornata romana era lontano anni luce il teatrino di  Bossi e Alemanno che suggellano la pace con polenta e coda alla vaccinara. Oggi in piazza a Roma  migliaia di precari, giovani e giovanissimi hanno deciso di riprendersi il presente. Sì, perché quel futuro, quella parola magica che sempre più spesso appare nei nomi di partiti e fondazioni, vogliono costruirselo insieme, nei luoghi che attraversano e vivono quotidianamente. Di quel futuro che parla di debito, di stage non pagati, di precarietà diffusa, di assenza di diritti sul lavoro non sanno che farsene. Ne preferiscono un altro quello che viene dai movimenti, dalla piazza, dalla resistenza e dalla costruzione.

Non è che un debutto!

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