Operazione repressiva per il G7 di Venaria del 2017: sette arresti e dieci obblighi di firma

4 / 7 / 2019

Questa mattina la questure di Torino, di Venezia e di altre città d’Italia hanno portato a termine una serie di arresti ed emesso diverse misure cautelari nei confronti di 17 persone coinvolte nelle proteste contro il g7 tenutosi alla Venaria (Torino), nel 2017.

Esprimiamo la nostra vicinanza tutte e tutti gli/le arrestati di questa mattina.

Se un organismo come il g7 è ormai totalmente delegittimato, non rimane che la repressione per tentare di difenderlo.

L'appuntamento della Venaria venne definito come il "g7 crescita e sviluppo". Basta questo titolo per capire la perversione che guida alcuni tra i governi più potenti al mondo. Nel momento in cui sarebbe necessario decrescere e tagliare le produzioni climalteranti, la loro priorità è quella di continuare a crescere, come se la crisi climatica non fosse già qui.

Dove va lo sviluppo targato g7 o g20 che sia? Va forse nella direzione di una maggiore giustizia internazionale? No, da decenni, in Italia e nel mondo, si  taglia ovunque la ricerca tranne laddove essa sia piegata a fini militari. Non è dunque lo sviluppo della pace a cui si mira in queste riunioni governative, ma al perpetuarsi di un'economia di guerra e di violenza.

Serve forse, il g7, a mettere in piedi strategie transnazionali per la diffusione della giustizia sociale e per la difesa dei territori? Tutto l'opposto, i grandi della terra si trovano (commissariati dai poteri finanziari) per decidere di tagli al welfare, di precarizzazione del lavoro e di uno sviluppo territoriale legato a doppio filo alla costruzione di infrastrutture e grandi opere inutili, dannose per l'ambiente e per le comunità territoriali.

Questa operazione sembra inoltre colpire una parte attiva di quelle proteste che stanno animando la scena nazionale e globale, che si stanno dando proprio sul tema della giustizia climatica e ambientale. E che vanno, dunque, nella direzione totalmente opposta e avversa a quelli che sono i piani di sviluppo della governance, green o fossile che siano.

Per tutte queste ragioni, ribadiamo con orgoglio di essere stati parte della contestazione al g7 della Venaria, di continuare a far parte di tutte le lotte moltitudinarie che fortunatamente animano il pianeta e chiediamo la liberazione immediate delle nostre compagne e dei nostri compagni.

Jacopo Libero.

Tutte libere. Tutti liberi.

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