#Occupysunday Mestre - No alle aperture domenicali!

19 / 2 / 2012

Anche a Mestre, in occasione della giornata di mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del commercio, decine di attivisti del Centro sociale Rivolta e del Laboratorio Morion Casa hanno bloccato per circa tre ore le casse del supermercato chiedendo uno sconto del 50% su una spesa di beni di prima necessità da destinare a coloro che questa crisi non l'hanno creata ma continuano a pagarne le conseguenze.

A sostegno della protesta dei lavoratori e delle lavoratrici del commercio che si oppongono alle aperture domenicali, appunto perchè non solo chi già non arriva a fine mese non ha bisogno di aperture straordinarie per fare la spesa ma di reddito, ma anche chi si trova costretto ad essere sfruttato e a lavorare la domenica altrimenti viene licenziato ha bisogno di veder riconosciuti i propri diritti; vogliamo poter vivere dignitosamente ed essere liberi di poter passare la domenica lontano dal luogo di lavoro.

L' iniziativa si è poi conclusa con un corteo all'interno del centro commerciale dove si trova il supermercato portando forte il messaggio di solidarietà a coloro che oggi hanno protestato e chiedendo reddito, diritti e dignità.

Una delle risposte del Governo Monti alla crisi è liberalizzare l’orario di apertura dei negozi per permettere ai commercianti di guadagnare di più. Un grande businnes per i centri commerciali e un peggioramento della condizione di una categoria di lavoratori già precarizzata e ricattata che si vedranno costretti a lavorare senza poterlo scegliere. E’ un provvediamento che non “farà girare l’economia”: la gente non compra meno perchè non ne ha il tempo ma perchè non ha i soldi. In realtà oltre ai lavoratori ne pagheranno le conseguenze anche i piccoli commercianti che spariranno davanti alla concorrenza della grande distribuzione. Dai lavoratori del commercio è arrivato un netto rifiuto a questa proposta che restringe ancor di più i tempi per poter vivere, che non porta nuovi posti di lavoro e che continua a portare soldi solo a chi di questa crisi non tocca gli effetti. Un rifiuto che però rischia di venire ignorato imponendo di fatto ai lavoratori il turno domenicale. Sappiamo bene come questa crisi serva ad imporre ai lavoratori veri e propri ricatti e che un eventuale rifiuto dell’aumento dell’orario può portare in men che non si dica al licenziamento e... avanti il prossimo che ha disperato bisogno di soldi!

Chiediamo invece di aumentare le misure di sostegno di chi questa crisi la sta pagando, ai lavoratori, ai precari e ai disoccupati.Chiediamo che vengano riconosciute delle fasce di reddito che possano usufruire di sconti. E che questo venga fatto dal lunedì al sabato.Siamo nettamente contari ad un provvedimento che non porterà lavoro a chi non ne ha ma toglie diritti e peggiora le condizioni di lavoro e di vita.Ma soprattutto vogliamo dire no alla prospettiva di una società del consumo, dove la domenica venga destinata ai centri commerciali.

SIAMO SOLIDALI CON I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DEL COMMERCIO CHE HANNO MANIFESTATO OGGI IL LORO DISSENSO A QUESTO PROVVEDIMENTO

VOGLIAMO PIÙ TEMPO LIBERO E PIÙ SOLDI PER VIVERLO DIGNITOSAMENTE

VOGLIAMO REDDITO DI CITTADINANZA

NOI LA VOSTRA CRISI NON LA PAGHIAMO

Centro sociale RIVOLTA - Porto Marghera

Laboratorio MORION casa dei beni comuni – Venezia

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#Occupysunday Mestre