Fonte: Corriere del Veneto - 02/02/2010

Occupò casa Ater: assolto "per necessità"

Danneggiamento e invasione di edificio – Cadono le accuse contro un marocchino

8 / 2 / 2010

Verona – Per mesi, insieme alla moglie e al loro figlioletto in tenera età, avrebbero occupato abusivamente un alloggio di proprietà dell’Ater in via Maddalena, zona Saval. Una violazione, quella contestata ieri a palazzo di giustizia al marocchino El Abdlaoui Lekbir davanti al giudice monocratico Paola Vacca, che la procura aveva “tradotto” in termini penali nella duplice imputazione di danneggiamento (per entrare nell’appartamento l’imputato aveva forzato la porta) e invasione di edificio. Due accuse da cui, con la propria sentenza in aula, il giudice Vacca ha deciso di scagionare il magrebino. Motivazione: lo stato di necessità che, all’epoca dei contestati, gravava sulla famiglia immigrata.

“Si tratta di una vittoria dall’importante valenza – spiega l’avvocato del marocchino, Roberto Malesani -. Al mio assistito è stata infatti riconosciuta la situazione di particolare e indiscutibile disagio che lo affliggeva in quel periodo: senza lavoro, era infatti costretto a dormire in auto con moglie e bimbo piccolo. Una volta che il mio cliente è successivamente riuscito a ottenere un impiego, però, si è recato a vivere in un altro immobile pagandone regolarmente l’affitto”

La decisione assunta ieri in tribunale potrebbe diventare un precedente di rilievo: in altri due casi simili finiti in precedenza in aula, infatti, gli imputati erano stati condannati. Tutt’altra conclusione, dunque, rispetto all’assoluzione di ieri.

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