Emergenza sfratti

Occupato temporaneamente un edificio in disuso a Empoli

Durante l'occupazione è stato presentato un dossier sull'emergenza abitativa nell'empolese-valdelsa

10 / 10 / 2009

Comincia oggi la campagna di censimento dal basso. Comincia con questa occupazione simbolica temporanea di un edificio lasciato chiuso da anni. In circa sessanta tra attivisti e attiviste della Comunità in Resistenza di Empoli, famiglie organizzate nello sportello sociale e cittadini solidali abbiamo occupato l'edificio di Via Barzino 3, in cui fino a qualche anno fa c'erano degli uffici dell'USL 11. La volontà di effettuare questa occupazione nasce per portare ancora una volta alla luce la grave situazione che il nostro territorio sta attraversando dal punto di vista dell'emergenza abitativa, soprattutto legata alla questione sfratti.

In Francia nel 2005 si sono costruite 300 mila case, di cui 120 mila alloggi sociali. In Italia nello stesso periodo si sono costruite più abitazioni (350 mila) e molti meno alloggi sociali: 1.500! Solo l'8% delle domande di alloggio popolare in Italia è soddisfatto dai comuni. La spesa sociale per la casa è in Italia pressoché inesistente, appena 3,3 euro pro capite contro i 53,3 euro della Germania e i 214 euro della Francia.Intanto la crisi va avanti, e secondo il Sunia per suo effetto oltre 150 mila famiglie potrebbero restare senza abitazione entro i prossimi due anni.

Questi sono solo alcuni dei dati che denotano un Paese in una grave situazione dal punto di vista sociale, soprattutto riguardo all'accesso all'abitare, e contenuti all'interno di un'inchiesta che come sportello sociale abbiamo prodotto e che oggi rendiamo pubblica. L'inchiesta è liberamente scaricabile da tutti i nostri siti, inoltre abbiamo preparato una versione cartacea da diffondere nel territorio, in quanto essa si occupa più da vicino anche del circondario.

Più di 100 sfratti eseguiti nel 2008 (108) nel circondario, il 15% in più del 2007, di questi il 40% solo a Empoli, dove ci sono 484 famiglie in attesa di un alloggio popolare in base alla graduatoria del bando del 2006, nell'attesa di quella del 2009. Quasi 200 sfratti convalidati dal tribunale di Empoli nei primi nove mesi del 2009, con un aumento tendenziale rispetto al 2008 di circa il 15%: nel 2008 si sono svolte nel tribunale di Empoli 294 udienze di sfratto; quest'anno, se tutto va bene (cioè se la crisi non aggraverà questa situazione), si arriverà a circa 350, quasi una al giorno. Il 91% degli sfratti sono per morosità, cioè il reddito alle famiglie oggi non basta per poter pagare l'affitto e vivere dignitosamente. Si può osservare anche un aumento di sfratti contro aziende o attività commerciali, insomma nei due anni di crisi piena si passa dal 20% di sfratti verso attvità del 2008 al 26% del 2009. "Ma questa è un'altra storia" come direbbe Lucarelli, anche se non è proprio un'altra storia: la crisi non guarda in faccia a nessuno e colpisce sia il lavoro che la possibilità di vivere una vita dignitosa sotto un tetto, in affitto o con un mutuo.

Con questa occupazione chiediamo:

- Che le istituzioni riconoscano che c'è un'emergenza abitativa nel circondario. A partire da ciò, ribadiamo che c'è l'esigenza di affrontare tale situazione con un tavolo di circondario a cui siano invitate tutte le parti, istituzionali e sociali, come già richiesto da tempo.

- Che il circondario si faccia garante di una richiesta al prefetto (per quanto di sua competenza) di una proroga degli sfratti, a causa della crisi in atto, comprensiva di quelli per morosità incolpevole, che abbia una durata congrua per avviare e completare adeguati piani di realizzazione e ristrutturazione di alloggi destinati alla locazione a canone sociale. In questo senso chiediamo che sia data concreta applicazione a quanto previsto dalla legge n. 9 del Febbraio 2007: la predisposizione di un piano per affrontare in maniera strategica e non più emergenziale il tema del fabbisogno abitativo, a partire dalla garanzia del passaggio da casa a casa per le centinaia di famiglie che oggi vivono sotto il ricatto dello sfratto e di rimanere senza alcun intervento pubblico che garantisca il diritto ad una abitazione adeguata.

- Il blocco della vendita del patrimonio pubblico, e che vengano avviati progetti di recupero di immobili pubblici in disuso per chi è in emergenza abitativa o in graduatoria per l'assegnazione di un alloggio popolare.

- Che publicasa spa renda pubblici tutti gli interventi di manutenzione e recupero di immobili che sta facendo o che ha intenzione di fare, a partire dal proprio sito internet, con tempi, modalità e spese di intervento. Solo in questo modo i cittadini possono controllare chi gestisce un patrimonio pubblico così importante. La stessa carta dei servizi, pubblicata da Publicasa pochi mesi fa, nel capitolo sulla trasparenza della gestione del patrimonio pubblico lo dice chiaramente.

- Che il comune di Montelupo trovi una sistemazione adeguata per la famiglia Louarchani, sfrattata ormai 25 giorni fa e da allora in un albergo a 80€ al giorno, e ancora in attesa che il comune trovi una soluzione. Invece di sperperare denaro pubblico in alberghi per "fronteggiare" le emergenze abitative, crediamo che il comune debba pensare a immobili e case pubbliche per garantire passaggio da casa a casa, o comunque a stipulare accordi con enti che possono aiutare i comuni da questo punto di vista. Gli interventi immediati in materia di politiche abitative dovrebbero evitare proprio questo sperpero di denaro pubblico e garantire allo stesso tempo un tetto a tutti i cittadini.

- All'USL 11 e al comune che cosa hanno intenzione di fare di questo stabile attualmente non in uso: visto che il sociale ne avrebbe tanto bisogno, delle idee ce l'avremmo.

Sportello sociale della Comunità in Resistenza di Empoli

scarica qui il libro inchiesta: "Empoli precaria2.0_dossier sull'emergenza abitativa nell'empolese valdelsa"

info:

Orda Precaria

Cobas Empoli-Valdelsa

Comunità in Resistenza _ Empoli

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