Parma - Secondo intervento della Società di Riappropriazione Urbana nell'area Nord della città

Occupate e liberate 2 case popolari a Parma

Accordo tra Acer e occupanti: le case non verranno più vendute ma assegnate

20 / 12 / 2009

Questa mattina alle 9.30, il comune di Parma si è svegliato dovendo pensare a gestire oltre i 30 cm. di neve caduti nella nottata anche due nuove occupazioni a scopo abitativo. Si tratta del secondo intervento di riappropriazione urbana della SRU: 2 case popolari situate in via Firenze sfitte da anni e messe in vendita. Questa è la realtà di Parma: a fronte di oltre 1600 domande per alloggi E.R.P, il comune e l'Acer rispondono vendendo le case popolari o murandone le entrate come in Via Olivieri.
Nelle case avrebbero dovuto risiedere 6 persone che dal 28 dicembre si potrebbero trovare in strada. Avrebbero perchè verso mezzogiorno si sono recati in loco i responsabili Acer con cui si è arrivati all'accordo di abbandonare gli edifici con l'impegno del vice presidente  di non vendere gli alloggi ma di assegnarli. Per gli occupanti delle case è stato invece chiesto di trovare una soluzione alternativa e nonostante il muro eretto dall'assessore alle politiche abitative Giuseppe Pellacini, il quale nascondendosi dietro l'illegalità del gesto si è rifiutato di dare una risposta alle questioni sollevate, è stato aperto un tavolo di trattive con l'assessorato alle politiche sociali.

Durante la giornata è stato messo l'accento sull'insostenibile situazione davanti alla quale ci si ritrova: moltissimi appartamenti pubblici ma soprattutto privati tenuti sfitti appositamente per tenere alti i prezzi di mercato nonostante il problema dell'abitare, in questo momento di crisi soprattutto, sia una delle maggiori preoccupazioni, con oltre trenta sfratti al mese.

a seguire il testo del volantino della giornata

LE CASE TENUTE VUOTE SONO UN INSULTO A CHI HA BISOGNO

Troppi appartamenti a Parma sono vuoti. È grave che lo facciano i privati: mantenendo sfitti gli alloggi contribuiscono a mantenere alti gli affitti per aumentare i propri profitti. Gravissimo che lo faccia anche il Comune: nonostante disponga di un numero di alloggi popolari limitato rispetto al bisogno crescente di alloggi a canone sociale, ne tiene drammaticamente vuoti un numero troppo elevato.
Da quando la SRU ha iniziato un lavoro di censimento degli alloggi popolari vuoti nel quartiere San Leonardo, grazie soprattutto alle segnalazioni degli abitanti, sono stati individuati 12 appartamenti in Via Cocconi, altri 6 sono chiusi e sfitti nella zona tra Via Pedretti e Via Firenze, altri sono disabitati in Via Bologna. L’aspetto drammatico della situazione è dovuto al fatto che tanti di questi alloggi non hanno alcuna prospettiva di essere assegnati a breve termine. Alcuni sono vuoti da anni, completamente abbandonati al degrado e senza prospettiva di interventi di manutenzione.
Il Comune di Parma ha quasi completamente abbandonato gli investimenti nel settore delle case popolari, mentre vediamo quotidianamente quanti soldi siano spesi in interventi urbanistici di dubbia utilità sociale. Un’altra dimostrazione eclatante del fatto che al Comune non interessi risolvere il problema casa per le fasce più deboli della popolazione è data anche dalla cancellazione di un intervento di edilizia popolare che si doveva realizzare, sempre in questo quartiere, in Via Gustalla. Dopo aver venduto circa 50 alloggi popolari tra il 2006 e il 2007, il Comune si era impegnato a ricostruire 15 alloggi in via Guastalla. Dopo circa 3 anni, non solo i lavori non sono partiti, ma in un primo momento il numero di alloggi popolari da ricostruire è stato ridotto a 9, poi addirittura si è deciso di trasformare i futuri alloggi in case della Società di Scopo Parmabitare, che hanno affitti molto più elevati e che non soddisfano certo l’esigenza di alloggio per le famiglie che sono in difficoltà economica. Nel Comune di Parma sono quasi 1700 i nuclei che hanno fatto domanda di alloggio popolare e questo è indice di una esigenza sociale diffusa e in fortissima crescita (nel 1999 le domande erano state 965). Da notare che il 48 % delle richieste viene da famiglie che hanno un ISEE inferiore ai 4500 euro, quindi persone che non possono assolutamente pagare un affitto sul mercato privato o una rata di mutuo.
Oggi un gruppo di lavoratori immigrati ha occupato un alloggio popolare in Via Firenze abbandonato da anni: l’alloggio era talmente trascurato che l’edera lo stava invadendo fin sulle finestre. Questi lavoratori erano prima alloggiati dentro un edificio fatiscente, poi hanno occupato insieme alla SRU l’ex scatolificio di Via Guastalla, un’area su cui si sta definendo un’ulteriore speculazione immobiliare e che è stata occupata per protesta contro una pianificazione urbanistica che tiene conto solo degli interessi dei palazzinari. Il giorno 28 dicembre è stato intimato lo sgombero dell’edificio di Via Guastalla e queste persone si sarebbero ritrovate per strada al freddo senza un tetto sulla testa.
Per principio non siamo d’accordo sull’occupazione delle case popolari, appunto perché sono troppo poche a fronte di tante domande da parte di chi ha bisogno. Non possiamo però nemmeno tollerare che un bene pubblico sia lasciato al degrado per così tanto tempo senza essere utilizzato. Pertanto questi lavoratori, col nostro appoggio, provvederanno a ristrutturare l’appartamento di Via Firenze, ne hanno tutte le capacità essendo quasi tutti muratori, e potranno trovarvi finalmente una dimora.

MAI PIÙ ALLOGGI SFITTI, NÉ PUBBLICI NÉ PRIVATI

S.R.U
Società di Riappropriazione Urbana – Parma
Info: www.parmantifascista.org

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