Parma, via Guastalla

Occupata ex fabbrica. "Ci riprendiamo la città"

Vari collettivi giovanili, sotto il nome di Società di riappropriazione urbana (Sru), hanno deciso di occupare un mega magazzino. 10 persone, fra studenti e immigrati, vivranno lì. "Abbiamo preso possesso di questo ex scatolificio per dare un tetto a persone che attualmente non ce l’hanno"

28 / 11 / 2009

di Giacomo Talignani

Si chiama Sru e fa il verso alla Stu, occupa per dimostrare e per offrire una sistemazione a studenti e immigrati. Stamattina è stato occupato uno stabile privato, un ex scatolificio, in via Guastalla, zona via Venezia. Gliautori del gesto si identificano come Società di riappropriazione urbana (Sru) e sono i giovani dei collettivi Rete Diritti in casa, Spam, Insurgencity ma anche gruppi antifascisti e della sinistra antagonista. Hanno dato vita a questo nuovo movimento con un obiettivo ben preciso: "Riprenderci la città, ci riprendiamo le case. Vogliamo far aprire a tutti gli occhi sulle politiche abitative che sta portando avanti questo Comune". Sostengono che l'attuale amministrazione "non si stia realmente rendendo conto dei problemi delle persone. Danno linfa ai costruttori e ai palazzinari, usano strumenti chiamati Parmabitare e Casadesso, ma di fatto non realizzano più case popolari. E' un edificio popolare, una che parte da un monolocale che parte da un affitto di 350 euro?".

La decisione di occupare lo stabile di via Guastalla 3, di proprietà privata e abbandonato da circa 3 anni, nasce dopo "l'ennesima beffa del Comune". Nella zona "sarebbero dovuti sorgere 9 alloggi popolari - spiegano - i lavori non sono però mai partiti. Qualche giorno fa l'annuncio: questo ex scatolificio sarà abbattuto e costruiranno 9 alloggi di Parmabitare (e dunque non edilizia popolare) con canoni d'affitto alti e che non andranno a beneficio di chi ha realmente bisogno di una casa".

Stufi di queste politiche i giovani, circa una trentina, hanno deciso di occupare l'ex magazzino, che per altro al momento dell'irruzione era già aperto. "Non prendiamo questo stabile per fare casino o chissà cosa - sottolineano - ma per dar vita ad un progetto concreto. Qui dormiranno 10 persone fra immigarti e studenti senza casa. Creeremo spazi sociali per le famiglie e i bambini, inviteremo il quartiere al confronto sulle politiche della casa. Vogliamo discutere tutti insieme: domani abbiamo invitato (ore 15.30 assemblea pubblica) anche gli assessori Lasagna e Pellacini per confrontarci".

La protesta contro la "speculazione edilizia portata avanti da questa amministrazione comunale" andrà avanti finchè non verranno fornite risposte concrete al problema casa.

28 novembre 2009

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L'Informazione di Parma del 29/11/2009